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#MASTROPIETRO, L’AVVOCATO: “FORSE STANNO COPRENDO QUALCUNO”

Un nuovo indagato, il quarto, anche lui nigeriano, di 40 anni, e una nuova pistaper l’omicidio di Pamela Mastropietro. La sua morte e lo scempio sul suo corpo potrebbero infatti essere collegati ai crimini rituali nigeriani. 

L’uomo, riporta il Messaggero, era in contatto telefonico con Innocent Oseghale: “Al momento non risulta coinvolto nel delitto – dice il procuratore Giovanni Giorgio – e ha reso dichiarazioni significative a conforto della tesi accusatoria”.

Motivo per il quale non è stato fermato anche se su di lui proseguono gli accertamenti, come i rilievi sulle impronte palmari e plantari e la perizia sul suo cellulare, che la sera del 30 gennaio ha incrociato quello di Oseghale, già arrestato per omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere con Desmond Lucky, 22 anni, e Lucky Awelima, 27 anni, presi a Milano. Tutti e tre sono accusati di aver ucciso Pamela e smembrato il suo corpo.

“In questa vicenda molte cose non tornano”. Ne è convinto Gianfranco Borgani, avvocato difensore di Desmond Lucky: “La dissezione è stata fatta da persona esperta, la pulizia della casa e del corpo è molto accurata, perché allora lasciare a vista i trolley?”. Forse qualcuno doveva prenderli e portarli via? Il sospetto c’è: “Potrebbe essere, forse siamo di fronte a una sorta di rito, dietro c’è qualcuno il cui nome non è ancora emerso, una persona pericolosa per gli indagati, magari hanno paura anche di ritorsioni verso i parenti in Nigeria e per questo non parlano”.

In Nigeria, infatti, i delitti per smembrare e vendere parti di arti o organi sono noti e riportati anche in saggi e inchieste giornalistiche. Atti barbarici che coinvolgono “bambini, disabili, donne” nella convinzione che queste atrocità accrescerebbero “la forza“, “il potere”. I resti dei corpi servirebbero anche per la preparazione di “pozioni di ricchezza rapida” e vengono venduti a committenti e a “stregoni”.

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#MASTROPIETRO, GLI INQUIRENTI: INNOCENT OSEGHALE VOLEVA SCIOGLIERA NELL’ACIDO

Dalle indagini sulla morte di Pamela Mastropietro, emerge una nuova sconvolgente ricostruzione. Secondo quanto affermato dagli inquirenti, Innocent Oseghale, il 29enne nigeriano unico sospettato per l’atroce delitto, avrebbe voluto scioglierla nell’acido.

Come è noto, Oseghale – forse con un complice – dopo il presunto omicidio si è recato in un supermercato, dove ha acquistato candeggina.

Un errore, secondo gli investigatori: avrebbe voluto infatti comprare acido per sciogliere il corpo della ragazza. Ma il piano è fallito, dunque avrebbe ripiegato sul farla a pezzi e nasconderla in due valigie.

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OMICIDIO PAMELA MASTROPIETRO, SUL CORPO DELLA VITTIMA TUMEFAZIONI E SEGNI DI SEVIZIE

Un massacro inimmaginabile, per il quale non esistono parole adatte. Una mattanza indefinibile, quella che ha subito Pamela Mastropietro, la 18enne romana uccisa a Macerata e per il cui omicidio è finito in manette lo spacciatore nigeriano Innocent Oseghale.

Con il passare delle ore, si apprende che una mannaia è stata usata per infierire sul suo corpo, seviziato in maniera turbe, quasi incomprensibile.

Ciò che trapela dall’obitorio della cittadina marchigiana, dove sono in esame i resti di Pamela, è agghiacciante: tagli, mutilazioni, lesioni, tumefazioni.

Segni, questi ultimi, che fanno ipotizzare anche sevizie precedenti alla morte e una possibile lunga agonia.

E a casa del nigeriano, con il luminol sono emerse tracce di sangue e pezzi di carne ovunque, dalla mannaia agli altri coltelli trovati nella casa degli orrori.

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PAMELA MASTROPIETRO: IN CASA DEL FERMATO TROVATI GLI ABITI DELLA VITTIMA

Nuove prove incastrerebbero Oseghale Innocent, il nigeriano di 29 anni fermato per la morte di Pamela Mastropietro, la 18enne scomparsa da una comunità di recupero nel Maceratese e il cui cadavere smembrato è stato ritrovato in due valigie. A casa dell’uomo, che nega ogni responsabilità, sono stati trovati i vestiti della vittima sporchi di sangue e uno scontrino di una farmacia, poco distante da dove la ragazza aveva acquistato una siringa.

Dopo il ritrovamento delle due valigie con il cadavere smembrato della giovane, i carabinieri hanno visionato i tutti i filmati delle telecamere di sicurezza di Macerata che avrebbero potuto riprendere le ultime ore di vita della ragazza: dopo averla individuata, le sue tracce si perdevano davanti all’abitazione del 29enne nigeriano, già noto alle forze dell’ordine per via dei suoi precedenti per stupefacenti.

Subito l’uomo è stato perquisito, ed è stata disposta anche una perquisizione a casa sua: all’interno dell’appartamento i militari hanno trovato i vestiti della vittima sporchi di sangue e altre tracce ematiche, oltre allo scontrino di una farmacia poco distante dove pamela Mastropietro aveva acquistato una siringa prima di scomparire. Proprio nell’appartamento, secondo gli investigatori, la ragazza sarebbe stata uccisa e sezionata, e il suo corpo nascosto nelle valigie. Un testimone ha infatti confermato ai carabinieri di aver visto, la sera del 30 gennaio, Oseghale trasportare due valigie nei pressi del luogo dove il mattino successivo è stato ritrovato il cadavere fatto a pezzi.

Non escluso il coinvolgimento di altri

Le indagini sulla morte di Pamela Mastropietro “non sono finite”. Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Macerata Michele Roberti. “Al momento ci sono elementi per il fermo di una sola persona – ha aggiunto – ma non escludiamo che possano emergere spunti di indagine sull’eventuale coinvolgimento di altre persone”.

La madre: “Chiedo giustizia, spero di vederli soffrire”

“Spero e prego che giustizia sia fatta!..quello che le hanno fatto è indescrivibile e così crudele che spero di vederli soffrire lentamente fino alla morte!..ti amo”. Così in un post su Facebook Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro.

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