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“PERCHÉ HANNO LAVATO PAMELA CON L’ACIDO”. BESTIE NIGERIANE? NO, SCIENZIATI DELL’ORRORE…

Il corpo di Pamela Mastropietro è stato lavato scientificamente con lacandeggina per cancellare “ogni eventuale prova di contatti fisici con ciascuno degli indagati”.

È la ricostruzione della Procura e dei carabinieri di Macerata riportata dal Corriere della Sera, che contestano ai tre nigeriani ora in carcere non solo l’omicidio volontario in concorso, ma anche di averne fatto a pezzi il corpo e averlo pulito in modo accuratissimo per eliminare qualsiasi rischio di essere coinvolti nello scempio.

Ora l’interrogativo è: che tipo di “contatti fisici” hanno avuto? Si è trattato di un’aggressione a sfondo sessuale – come lascerebbero intendere le mutilazioni – oppure solo di tracce lasciate quando la ragazza è stata colpita con almeno due coltellate al fegato, dopo essere stata colpita alla tempia sinistra?

Intanto, è stato convalidato dal gip del Tribunale di Macerata il fermo dei due nigeriani accusati di aver ucciso Pamela e del vilipendio e occultamento del suo cadavere insieme a Innocent Oseghale, già in carcere. I due – Lucky Awelima, 27 anni, e Desmond Lucky, 22 anni – sono stati nuovamente trasferiti nel carcere di Montacuto, ad Ancona.

Dei due, Awelima – consigliato dal suo legale Giuseppe Lupi – si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre l’altro accusato ha negato ogni responsabilità, ha negato di aver conosciuto la vittima e anche di aver mai messo piede nell’appartamento di via Spalato. “Il mio assistito ha risposto sempre alle domande del gip – ha riferito Gianfranco Borgani,l’avvocato di Desmond Lucky – ed ha negato ogni addebito, ha negato di aver avuto un ruolo in questa vicenda”.

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TONI CAPUOZZO: LE FOIBE E LA MANIFESTAZIONE A MACERATA

A Macerata, al cosiddetto corteo anti-razzista e anti-fascista, manifestanti e antagonisti hanno inneggiato alle Foibe. Una circostanza sulla quale si esprime Toni Capuozzo.

Lo fa su Facebook, con un lungo e durissimo post che inizia così: “Leggo commenti che minimizzano, isolano, circoscrivono. Non mi interessa quanti fossero, chi fossero, se siano stati isolati o ignorati, quelli che hanno inneggiato alle foibe nel corteo antifascista di Macerata. Il problema è che c’erano, ritenevano di aver diritto di esserci, e ci sono rimasti.

E molti tra quelli che hanno partecipato, o solidarizzato da lontano con quella manifestazione sembrano più intenti a cogliere le sfumature che ne conseguono nel rapporto tra le varie anime della sinistra che a ragionare su quella macchia”. Dito puntato, insomma, su chi prova a giustificare la vergogna dei manifestanti.

Capuozzo definisce quella macchia “indelebile”, “perché ha a che vedere solo con l’ignoranza, con il fatto che la scuola non insegna e non vuole insegnare (al liceo Einstein di Cervignano del Friuli insegnano, nel Giorno del Ricordo, balli sudamericani, al Liceo Pasteur di Roma invitano una negazionista)”.

E ancora: “Si spiega, quello slogan – e la disinvoltura con cui tanti altri se lo scrollano di dosso – con un giustificazionismo di chi si ritiene sempre la parte migliore del Paese, e dimentica allegro le sue colpe”. Dunque, ribatte subito alle possibili obiezioni: “Ci dicono: e i crimini commessi dagli italiani? Ci furono, durante l’occupazione dei Balcani. E ci furono prima brucianti ingiustizie e italianizzazioni forzate. Credete che i responsabili abbiano pagato? No, se l’erano data per tempo”.

Il post sale poi di intensità: “I titini si sfogarono su chi era rimasto, pensando ingenuamente di non aver nulla da temere. Infoibarono persino membri del CLN, e un ebreo sopravvissuto ai campi di sterminio nazista. E allora, sapete come si chiama, nella sordida algebra dei dolori, quella reazione? Rappresaglia: esattamente come i nazisti con le Fosse Ardeatine dopo via Rasella, e paradossalmente esattamente come il preteso giustiziere Traini, che spara a chiunque sia nero di pelle. Vendette nel mucchio”.

