Archivi tag: NAPOLI

SGOMINATA UNA BANDA DI SPECIALISTI IN FURTO E RICICLAGGIO DI AUTO: 15 ARRESTI

Un business criminale interamente incentrato sulle auto: o meglio, sul furto, il riciclaggio e la ricettazione legato agli autoveicoli.

Un giro di affari ordito e imbastito da un gruppo di 15 persone per cui sono stati eseguiti poco fa gli ordini di custodia cautelare emessi dal gip su richiesta della Procura di Napoli.

Napoli, 15 arresti per furto e ricettazione di auto

Dunque, quindici persone, “specializzate” nei furti e nella ricettazione o riciclaggio di auto, sono state arrestate dai carabinieri della compagnia Napoli Centro che hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Napoli su richiesta della locale procura.

I 15 indagati sono ritenuti membri di un gruppo criminale, attivo tra Napoli e provincia, dedito ai furti, al riciclaggio e alla ricettazione di automobili. A fronte dei reati contestati, associazione per delinquere, furto aggravato, riciclaggio, ricettazione, il gip ha disposto undici custodie cautelari in carcere e quattro ai domiciliari.

Nel corso dell’indagine, lunga e particolarmente articolata, i carabinieri sono riusciti a ricostruire  almeno 77 episodi tra furti e tentati furti di autovetture, arrivando ad arrestare in flagranza di reato ben 16 persone, e riuscendo a restituire ai proprietari derubati 29 veicoli.

Inoltre, gli inquirenti al lavoro sul caso sono arrivati a sequestrare numeroso materiale utilizzato per lo scasso e la manomissione di centraline elettroniche. Il giro d’affari complessivo si aggirava sui 300.000 euro al mese, con una media di circa 3-4 auto rubate mediamente ogni notte.

Fonte: qui

Fact checking

POI A NAPOLI I CENTRI SOCIALI OCCUPANO PURE LE CHIESE

Napoli Dalla rivoluzione arancione alla rivoluzione… francese. A Napoli, i sostenitori del sindaco Luigi de Magistris hanno inaugurato la nuova moda degli espropri ecclesiastici di stampo giacobino, quelli che un tempo i «mangiapreti» di Maximilien de Robespierre portavano a termine contro gli odiati rappresentanti del clero parigino.

I militanti del centro sociale «Je so Pazzo», confluiti nella lista «Potere al popolo», che si presenta alle prossime elezioni politiche del 4 marzo, hanno infatti occupato la chiesa di Sant’Antonio a Tarsia, nel popolare (e popoloso) quartiere di Montesanto, a poche centinaia di metri dalla sede dell’Amministrazione comunale.

Sono entrati in azione poco prima dell’alba di venerdì forzando la porta d’ingresso e sistemando una decina di materassi nella navata centrale, tra le panche dei fedeli e i confessionali ormai vuoti. Su quelle brandine andranno a dormire senzatetto e clochard, e disperati del rione.

«Gente che rischia di morire per il freddo di queste notti spiega una esponente dell’ex Opg . E di cui nessuno, nemmeno in campagna elettorale, si preoccupa». Che loro lo abbiano fatto, invece, proprio in campagna elettorale e non prima è chiaramente un dettaglio che non li turba.

D’altronde, i candidati e i simpatizzanti di «Potere al popolo» sanno di poter contare, in queste convulse settimane di caccia al voto, sull’appoggio del sindaco Luigi de Magistris e sulla sua rete di relazioni territoriali. «L’unica vera novità è rappresentata da Potere al Popolo ha ripetuto in questi giorni, il primo cittadino una esperienza napoletana, segno che Napoli produce energie assolutamente positive».

Sant’Antonio a Tarsia è una delle strutture religiose più note della città, edificata nel 1550 e, nel diciottesimo secolo, luogo di raccoglimento e di preghiera di Sant’Alfonso Maria de Liguori. Negli ultimi dieci anni, dopo la chiusura, è stata saccheggiata e vandalizzata a più riprese.

I tesori che custodiva sono stati depredati, e le lapidi e le maioliche e i marmi distrutti o divelti o, più semplicemente, asportati per andare a finire sul mercato nero degli oggetti d’arte. Oltre alla chiesa, i militanti di «Potere al popolo» hanno preso possesso anche del chiostro e dei tre piani che formano l’intero complesso, comprendenti pure alcuni appartamenti di servizio ormai vuoti.

