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IL TRANVIERE ALESSANDRO GARLASCHI HA PROVATO A VENDERE ONLINE IL CANE DI JESSICA…

Alessandro Garlaschi, il tranviere omicida di Milano che ha ucciso Jessica Valentina Faoro, subito dopo (o subito prima) averla ammazzata avrebbe provato a mettere in vendita il suo cane, un pitbull.

Garlaschi, infatti, ogni giorno metteva in vendita oggetti online per recuperare qualche euro, postando gli annunci sulla pagina Bacheca Atm Milano, come riporta Il Giorno. E così ha fatto anche nella notte in cui la ha uccisa, anche se non è chiaro se il post risalga agli istanti precedenti o successivi all’omicidio.

L’uomo aveva cercato di vendere al miglior offerente il cane che apparteneva a Jessica. Il post, per inciso, non era finito online perché in quello spazio digitale è vietata la compravendita di animali. Ma è restato negli archivi finiti a disposizione degli inquirenti.

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#JESSICA, IL BIGLIETTO CHOC DI GARLASCHI: “SPERO CHE MI FARAI QUALCOSINA OLTRE AL DVD, MA DEVI FARE TUTTO TU” #LURIDOPORCO

Alessandro Garlaschi, sospettato dell’omicidio di Jessica Valentina Faoro, la 19enne uccisa mercoledì scorso in via Brioschi a Milano, potrebbe essere incastrato da un biglietto scritto di suo pugno a penna.

Il biglietto sarebbe tra gli elementi che indicano un suo «chiaro interesse sessuale» verso Jessica Valentina. Lo scrive il gip Anna Calabi nell’ordinanza con cui ha convalidato il fermo e disposto la misura cautelare in carcere per il tranviere accusato dell’omicidio della giovane. Nel provvedimento il giudice cita una relazione medico legale da cui emerge che la ragazza sarebbe stata colpita con 40 coltellate.

Nel foglietto indirizzato alla 19enne uccisa nella casa di Garlaschi in via Brioschi, dove era ospite, e ritrovato sul comodino della camera da letto del tranviere, c’era scritto: «Ciao bimba sai che tvb. E ci tengo un casino a te! Stasera spero che mi starai facendo ‘qualcosinà oltre al dvd, ma devi fare tutto tu e dirmi quando iniziare».

Nel provvedimento si legge inoltre che il tranviere, accusato dell’omicidio della giovane, ha provato anche a sbarazzarsi, senza riuscirci, di «oggetti erotici» contenuti in due plichi a lui indirizzati. Il giudice Calabi, poi, ha ritenuto di applicare la misura cautelare in carcere per l’uomo visto il «concreto e attuale» pericolo di fuga.

Nell’ordinanza si legge che Garlaschi, «resosi autore di un gravissimo delitto ha agito con determinazione atteso il numero di fendenti inferto alla vittima e con lucidità ha gestito la fase successiva rimanendo dentro la abitazione alcune ore ove ha inizialmente tentato di cancellare le prove del delitto e di occultare il cadavere della vittima».

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