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SVEZIA: BOMBA ALLA STAZIONE DI POLIZIA, MA PER I MEDIA “NON È TERRORISMO”

Due giovani sui 20 anni sono stati arrestati a Malmo, in Svezia, perchè sospettati dell’attentato avvenuto martedì sera ai danni di una stazione di polizia della cittadina svedese, che avrebbe avuto come obiettivo proprio le forze dell’ordine.

Lo scoppio, fortissimo, sarebbe stato provocato, secondo gli ultimi accertamenti, da un oggetto esplosivo contenente trotile (simile al tritolo) e non da una bomba a mano come riferito in un primo momento. Ma all’atto pratico, cambia poco.

Il botto è stato udito in tutta la città, e ha danneggiato l’ingresso della stazione di polizia di Rosengard, nel quartiere di Helsingborg, e alcune auto parcheggiate nelle vicinanze, senza causare danni alle persone.

Gli arresti sono stati confermati da fonti della polizia, che ritiene che il gesto intimidatorio fosse “direttamente indirizzato alla polizia e alla sua attività”. Sarebbe quindi da far risalire alla criminalità comune e non a un atto terroristico.

I giornali fanno a gara per escludere la pista “terroristica” ed il sospetto è che sia per non urtare la sensibilità dei musulmani, verso i quali correrebbe immediato il pensiero.

Solo che, musulmani o cristiani o pagani o politeisti greci, mettere una bomba che cos’è, se non terrorismo? Una carineria del tipo “fiori e cioccolatini”? Siamo arrivati ad un “politicamente corretto” al limite del ridicolo…

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TERRORISMO ISLAMICO? ALLARME A MILANO A UNA FESTA CON 5MILA INVITATI PER CAPODANNO

Festa per 5mila invitati in un albergo di lusso di Milano a Capodanno e unasuite da seicento euro prenotata da tre marocchini poi svaniti nel nulla.

Questa volta l‘attentato terroristico è più di un incubo. E’ l’allarme più preoccupante degli ultimi anni.

Tutto comincia il giorno di Natale, riporta il Giorno, quando in un hotel 4 stelle in zona Stephenson, si presentano tre uomini, presumibilmente di origine marocchina: vogliono prenotare una camera per tre notti a cavallo del 31 dicembre ma l’albergo è al completo per il veglione in un altro hotel della zona. L’unica possibilità che hanno è ottenere una delle camere riservate ai clienti online. Loro la prendono ma poi spariscono.

A quel punto il proprietario dell’hotel chiama il 112. I carabinieri in borghese controllano i presenti (2mila alla fine), sono pronti a entrare in azione.

Ma le indagini continuano: il nome inserito nella prenotazione è quello di un marocchino incensurato, residente nel Centro Italia, che in passato avrebbe avuto dei contatti con un connazionale arrestato in Francia nel 2016 perché affiliato all‘Isis.

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LOS ANGELES, ALLARME TERRORISMO: “MINACCIA DI ATTENTATO IN METROPOLITANA”

La polizia di Los Angeles ha rafforzato le misure di sicurezza nella metropolitana della città dopo la minaccia anonima di un attacco bomba alla stazione vicino al parco divertimenti della Universal.

Nel corso di una conferenza stampa, il capo della polizia della città californiana, Charlie Beck, ha precisato che la minaccia arrivata telefonicamente è “molto specifica” e “imminente” ma deve essere verificata la credibilità.

Un uomo, non identificato, ha chiamato una linea telefonica per le emergenze gestita da un governo straniero non specificato che ha trasmesso le informazioni all’Fbi, ha spiegato Deirdre Fike, direttrice aggiunta del Bureau a Los Angeles.

L’autore della minaccia, che parlava inglese, ha detto che qualcosa sarebbe successo martedì alla stazione della metropolitana della Universal City.

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TERRORISMO, IL GIP DI MILANO ORDINA LʼARRESTO DI UNA DONNA COMBATTENTE PER LʼISIS IN SIRIA

Il gip di Milano ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un’albanese residente nel Lecchese: la donna, nel dicembre 2014 aveva abbandonato il marito e le due figlie maggiori per andare in Siria, con il figlio minore, e arruolarsi tra i militanti dell’Isis. Il suo trasferimento nel teatro di guerra era anche motivato dall’intenzione di sposare un macedone combattente per il Califfato.

Era stato il marito, anch’egli albanese, a denunciare ai carabinieri la scomparsa della donna e del figlio. Il 28 novembre il gip di Milano, Manuela Scudieri, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti della donna per associazione a delinquere con finalità di terrorismo internazionale (270 bis del Codice penale).

L’indagine del Ros dei carabinieri ha permesso di accertare il percorso di radicalizzazione della donna che ha determinato, alla fine del 2014, la sua partenza per la Siria con un bambino piccolo, mentre aveva lasciato in Italia il marito e le altre due figlie minori.

Marocchino arrestato a Milano, su chat disponibile ad attentati in Italia – Un 30enne marocchino è stato arrestato con l’accusa di terrorismo internazionale a Milano in quanto, con Telegram e altri mezzi di comunicazione via Internet, si era detto disponibile a compiere attentati in Italia chattando con un uomo che si trovava in Siria.

L’arresto, secondo quanto riferisce “La Repubblica” è stato eseguito venerdì da parte degli agenti della Digos in via Tracia, alla periferia di Milano, dove viveva con un coinquilino, risultato estraneo ai fatti.

L’arrestato avrebbe inviato anche somme di denaro nei teatri di guerra per sostenere la Jihad e lavorava in un centro commerciale di Arese. Si sarebbe radicalizzato nel 2012 durante un viaggio in Germania, Paese in cui aveva lavorato come aiuto cuoco.

Secondo quanto riferisce il quotidiano, il marocchino, arrivato in Italia da bambino, sarebbe una persona “molto fragile, fortemente influenzabile e incline a manie di persecuzione”. L’uomo è già stato interrogato in carcere.

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