Dopo una lunga disamina storica, e dopo aver aggiunto che “mi ha amareggiato anche vedere i cortei di Casapound nelle giornate del ricordo”, Capuozzo torna alle Foibe. “Lasciatemi dire solo una cosa in più: ignorando quelle pagine di storia, stravolgendole, avete perso una lezione. Molti colleghi di mio padre, poliziotto, furono infoibati, e molti altri morirono nei lager nazisti.

Le presero dalle due ideologie mortali del ‘900, nazifascismo e comunismo. Fecero in tempo, da vivi, a salvare centinaia di ebrei. Per me quella lezione, oltre alla grata amicizia di qualche amico israeliano, ha voluto dire che ognuno è responsabile di quello che fa, di quello che può fare e non può fare, e che anche nel buio più profondo un tuo gesto può salvare altri e te stesso”.

E ancora, continua: “Voi fate i vostri conti elettorali, le vostre schegge impazzite esaltino Traini o le foibe, e sentitevi pure antifascisti e anticomunisti abili e arruolati. Per fortuna, pregio e difetto insieme di noi italiani, è solo commedia, uno slogan, una scritta sul muro, un infierire su un carabiniere solo, un corteuccio a bandiere schierate”.

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#MACERATA, RIMOSSO IL QUESTORE… PERCHÉ?

Mentre oggi è stato più volte ribadito dai media che le indagini sulla morte di Pamela Mastropietro non sono affatto concluse (smentendo le voci circolate nei giorni scorsi) ecco arrivare la notizia della rimozione del questore di Macerata: l’attuale dirigente Vincenzo Vuono viene trasferito a Roma, al Dipartimento, e lascia il posto ad Antonio Pignataro, fino ad oggi direttore della II sezione della Direzione Antidroga.

“Si tratta di un normale avvicendamento”, sottolineano al Dipartimento della Pubblica Sicurezza, che “rientra in un più ampio movimento di dirigenti e prefetti”, ma i media ci credono poco.

Vincenzo Vuono, infatti, si era insediato a Macerata soltanto tre mesi fa, il 20 novembre, proveniente dalla questura di Isernia. Vuono ha avuto il suo primo incarico in Polizia a Bolzano, ma è a Roma che ha fatto gran parte della carriera: dal 1995 al 2012 ha diretto 3 commissariati in città (Borgo, Primavalle e Salario-Parioli), quello di Tivoli e quello di Ostia. Nel 2012, prima di passare al Dipartimento, ha prestato servizio all’ispettorato Vaticano.

La decisione arriva dopo le polemiche sugli ultimi fatti, dall’omicidio di Pamela al raid di Traini e alla manifestazione antifascista. “Necessità di un cambio di passo dopo giorni difficili per la città. Così fonti qualificate della Polizia motivano il cambio del questore di Macerata.

Le stesse fonti fanno inoltre notare che già venerdì scorso il Dipartimento aveva inviato un funzionario da Roma al tavolo tecnico in Prefettura al termine del quale è stato autorizzato il corteo antifascista. E sempre da Roma è arrivato il funzionario che, sabato, ha gestito l’ordine pubblico in piazza”, ha scritto Il Messaggero.

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SALVINI SU #MACERATA: “FOLLE NEGARE CHE L’IMMIGRAZIONE FUORI CONTROLLO PORTI REATI”

“Ho sentito molte polemiche. Per qualcuno è sempre colpa di Salvini anche se io vorrei semplicemente che gli italiani stessero tranquilli”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini parlando dei fatti di Macerata a Mattino Cinque.

“E’ folle negare che un’immigrazione fuori controllo porti reati e delinquenza. L’Italia che governerò tra un mese sarà un’Italia che accoglie chi scappa davvero dalla guerra, chi porta rispetto, ma se arrivi e cominci a far casino allora torni a casa tua”, ha detto Salvini.

“Gli stranieri regolari”, ha poi aggiunto, “sono i primi a dirmi ‘Salvini tieni duro’. Limitare l’immigrazione non è un dovere solo nei confronti degli italiani, ma anche degli immigrati per bene che sono miei fratelli, a prescindere dal colore della pelle”.

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