Uno scenario tutt’altro che inedito in città, dove i centri sociali hanno ormai mano libera nell’occupazione e nella gestione dei beni pubblici con l’avallo silenzioso di Palazzo San Giacomo, e nonostante l’apertura di fascicoli d’indagine da parte della Procura presso la Corte dei Conti che contestano a dirigenti e amministratori locali danni all’erario per centinaia e centinaia di migliaia di euro.

Ma si sa, Parigi (o Napoli) val bene una messa.

Fonte: qui

Fact checking

RICORDI IL 15ENNE AGGREDITO A NAPOLI? FERMATI I MEMBRI DI UNA BABY GANG, SONO TUTTI MINORENNI E SI ANNOIAVANO…

Svolta nelle indagini sull’aggressione e il ferimento di Gaetano, il 15enne pestato nei pressi della stazione della metropolitana di Chiaiano, a Napoli, il 12 gennaio. La polizia ha fermato nove giovani, tutti minorenni: sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dell’aggressione.

Otto sono stati condotti in comunità, per uno è stata disposta la permanenza in casa. Al 15enne, che in seguito alle violenze subite fu operato d’urgenza, fu asportata la milza.

I provvedimenti restrittivi, nei quali si ipotizza il reato di lesioni gravissime, sono stati emessi dal Gip del tribunale dei minorenni di Napoli ed eseguiti dagli agenti dei commissariati di Scampia e Chiaiano.

Il giorno dell’aggressione la vittima era in compagnia di due cugini, quando il branco è entrato in azione. I cugini sono riusciti a scappare, mentre il 15enne è rimasto in balia della violenza.

Solo quando è riuscito a tornare a casa, a Melito (Napoli), ha iniziato ad accusare un dolore fortissimo, tanto che lo zio lo ha accompagnato all’ospedale di Giugliano, dove poi è stato operato d’urgenza.

Fonte: qui

Fact checking

NAPOLI NEL CAOS MA DE MAGISTRIS PENSA A CAMBIARE NOME ALLE PIAZZE “FASCISTE” (Ma va là!)

Defascistizzare Napoli, questo l’obiettivo di Gigino, il sindaco Masaniello che con Napoli nel caos, tra baby gang e trasporti paralizzati, senza un partito di riferimento e con un consenso in crollo verticale, prova a gettarla sulla solita retorica antifascista per provare ad arginare il tracollo politico.

Luigi De Magistris, nel Giorno della Memoria, annuncia così che a una delle piazze principali di Napoli, quella che ospita lo Stadio San Paolo e la Mostra d’Oltremare (imponente opera dell’architettura del Ventennio) sarà cambiato nome, non più intitolata al “fascista” Vincenzo Tecchio ma all’ebreo Giorgio Ascarelli, primo presidente del Napoli Calcio.

Non solo: il lavoro sulla toponomastica sarà esteso dalla cancellazione dei nomi riferibili ai fascisti, anche a quelli accusati di complicità sulle leggi razziali, come Vittorio Emanuele III, la cui via a lui intitolata diventerà via Salvatore Morelli. «Piazzale Vincenzo Tecchio, l’ex segretario provinciale del partito nazionale fascista, si chiamerà Piazza Ascarelli. Il mio annuncio nel giorno in cui ricordiamo Luciana Pacifici una delle più piccole vittime della ferocia nazista, morta ad Auschwitz. Anche via Vittorio Emanuele III°, che promulgò le leggi razziali, cambierà nome in Via Salvatore Morelli.

Per non dimenticare, mai!», scrive, grondando retorica e facile populismo, il primo cittadino. Che però non spiega quante decine di strade, palazzi e istituzioni dovrebbe cancellare per rimuovere il ricordo del fascismo, visto che mezza Italia ne porta il crisma politico, che piaccia o no a lui e alla Boldrini.

Ma che colpa aveva, in tutto questo, Vincenzo Tecchio? Quella di essere stato un grande avvocato, nonché deputato prima della Camera del Regno (1929-1939) e poi Camera dei Fasci e delle Corporazioni (1939-1943), quindi dal 1934 al 1939 segretario della commissione della Camera per l’esame dei bilanci e dei rendiconti consuntivi, fino a quando, nel 1940, guidò un gruppo di tecnici che portò all’edificazione della Mostra d’Oltremare, portando alla demolizione delle preesistenti abitazioni del rione Castellana. Da cancellare, rimuovere, epurare: che tristezza.

Fonte: qui