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ISTAT: 8,8 MILIONI DI DONNE SONO VITTIME DI MOLESTIE SESSUALI

Si stima che siano 1 milione 404mila (8,9%) le donne che hanno subito molestie fisiche o ricatti sessuali sul posto di lavoro: 425mila (2,7%) negli ultimi tre anni.

Lo evidenzia l’Istat nel report “Le molestie e i ricatti sessuali sul lavoro” relativo agli anni 2015-2016. Con riferimento ai soli ricatti sessuali si stima che 1 milione 173mila donne ne sono state vittima per essere assunte, per mantenere il posto o per ottenere progressioni di carriera.

Sono 167mila le donne che hanno subito queste forme di ricatto negli ultimi tre anni (l’1,1%); al momento dell’assunzione ne sono state colpite più frequentemente le donne impiegate (37,6%) o le lavoratrici nel settore del commercio e dei servizi (30,4%).

La quota maggiore delle vittime, inoltre, lavorava o cercava lavoro nel settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche (20%) e in quello del lavoro domestico (18,2%). Nell’11,3% dei casi le donne vittime hanno subito più ricatti dalla stessa persona e il 32,4% dei ricatti viene ripetuto quotidianamente o più volte alla settimana.

La grande maggioranza delle vittime (69,6%) ritiene molto o abbastanza grave il ricatto subito. Ciononostante, nell’80,9% dei casi, le vittime non ne hanno parlato con alcuno sul posto di lavoro. Quasi nessuna, inoltre, ha denunciato il fatto alle forze dell’ordine.

Oltre 8 milioni di donne molestate nel corso della vita

Sono 8 milioni 816mila (il 43,6%) le donne dai 14 ai 65 anni che nel corso della loro vita hanno subito una qualche forma di molestia sessuale come pedinamenti, esibizionismo, telefonate oscene, molestie verbali e fisiche, molestie sui social network, 3 milioni 118mila (pari al 15,4%) negli ultimi tre anni, il 7% negli ultimi 12 mesi (1 milione 437mila).

Oltre 2 milioni di under 18 vittime di violenza sessuale

 Dal report dell’Istat, inoltre, emerge che sono oltre 2 milioni (il 5% della popolazione dai 14 ai 65 anni) le persone che dichiarano di aver subito prima dei 18 anni atti sessuali come essere toccati nelle parti intime, i genitali o il seno, o essere costretti a toccare qualcuno nelle sue parti intime. Si tratta di fatti che hanno coinvolto 1 milione 567mila donne (7,8%) e 435mila uomini (2,2%).

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Fact checking

RIGOPIANO, I FIGLI DELLE VITTIME RIAPRONO LA PIZZERIA DEI GENITORI: SONO I FRATELLI DEL PICCOLO EDOARDO

A undici mesi dalla tragedia dell’hotel Rigopiano, ma soprattutto nel giorno del cinquantesimo compleanno del loro papà, i fratelli Riccardo e Piergiovanni Di Carlo hanno riaperto la pizzeria che i loro genitori, Sebastiano Di Carlo e Nadia Acconciamessa, gestivano a Loreto Aprutino (Pescara).

Riccardo e Piergiovanni, rispettivamente 20 e 18 anni, sono i figli di due delle vittime del Rigopiano e i fratelli del piccolo Edoardo, nove anni, che fu estratto vivo dal cumulo di neve e detriti che aveva sommerso la struttura alberghiera.

Non è stato facile ricominciare per i due ragazzi, che nello stesso istante si sono ritrovati orfani e costretti anche a fare da genitori al loro fratellino.

La comunità di Loreto Aprutino, però, non li ha lasciati soli: grazie ad alcuni aiuti economici e burocratici, Riccardo e Piergiovanni, insieme alle zie e ai vecchi dipendenti, sono riusciti a riavviare l’attività aperta dai genitori cinque anni fa.

L’impegno, comunque, sarà part time, dal momento che Riccardo e Piergiovanni frequentano rispettivamente l’università e le superiori. Lo riportano Il Centro e AbruzzoLive.

Sebastiano e Nadia si trovavano al Rigopiano, per un soggiorno di una sola notte, col piccolo Edoardo e una coppia di amici, Piero Di Pietro e Barbara Nobilio.

L’unico che fu estratto vivo dai soccorritori fu il bimbo, che ora vive con i fratelli e gli zii. Il sogno di Riccardo e Piergiovanni, tuttavia, resta quello di riaprire anche un altro locale dei genitori, nel vicino comune di Penne.

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SANGUE SULLʼEVACUAZIONE DEI CIVILI DA ALEPPO: SPARI SUL CONVOGLIO, CI SONO VITTIME

Non è ancora iniziata l’evacuazione dei feriti dai quartieri orientali di Aleppo: inizialmente la tv panaraba Al Jazeera aveva riferito di un primo convoglio di ambulanze che, partito dall’area controllata dai ribelli, aveva raggiunto i posti di blocco governativi; successivamente, però, la stessa emittente ha parlato di spari contro il convoglio, con il bilancio di un morto e quattro feriti tra gli “elmetti bianchi” della difesa civile.

Ad attaccare il convoglio sarebbero stati miliziani lealisti. Secondo l’agenzia di stampa statale turca Anadolu, inoltre, un convoglio che stava evacuando un gruppo di civili da Aleppo est è stato costretto a tornare indietro a causa di un attacco da parte di milizie filo-iraniane.

La tv di Stato siriana, intanto, nonostante gli scontri ha annunciato che 4mila ribelli e le loro famiglie saranno evacuati. E anche il ministro della Difesa russo ha fatto sapere che, su ordine di Putin, si sta preparando l’evacuazione dei miliziani e delle loro famiglie dai quartieri orientali della città.

Secondo il Centro russo per la riconciliazione delle parti belligeranti (organo del ministero della Difesa di Mosca), “i miliziani saranno evacuati su 20 autobus e dieci ambulanze attraverso un corridoio dedicato in direzione di Idlib”.

La Difesa russa sostiene che “le autorità siriane garantiscono la sicurezza di tutti i membri dei gruppi armati che hanno deciso di lasciare i quartieri orientali di Aleppo” e che il Centro russo per la riconciliazione delle parti belligeranti sta monitorando la situazione con videocamere e droni.

I numeri dell’evacuazione – Per la Turchia, che si è detta pronta ad accogliere i civili in fuga, ci sarebbero 50mila persone pronte a lasciare Aleppo. Per quanto riguarda le forze ribelli, le stime parlano di non più di 4mila uomini: il precedente accordo russo-turco prevedeva che fosse loro garantito il passaggio verso altri territori controllati dagli insorti.

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