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POI L’INFLUENCER CHIEDE ALLOGGIO GRATIS IN CAMBIO DI VISIBILITÀ ALL’HOTEL, LA RISPOSTA DEL TITOLARE È VIRALE -Video

Un week end gratuito in albergo per lei e il fidanzato in cambio di storie e post sui social. Il duro lavoro dell’influencer.

Così la youtuber 22enne inglese Elle Darby, ha fatto la sua proposta a Paul Stenson, il proprietario dell’hotel in questione (il White Moose Cafe), a Dublino, probabilmente convinta della risposta positiva, ma quello che è accaduto è stato ben diverso.

La donna ha sostenuto di aver fatto altre volte questo tipo di lavoro e che gli alberghi con cui ha collaborato ne sono stati più che soddisfatti.

Stenson però non era dello stesso parare e ha pubblicato la mail ricevuta dalla ragazza aggungendo: «Se ti lascio alloggiare gratis in cambio di visibilità chi pagherà lo stipendio alla signora che si occuperà di pulire la tua stanza? Ai camerieri che ti serviranno la colazione? Al personale che ti accoglierà alla reception?” e incalza: “Dovrei forse dire al mio staff che invece di essere pagato avrà visibilità nei tuoi video?”.

Anche se il nome dell’influencer è stato cancellato, in breve tempo si è capito chi fosse, anche perché la stessa Elle ha replicato con un video in cui spiegava le cose come erano andate concludendo dicendo di non aver fatto nulla di male.

Come riporta Leggo, il titolare dell’hotel ha così deciso di tagliare la testa al toro, scrivendo un post sulla pagina della sua attività, in cui specifica che non è interessato a questo tipo di collaborazioni.

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TRAGEDIA A BERGAMO: UCCISA CON UN COLPO DI PISTOLA IN HOTEL R.I.P.

Una donna è stata uccisa questa mattina con un colpo di pistola in un hotel di Dalmine, nella Bergamasca.

Vani i soccorsi del 118: la donna è morta sul colpo. L’identità della vittima non è ancora stata resa nota ma si tratterebbe di una 37enne nigeriana.

Sul posto i carabinieri di Dalmine e Treviglio.

Dalle prime indiscrezioni il presunto autore dell’omicidio, un uomo di 62 anni, si sarebbe già costituito: ancora ignote le cause del gesto.

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MALESIA: IL GIALLO DELLA MODELLA PRECIPITATA DA UN HOTEL

È stata ritrovata nuda e senza vita, dopo essere precipitata dal balcone del 20esimo piano di un albergo di Kuala Lumpur, in Malesia.

La morte di Ivana Smit, modella 18enne con doppia nazionalità olandese e belga, è avvolta nel mistero.
La polizia locale è convinta che si tratti di un tragico incidente, mentre il padre della vittima ha rivelato che sul collo della modella sono presenti alcuni lividi che fanno pensare a uno strangolamento.

I fatti

Secondo gli agenti malesi, la modella avrebbe passato la notte in un locale della città in compagnia di due amici, un uomo americano con la sua fidanzata kazaka. La 18enne avrebbe poi trascorso la notte nel loro albergo: “Una volta nell’hotel, la coppia si è trasferita nella stanza da letto, mentre Ivana si è messa a dormire nel corridoio – si legge nel rapporto del commissario di polizia Shaharuddin Abdullah -. Tuttavia, la modella, che era nuda, si è avvicinata al balcone ed è caduta. Si è schiantata su un tendone del sesto piano”.

La famiglia

Questa versione però non convince la famiglia della giovane. Il padre ha dichiarato che il cadavere della figlia presentava strani lividi al collo. “È come se qualcuno l’avesse strangolata. Ci sono chiare impronte sul suo collo”. Anche gli amici della modella non credono al suicidio.

Il portavoce del Ministero degli Esteri olandese ha affermato che il caso sarà trasmesso all’Intepol, ma probabilmente la polizia internazionale non potrà indagare sulla vicenda. Il caso intanto è stato derubricato dalla polizia malese come morte improvvisa.

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ITALIANI FURBETTI: LE 10 COSE CHE SPARISCONO DAGLI HOTEL

Bottigliette dello shampoo, saponi, cuffie per la doccia, non è una novità, i clienti italiani degli hotel amano portarsi via come souvenir la maggior parte degli accessori messi a disposizione nei bagni delle camere. E non sorprende scoprire che spesso sono stati presi anche asciugamani, liquori e persino batterie dei telecomandi.

Secondo l’indagine del motore di ricerca di voli e hotel Jetcost, oltre il 79% degli italiani ha ammesso di essersi portato via qualcosa da un hotel, mentre i danesi sarebbero gli ospiti più onesti: l’88% ha detto di non aver mai rubato nulla.

Dopo di loro, in quanto a correttezza, gli olandesi e i norvegesi: l’85% e l’84% di loro, rispettivamente, ha dichiarato di non aver mai preso oggetti. Tra quei viaggiatori che hanno invece riconosciuto di essersi portati via un ricordo durante il soggiorno, c’è il 62% dei francesi, il 69% dei britannici, il 76% dei portoghesi e l’81% degli spagnoli, maglia nera.

Piacciono anche i dolci e la frutta – Dall’indagine è emerso che a volte si sono “rubati” anche molte altre cose . Ad esempio, anche se frutta e dolci vengono messi come omaggio in camera per i clienti, non è la stessa cosa per vassoi e cesti che li contengono, e che invece tendono a sparire.

E altri furti sono ancora più ingiustificati; alcuni hanno prelevato le batterie del telecomando, o il controller, anche se fuori dalla stanza non funziona, o le lampadine dei lampadari, o la Bibbia in diverse lingue che si trova nei cassetti di tavolini e comodini.

Cuscini, che passione! – Qualcuno si è portato via anche cuscini e coperte dall’armadio, i più esperti hanno preso quelli con piume di qualità migliore, lasciando i più scadenti.

La cosa più assurda è che si tratta comunque di oggetti di poco valore, talvolta pochi centesimi, in camere d’albergo che costano spesso più di 100 euro a notte. In alcuni hotel sono stati usati cacciaviti o altri strumenti per staccare immagini, maniglie delle porte, asciugacapelli, portasciugamani, specchi, elettrodomestici e stereo.

La tentazione del minibar – Un luogo particolarmente “pericoloso” è il business center per gli uomini d’affari, da dove spariscono frequentemente stampanti, computer e risme di carta. E’ divertente notare che la maggior parte di questi “cleptomani” non ha mai ammesso di aver “rubato” qualcosa, ma ha detto di aver preso un “ricordo”.

Un’altra tentazione è il minibar; non è raro, infatti, che dopo aver consumato la bottiglia del gin o della vodka, i clienti la riempiano con acqua, avendo cura che il tappo sembri davvero chiuso. Capita anche con whisky o cognac, sostituendo l’alcool con tè o altro liquido di colore simile.

Infine, ecco le 10 cose che vengono prelevate più frequentemente in albergo:

1. Prodotti da bagno (tra cui a volte il vassoio o il cestino in cui vengono offerti)
2. Asciugamani, soprattutto quelle più grandi
3. Lampadine, batterie del telecomando
4. Oggetti di cancelleria, penne, piccoli libri, riviste, Bibbia
5. Fiori e frutta, compresi vasi o cestini
6. Bottiglie di liquore dal minibar, bevute e riempite
con acqua e altri liquidi
7. Pezzi di ceramica, posate, bicchieri e tazze
8. Federe, cuscini e trapunte
9. Asciugamani, asciugacapelli, specchi
10. Elettrodomestici, piatti, orologi, candelabri, dvd

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