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MILANO, MAROCCHINO UBRIACO SI METTE A NUOTARE NUDO NEL NAVIGLIO PAVESE

Nudo nei navigli. Stava così un marocchino, per di più completamente ubriaco, a Milano. I carabinieri della pattuglia mobile di zona di Porta Magenta se lo sono trovati davanti, in presa diretta, mentre a nuoto risaliva il Naviglio Pavese. Erano le due e quaranta della notte tra venerdì e sabato.

Diverse persone si erano frattanto radunate per vedere il marocchino che nuotava ed erano anche partite le chiamate al numero di emergenza 112, che non si sono rivelate necessarie visto appunto il transito casuale della pattuglia sull’Alzaia, più o meno all’altezza del recente complesso immobiliare tra via Magolfa e il Naviglio. L’uomo è stato bloccato: è un marocchino di 21 anni, in quel momento preda dell’effetto dell’alcol.

La nuotata nel Naviglio era solo la ciliegina sulla torta di una serie di azioni ben più pericolose che lo hanno portato all’arresto per danneggiamento aggravato. Il 21enne aveva infatti sfondato una vetrina di un negozio lungo il Naviglio, poi aveva preso una bicicletta del bike sharing e l’aveva gettata in acqua e aveva fatto lo stesso con un cassonetto dell’Amsa.

Infine il marocchino – ancora in preda ai fumi dell’alcol – aveva deciso di spogliarsi e tuffarsi a sua volta per compiere la traversata a nuoto. Ed è in quel mentre che i carabinieri lo hanno sorpreso.

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Fact checking

LA RIVOLUZIONE A MILANO, PARTE LA RIMOZIONE DEI BARCONI-RISTORANTI SUL NAVIGLIO

E’ partita a Milano la rimozione dei barconi-ristorante ormeggiati sul Naviglio Pavese.

La rimozione arriva dopo che il Tar, nel luglio scorso, ha rigettato l’ultimo ricorso presentato dai proprietari dei barconi abusivi, per occupazione non autorizzata di spazio del Demanio.

Il Comune di Milano ha sempre ritenuto i ristoranti galleggianti incompatibili con i vincoli ambientali cui sono soggetti i Navigli.

Le operazioni dureranno fino al 5 gennaio. Al momento sono al lavoro 18 fabbri, una quarantina di operai oltre al personale dell’impresa di trasporti.

Una trentina gli agenti di polizia locale impegnati con polizia e carabinieri fin dalle cinque per delimitare l’area.

I barconi non saranno completamente smantellati. Al momento viene tolta la parte superiore per permettere di sollevarli dal Naviglio Pavese e poi portarli con trasporto eccezionale in un deposito.

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MILANO, CADAVERE TROVATO IN UNA CAVA: È UNA 43ENNE DI CERNUSCO SUL NAVIGLIO

Ha un nome la donna trovata morta nel lago di una cava a Cernusco sul Naviglio, alle porte di Milano. Gli inquirenti hanno identificato il cadavere lunedì sera: si tratta di una donna del posto, Gabriella Fabbiano, 43enne, di cui nessuno però aveva denunciato la scomparsa.

La vittima sarebbe stata uccisa in casa, forse stordita con qualche sostanza e strangolata, poi il suo corpo è stato avvolto in un telo bianco e gettato nel lago.

Sul corpo nessuna ferita evidente – Ciò che al momento è certo, è che in quel posto non ci può essere arrivata da sola. Qualcuno l’ha uccisa, poi ha legato il suo corpo a tre grossi blocchi di cemento armato, certo che sarebbero bastati per non far riaffiorare il cadavere.

Così non è stato. Sul corpo non sono state trovate ferite evidenti, ma il fatto che la donna indossasse un pigiama, fa pensare che l’omicidio si sia consumato tra le mura di casa. E ciò ha escluso da subito l’ipotesi iniziale che si trattasse di una prostituta.

Interrogati parenti e amici – Le condizioni del corpo lasciano ipotizzare che sia stato abbandonato lì da circa due giorni, ma sarà l’autopsia, disposta dal pm di turno del tribunale di Milano Francesco Cajani, a chiarire esattamente tempi e modalità dell’omicidio. I carabinieri stanno interrogando amici e parenti della donna: l’ipotesi è che il delitto sia legato alla cerchia relazionale della vittima.

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