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POI UN BELLUNESE VINCE LA COPPA DEL MONDO DI TIRAMISÙ

Con la ricetta classica (savoiardi, uova, mascarpone, zucchero, caffè e cacao) Andrea Ciccolella, 28enne di Feltre (Belluno), è arrivato primo su 720 partecipanti e ha vinto la coppa del mondo di tiramusù.

A incoronarlo vincitore il “padre” del famoso dolce Roberto “Loli” Linguanotto, l’inventore della celebre ricetta.

Una gara lunga due giorni che ha visto arrivare in semifinale 48 concorrenti che hanno gareggiato nel salone della Camera di Commercio in piazza Borsa, nel cuore di Treviso.

A decretare il vincitore una giuria composta da rappresentanti delle istituzioni, chef, pasticceri e giornalisti di settore

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VESPA: PERCHE SOLO PUTIN PUÒ SALVARE IL MONDO

Di seguito riportiamo il capitolo del libro di Vespa dedicato al presidente russo Vladimir Putin.

Oggi l’ Occidente vede in Putin un potenziale pericolo per la propria sicurezza, ma dovrebbe ricercarne le cause nei propri errori in politica estera. Abbiamo visto che, fin dall’ inizio del suo mandato, il leader russo ha cercato di costruire un rapporto amichevole con gli Stati Uniti.

Nel 2001 incontrò George W. Bush, che disse di aver “guardato i suoi occhi e di aver visto la sua anima”. Poi, nel 2002, il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, amico di entrambi, li invitò nella base di Pratica di Mare, vicino a Roma.

Fu decisa la costituzione di un consiglio Nato-Russia e si certificò di fatto la fine definitiva di quel che restava della vecchia guerra fredda. Putin instaurò buoni rapporti anche con il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder e il presidente francese Jacques Chirac.

A Kaliningrad

 I tre s’ incontrarono nel 2005 a Kaliningrad per celebrare i 750 anni della città, e nel 2008 Francia e Russia stipularono un gigantesco accordo di forniture militari. Noi tutti ci illudemmo che, dinanzi ai nuovi pericoli del terrorismo islamista certificati dall’ attentato alle Torri Gemelle e da quelli che seguirono e alle inquietudini permanenti del Medio Oriente, non avesse più senso un confronto muscolare tra la Nato e quel che restava dell’ ormai disciolto Patto di Varsavia. Come dice Romano, immaginammo che la Nato si fosse ormai trasformata in un’ organizzazione collettiva dell’ intero continente europeo. Purtroppo non fu così.

È comprensibile che Stati vissuti per più di sessant’ anni sotto il tallone di un comunismo durissimo non aspettassero altro che rifugiarsi sotto l’ ombrello protettivo dell’ Occidente. Ma inglobare nei confini della Nato Estonia, Lettonia e Lituania, e piazzare missili e radar dalla Polonia alla Romania, non è stata una buona idea.
La Storia ha visto l’ Occidente vincere sul comunismo. Stravincere può essere rischioso.

L’ annessione della Crimea alla Russia e la perdurante crisi ucraina nascono anche da qui. La Crimea è sempre stata russa ed è possibile che abbia ragione Putin a sostenere che, quando Chrucëv la regalò all’ Ucraina, lo fece con una violazione costituzionale.

Fra il 2013 e il 2014 l’ Unione europea tentò di far associare l’ Ucraina, con una mossa molto forzata sia sotto il profilo tecnico (vi abitano parecchi milioni di russi) sia sotto quello economico (il paese era in bancarotta ed era stato salvato due volte dal Fondo monetario internazionale) sia sotto quello politico (lo schiaffo alla Russia sarebbe stato fortissimo).

Putin convinse il governo ucraino a non associarsi all’ Europa acquistando titoli di Stato per 15 miliardi di dollari e praticando all’ Ucraina uno sconto del 30 per cento sul prezzo del gas. (…) Putin si muove talvolta con eccessiva, pericolosa spregiudicatezza. Il bilancio delle forze armate russe è raddoppiato fra il 2010 e il 2014, e questa non è una buona notizia. Ma in questa partita Europa e Stati Uniti non hanno saputo fermarsi in tempo. La conseguenza è un incrociarsi di gigantesche esercitazioni militari ai confini ora della Nato ora della Russia, pur nella generale convinzione che nessuna delle due attaccherà mai per prima.

