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TREDICESIMA: TUTTO QUELLO CHE DOVRESTI SAPERE…

In arrivo la guida alle tredicesime dei lavoratori tra regole e particolarità. E’ quella realizzata dalla Fondazione Studi dei consulenti del lavoro, con gli aggiornamenti 2016.

Dai cenni storici agli elementi che formano la base di calcolo per arrivare alla descrizione di alcuni casi particolari e finire con esempi di calcolo e tabelle di costo per le aziende.

“Nella gestione della tredicesima mensilità -spiega la Fondazione Studi- la contrattazione collettiva riveste un ruolo fondamentale in quanto i contratti collettivi di lavoro disciplinano la retribuzione da prendere a riferimento, il computo, la mutazione, nonché il termine per la corresponsione”.

“Dobbiamo ricordare -avverte- però che solo coloro che hanno effettuato un intero anno di lavoro regolare, escludendo le assenze per malattia, infortunio, ferie ed ogni altro evento comunque retribuito, come ad esempio l’intervento degli ammortizzatori sociali, troveranno in busta paga l’equivalente di una mensilità lorda”.

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ARRIVA LA TREDICESIMA: ENTRO SABATO NELLE TASCHE DI OLTRE 33 MLN DI ITALIANI

Tempo di tredicesime per gli italiani. Entro la fine di questa settimana, infatti, oltre 33 milioni di persone nel nostro Paese riceveranno la sospirata tredicesima mensilità. In totale, quest’anno, saranno erogati circa 42,8 miliardi di euro, cifra in leggera crescita (+0,6%) rispetto allo scorso anno grazie all’aumento degli occupati.

Di questi, 7,6 miliardi saranno usati per acquistare regali natalizi, contribuendo per la metà della spesa complessiva, stimata in 15 miliardi di euro, per i doni.

E’ quanto emerge dalle elaborazioni dell’ufficio economico Confesercenti sulla base dei dati Istat e sull’indagine Confesercenti-SWG.

A fare la parte del leone, infatti, saranno le spese per la casa e per la famiglia: questa voce assorbirà il 36% delle tredicesime, per un totale di 15,5 miliardi, con un aumento di 760 milioni (il 5,2% in più) sullo scorso anno.

Oltre 10,3 miliardi di euro, invece, verranno utilizzati per saldare conti in sospeso e mutuo: una cifra elevata (si tratta del 22% del totale), ma in diminuzione del 14,7% (circa 1,7 miliardi in meno) sull’anno scorso, su cui probabilmente ha inciso l’eliminazione della Tasi sulle prime case.

Risorse aggiuntive che gli italiani utilizzeranno, però, più per fare le formiche che le cicale: la quota destinata al risparmio e agli investimenti sale infatti del 13,2% a 9,3 miliardi di euro, oltre un miliardo in più del 2015.

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NEL 2016 TREDICESIMA PIÙ RICCA (TRANQUILLO, SERVE PER PAGARE TUTTE LE TASSE…)

Più debiti, rate in sospeso e bollette da saldare che regali e sogni da mettere sotto l’albero.

Dei quasi 35 miliardi di euro che gli italiani incasseranno nei prossimi giorni grazie alla tredicesima, nel portafoglio resteranno infatti appena 5 miliardi di euro in totale (quindi il 14,8%) per strenne, viaggi oppure per imbandire la tavole del cenone.

Impresa da titani poi mettere anche qualcosa da parte. La tredicesima 2016 sarà un pò più ricca ma l’effetto svanirà in pochi giorni per colpa di spese già in agenda.

Come riporta LeggoUn terzo evaporerà addirittura nello stesso giorno del pagamento dell’assegno supplementare, visto che proprio il 16 dicembre ci sarà il saldo delle tasse sulla casa. A fare i conti su come andrà spesa la tredicesima è il 25° Rapporto di Adusbef e Federconsumatori.

Eppure in tutto ci saranno 34,9 miliardi, cioè l’1,5% in più del 2015. Ma, per coloro che possiedono una seconda casa, in media circa 530 euro se ne andranno appunto per il saldo dell’Imu entro il 16 dicembre, cifra che sale a due terzi (1000 euro) per chi ha un immobile in una grande città.

Le tredicesime andranno per 9,30 miliardi ai pensionati (come nel 2014), 9,70 miliardi ai lavoratori pubblici (+1,00%); 15,90 miliardi (+0,6%) ai dipendenti privati (terziario agricoltura, industria), che saranno però «subito spese – osservano i leader dei consumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti – se non già impegnate per onorare debiti pregressi».

Numerose anche quest’anno le imprese che non saranno in grado di pagare le tredicesime (lo indica il 73%), sia per «l’eccessiva concentrazione degli adempimenti fiscali in dicembre» sia (sarebbero il 27%) per «la mancata concessione da parte delle banche del prestito necessario a coprire l’esigenza di maggiore liquidità».

L’RC Auto, secondo il rapporto, assorbirà 5,1 miliardi, -1,9% rispetto al 2015. Per rimborsare prestiti e/o ratei se ne andranno 4,3 miliardi, +2,4% rispetto al 2015. Per pagare le rate di mutuo si spenderanno 3,8 miliardi, -2,6% rispetto al 2015. Per il bollo auto/moto occorreranno 4,2 miliardi, +2,4% rispetto al 2015.

Le bollette assorbiranno 7,7 miliardi (+1,3% rispetto al 2015). L’Imu sulla seconda casa assorbirà 2,3 miliardi (+9,5% rispetto al 2015), mentre la seconda rata della Tasi costerà 2,4 miliardi, +9,1% rispetto al 2015. Il totale delle voci di uscita considerate ammonta a 29,8 miliardi, +1,7% rispetto al 2015.

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QUEST’ANNO TREDICESIME IN FUMO: USATE PER TASSE E BOLLETTE

Le tredicesime che saranno pagate tra due settimane a lavoratori e pensionati italiani serviranno per la maggior parte a pagare tasse e bollette.

È quanto sottolineano le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori. Quest’anno l’ammontare dell’attesa gratifica natalizia è di 34,40 miliardi di euro ripartite in questo modo: 9,2 miliardi ai pensionati (come nel 2014), 9,5 miliardi ai lavoratori pubblici (+1,00%), 15,7 mld (0,6%) ai dipendenti privati (agricoltura, industria e terziario).

Ma la tredicesima sarà impiegata per pagare gli aumenti iniziati a gennaio 2016 con tariffe autostradali, benzina, bolli, accise, Tari; tariffe idriche, elettriche e del gas; e un’altra serie infinita di spese che durante il mese di dicembre i contribuenti sono chiamati a pagare, in particolare Tasi e Imu seconda casa, da saldare entro il 16 dicembre.

“Il risultato è che l’85,4% dell’agognata gratifica natalizia sarà decurtata. Nel rincorrersi dei pagamenti da effettuare entro il 31 dicembre, dei 34,40 miliardi di euro di tredicesime che verranno pagate quest’anno, il 14,6%, ossia 5,1 miliardi di euro, come nel 2015, resterà realmente nelle tasche di lavoratori e pensionati” rilevano i presidenti di Adusbef, Elio Lannutti, e di Federconsumatori, Rosario Trefiletti.

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