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ALLA RISCOPERTA DELLA TERRA: IL BOOM DEGLI AGRITURISMI A CONDUZIONE FEMMINILE

Le quote rosa, in campagna, vincono. Almeno stando ai dati dell’Istat sul numero degli agriturismi in Italia: da un lato si conferma il trend di crescita delle aziende agricole (nel decennio 2006-2016 sono passate da 16.765 a 22.661), dall’altro, e questa è la novità, aumentano quelle a guida femminile. 

Più di un agriturismo su tre (36%) è a conduzione femminile e la maggiore concentrazione di gestione “rosa” si rileva in Toscana: sono 1.816 unità e rappresentano il 40,2% degli agriturismi della regione e l’8% di quelli nazionali.

Le aziende e i clienti

Gli agriturismi autorizzati nel 2016 sono, dunque,22.661, 423 in più rispetto all’anno precedente (+1,9%). Tale incremento è dato dalla differenza tra le 1.275 nuove aziende e le 852 cessazioni.Le presenze dei clienti negli agriturismi ammontano a 12,1 milioni (+6,6% rispetto al 2015), come emerge dall’indagine Istat sul movimento dei clienti negli esercizi ricettivi.

Più agriturismi al Sud

Nelle regioni del Centro e del Mezzogiorno è localizzato il 59,5% degli agriturismi con alloggio, il 56,1% delle aziende con ristorazione, il 59% di quelle con degustazione e il 62,3% delle unità con altre attività.

L’84% delle aziende agrituristiche è situato in aree montane e collinari, il restante 16% si trova in pianura. L’aumento del numero degli agriturismi, registrato in tutte le ripartizioni, è più consistente nel Mezzogiorno del Paese (+6,3%) rispetto al Centro (+1,8%) e al Nord (+0,3%).

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LA TERRA HA I GIORNI CONTATI: A DIRLO È UNO STUDIO SULLE VONGOLE

Le vongole non mentono, la Terra è in pericolo. È questo, in estrema sintesi, il risultato di una ricerca della “Nature Comunications”. I cambiamenti climatici, iniziati con la rivoluzione industriale, rischiano di compromettere le temperature del nostro pianeta e, di conseguenza, anche la sua esistenza.

Sono state studiate a tal proposito gli esseri più longevi del nostro pianeta, le vongole “quahong”, pescate nelle acque islandesi, oggi ampiamente diffuse ed allevate in tutta Europa.

La rilevazione dei componenti chimici delle vongole, come riporta Il Tempo, ha dato risultati sconfortanti, relativi ai cambiamenti climatici causati dall’attività dell’uomo.

La temperatura dell’Oceano Atlantico del Nord, da dove sono stati prelevati i molluschi per lo studio, di norma regolata dalla radiazione del sole e dalle eruzioni vulcaniche, ora è intaccata dalle emissioni di gas ad effetto serra.

La “tesi delle vongole” è confermata anche dall’alga “a palla”, che prima cresceva indisturbata nel lago Myvatn, sempre in Islanda.

Oggi questa rara alga, così come le vongole, costituiscono per gli studi scientifici importanti termometri del benessere della Terra.

Attualmente però la superficie del lago è talmente ricoperta damelma e alghe da non consentire al sole di penetrare nell’acqua e di generare queste rilevanti alghe palla.

La loro sparizione segnala un collasso dell’ecosistema che mette a rischio importanti zone di riproduzione del mondo per le anatre. Sulla terraferma le cose non vanno meglio.

È il caso della farfalla Euphydryas editha che sta, anomalamente, migrando dalle zone nordoccidentali americane verso un clima meno torrido, dovuto al cambiamento della temperatura nel loro habitat di origine.

E, da questa parte dell’Atlantico, lo dimostrano anche le api, l’Andrena nigroaenaea, che, sempre per via degli sbalzi di temperatura, hanno iniziato ad uscire dagli alveari in anticipo, mettendo così a repentaglio l’intero processo di impollinamento.

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QUATTRO ASTEROIDI VERSO LA TERRA TUTTI NELLO STESSO GIORNO: OGGI

«Non ricordo un passaggio di così tanti asteroidi vicino alla Terra nell’arco di appena un giorno». Detlef Koschny è uno dei responsabili del programma SSA dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa).

Come scrive LEGGO: Il suo compito è quello di monitorare il passaggio degli asteroidi a distanze ravvicinate dal nostro pianeta ed assicurarsi che non vi siano rischi di collisione. Ieri, in un’intervista al Daily Mail, riportata anche da Unilad, ha spiegato che ben quattro diversi asteroidi sfioreranno la Terra nella giornata di oggi.

Ad ogni modo, lo scienziato ha rassicurato tutti: non ci sarà alcun rischio effettivo per il nostro pianeta. L’asteroide che passerà più vicino alla Terra, a poco meno di 2.5 milioni di km, sarà 2006LH, con un diametro di 45 metri.

Spaventerebbe molto di più 2006XD2, che ha un diametro di circa 260 metri, ma che passerà a oltre sette milioni di km di distanza dal nostro pianeta. Insomma, pericolo scampato: ci dispiace per chi, controvoglia, dovrà sedersi a Natale tra parenti insopportabili…

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“IL SOLE STA PER ESPLODERE, PRESTO LA TERRA SPAZZATA VIA”: L’ALLARME FINALE DEGLI SCIENZIATI, QUANTO CI RESTA…

La Terra è a rischio. Una sentenza tranchant, quella degli scienziati interpellati dal The Sun: il nostro pianeta, nel corso dei prossimi anni, potrebbe andare a fuoco, conseguenza inevitabile di un aumento spropositato del sole.

Secondo la Prof. Leen Decin dalla KU Leuven (istituto di Astronomia), il sole sta continuando ad aumentare progressivamente, in concomitanza con il passare del tempo, in termini di calore, luminosità e potenza.

Come tutte le altre stelle, prima di spegnersi e diventare nebulosa bianca, la nostra stella luminosa dovrà raggiungere la sua massima estensione (circa cento volte le dimensioni attuali) e questo avrebbe un impatto devastante per tutti i pianeti che li gravitano attorno, Terra compresa.

Come esempio, gli scienziati portano la stella L2 Puppis che, miliardi di anni fa, ha seguito lo stesso processo che purtroppo toccherà al sole. Il quesito che rimane da risolvere è solo uno: quanto tempo ci resta?

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