Un altro settore in cui Putin ha saputo muoversi con molta abilità è il Medio Oriente, dove ha approfittato intelligentemente della debolezza e delle oscillazioni di Barack Obama. L’ Occidente vorrebbe che il dittatore siriano Bashar al-Assad facesse le valigie. Putin non lo consentirà mai, o comunque non rinuncerà mai al protettorato politico sulla Siria. Secondo Romano, il presidente russo ha tirato Obama fuori dei pasticci quando si è avuto il forte sospetto che Assad avesse fatto uso di armi chimiche contro i ribelli.

Il presidente americano aveva dichiarato che non avrebbe tollerato niente del genere e sarebbe intervenuto. Al momento di farlo, però, si è tirato indietro e ha salvato la faccia solo grazie a Putin, il quale gli ha garantito che Assad si sarebbe comportato bene in futuro.

I rapporti di Putin con Trump passano con facilità dal sereno alla tempesta, e The Donald ha dovuto faticare parecchio per smentire le insistenti notizie di un intervento russo per mettere in difficoltà Hillary Clinton durante la campagna elettorale del 2016. Il primo incontro tra i due nel luglio 2017 non ha portato all’ atteso ritiro delle sanzioni alla Russia.

Trump è lunatico ed effervescente quanto Putin è freddo e calcolatore. Ma entrambi hanno capito che, con un Medio Oriente sempre in ebollizione e una Corea del Nord nelle mani di un uomo pronto a tutto, l’ ultima cosa di cui il mondo ha bisogno è una crisi Est-Ovest.

Il più importante

Putin passerà alla storia come la figura russa più importante dell’ ultimo secolo, insieme a Stalin e Gorbacëv, con un potere che il secondo non ha mai avuto. Pur venendo dal Partito comunista e dal principale strumento di potere dello stalinismo, il Kgb, egli sta ricostruendo la Grande Madre Russia cristiana degli zar, senza tuttavia rinnegare quasi niente del passato, Stalin compreso, a cui riconosce il merito di aver condotto alla vittoria l’ Unione Sovietica nel secondo conflitto mondiale combattendo una “grande guerra patriottica”.

Nel 2015, per celebrarne il settantesimo anniversario, il leader russo si è mescolato alla folla mostrando la foto del padre soldato. Subito dopo aver preso il potere nel 2000, Putin commissionò una revisione dell’ inno nazionale: stessa bellissima musica, ma parole radicalmente mutate, con il richiamo alla Russia eterna e alla protezione di Dio.

I suoi rapporti con la Chiesa ortodossa sono eccellenti e non è un mistero che sarebbe stato favorevole alle visite in Russia di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, oltre che naturalmente di Francesco. Nei suoi primi otto anni di presidenza, il prodotto interno lordo russo è aumentato del 70 per cento e il livello di povertà si è dimezzato. Gli investimenti stranieri si sono moltiplicati e la qualità media della vita è più che dignitosa, nonostante il peso delle sanzioni.

La Russia di Putin non è certamente una democrazia compiuta secondo i canoni occidentali. Le limitazioni alla libertà di stampa sono molto forti, le manifestazioni di dissenso vengono represse con durezza, ma bisogna tener conto degli sforzi di chi ha dovuto e deve ricomporre il puzzle di un impero disgregatosi in un baleno con la caduta del comunismo.

Se ne avvide bene Aleksandr Solzenicyn, che nel 2000 giunsead affermare: “Quando dicono che da noi è minacciata la libertà di stampa, io manifesto tutto il mio dissenso”. Per giudicare la Russia di oggi, occorre non dimenticare mai quella di ieri.

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ERRORE NEI SISTEMI DI VENDITA ONLINE DI ALITALIA: GIRO DEL MONDO A PREZZI STRACCIATI

A chi non piacerebbe volare in giro per il mondo a prezzi stracciati? Qualche fortunato viaggiatore ha potuto esaudire il proprio desiderio riuscendo a spostarsi da un continente all’altro con Alitalia pagando cifre fortemente scontate.

Nei giorni scorsi la compagnia aerea ha infatti permesso di acquistare voli in business class a tariffe da sogno a causa di un errore nei sistemi di vendita online dei bigliettitramite le ‘Ota’ (Online Travel Agency).

L’anomalia – si legge sul sito dell’Aviazione Civile – ha riguardato la tratta Firenze-Dusseldorf alla quale è stata applicata una tariffa business, circa 600 euro a tratta, che permetteva di fare uno o più scali in qualsiasi aeroporto del mondo.

Prima che la compagnia si accorgesse dell’errore migliaia di persone hanno colto l’occasione al volo, è proprio il caso di dirlo, acquistando ticket per i quattro angoli del mondo.

Adesso non resta che capire cosa dovranno aspettarsi coloro che hanno approfittato della super offerta aerea ma non ne hanno ancora usufruito.

“L’anomalia dell’itinerario e della tariffa collegata, era chiaramente segnalata sui medesimi siti web che evidenziavano la ‘error fare’ e il rischio che i biglietti potessero essere annullati” – scrive Alitalia in una nota – “i passeggeri erano pertanto pienamente consapevoli del fatto che l’acquisto era a rischio di annullamento“.

Tuttavia la compagnia aerea ha anche comunicato che saranno validi “i biglietti che includono Firenze e Dusseldorf quali aeroporti di partenza e di arrivo su voli Alitalia con scalo intermedio a Roma Fiumicino” ma che verranno cancellati tutti gli altri scali dell’itinerario.

“I biglietti con questo nuovo itinerario”, conclude l’azienda, “saranno ad ogni modo completamente rimborsabili”.

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BREXIT, REFERENDUM E GERMANIA: COSÌ CAMBIA LA POLITICA MONDIALE

Il mondo sta cambiando. E in fretta. C’è una foto che più di tutte testimonia questo mutamento ed stata scattata dal fotografo della Casa Bianca. In essa si possono vedere David Cameron, Barack Obama, Angela Merkel, François Hollande e Matteo Renzi. Di questi è rimasta in piedi soltanto una: la cancelliera tedesca. Hanno tutti abbandonato, oppure sono in procinto di abbandonare, l’agone politico.

Il primo ad aver lasciato il posto è stato David Cameron, dopo il Brexit. Il 23 giugno scorso, la maggior parte dei britannici ha deciso di abbandonare l’Unione europea. Cameron si era speso a lungo per mantenere il regno all’interno dell’Unione, ma non c’è stato nulla da fare. Nonostante gli scenari cupi dei media, il popolo britannico ha deciso: via dall’Europa.

Il secondo a dover lasciare è stato Barack Obama. Lo ha fatto perché arrivato alla fine del suo mandato. Aveva puntato tutto su Hillary Clinton, ma il ciclone Trump l’ha travolta. Il tycoon ha preso voti a destra e a manca, dai latinos agli immigrati, eliminando così ogni concorrenza.

Il primo incontro tra Trump e il presidente americano non è stato dei migliori. Il tycoon è poi cambiato. Ha abbandonato i toni ruvidi della campagna elettorale e ha mostrato un volto più pragmatico. Da imprenditore capace di scendere a patti. Sarà un buon presidente? È ancora presto per dirlo.

Il terzo, Matteo Renzi. Anche lui abbandona la scena politica (almeno per il momento) in seguito a un referendum, quello sulla riforma costituzionale. Fin dall’inizio della campagna, il premier ha dirottato il voto su se stesso. O con me o contro di me. Ha perso e si è dovuto dimettere.

François Hollande lascerà l’anno prossimo. Con lui la Francia ha subito i peggiori attacchi terroristici dagli anni Novanta. Da quelli di Charlie Hebdo fino a Nizza, passando per la notte dell’orrore del teatro Bataclan. La sua popolarità è ai minimi storici. In Francia lo hanno scaricato praticamente tutti.

Rimane solo la cancelliera di ferro, Angela Merkel, che ha deciso di ricandidarsi. Secondo i sondaggi ha il 55% dei consensi. La destra tedesca continua però a crescere. Le incognite sul futuro di Angela sono ancora molte.

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