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ATTILIO FONTANA: “QUELLA DEI CLANDESTINI È UN’EMERGENZA, SERVONO PIÙ ESPULSIONI”

Quella degli immigrati irregolari in Italia è “un’emergenza, da cui derivano problemi di ordine pubblico e di tenuta sociale, che si può risolvere solo attraverso le espulsioni annunciate dalla coalizione di centrodestra, espulsioni da attuare anche attraverso accordi bilaterali con i Paesi di provenienza di questi immigrati, per la maggior parte provenienti da Nigeria, Senegal, Guinea, Gambia e Costa d’Avorio“.

È questa l’opinione del candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Lombardia, l’avvocato Attilio Fontana.

In una nota, Fontana ha citato martedì i dati del rapporto Ismu di qualche settimana fa, ripubblicati dal Corriere della Sera. Secondo questi dati, ha sottolineato Fontana, si tratta di “oltre mezzo milione di immigrati irregolari” in Italia, e “di questi un quinto, circa 100mila, sono sul territorio lombardo.

Da governatore della Regione Lombardia – ha detto – farò pressione sul presidente del Consiglio e sul ministro dell’Interno, per attuare il più rapidamente possibile questo piano di espulsioni, partendo proprio dalla Lombardia”.

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Fact checking

 

LA RETE SEGRETA DEGLI ULTRÀ DELL’INVASIONE: CHI C’È DIETRO GLI AVVOCATI CHE ANNULLANO LE ESPULSIONI

Immigrati, in Italia potete stare tranquilli. La rete degli ultrà dell’accoglienza è potente, radicata, ha amici con tanti soldi e nei posti giusti.

È il Giornale a tracciare la mappa dell’Asgi, l’Associazione per gli studi giuridici sull’Immigrazione che ha sostenuto il ricorso (vinto) alla Corte europea dei diritti dell’uomo dei sudanesi espulsi dall’Italia.

Innanzitutto, George Soros: sul sito dell’Asgi campeggia il logo di Open Society Foundation, l’organizzazione non governativa del magnate ungherese impegnata nella lotta a favore degli immigrati in tutto il mondo.

La missione è chiara: via le barriere, dentro tutti. Un approccio giudicato dai più critici, a destra, come la base della “teoria dell’invasione” e della “sostituzione etnica”.

È Soros a sponsorizzare, sottolinea il Giornale, il vicepresidente Asgi Gianfranco Schiavone e gli avvocati Giulia Crescini e Cristina Laura Cecchini, sempre in prima linea a sabotare il (blando) rigore delle autorità italiane.

Alleato politico è, ovviamente, l’Arci: insieme all’organizzazione di ultra-sinistra, continua il Giornale, sono andati fino in Sudan per rintracciare i 5 espulsi nel 2016 da cui è partita poi la causa a Strasburgo.

A livello legale, è forte la collaborazione con Magistratura democratica sulla rivista Diritto immigrazione e cittadinanza. Il “braccio operativo” dell’Asgi sono poi le varie Ong che navigano il Mediterraneo per salvare i disperati sui barconi, roba già finita nelle Procure italiane per i rapporti opachi con gli scafisti.

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TERRORISMO ISLAMICO? ALFANO GONGOLA E ANNUNCIA ALTRE 2 ESPULSIONI DALL’ITALIA

Ci sono state altre 2 espulsioni dall’Italia, per motivi di sicurezza della Stato. Lo comunica il ministro dell’Interno Angelino Alfano.

Come scrive ANSA: “Sale così a 127 il numero degli espulsi da gennaio 2015 nel contrasto all’estremismo religioso, di cui 61 dal 1 gennaio 2016”.

“Una delle due espulsioni, quella di un kosovaro 26enne Gaffur Dibrani,é stata eseguita questa mattina. Le indagini di Polizia hanno documentato che lo straniero era collegato al circuito di un foreign fighter marocchino, partito da Brescia nel settembre 2013 per raggiungere il teatro siro-iracheno dove si era unito alle milizie dell’autoproclamato Stato Islamico”.

“È stato espulso in questi giorni – sottolinea il ministro dell’Interno – anche un 42enne pakistano, in Italia dal 2006, frequentatore del luogo di culto tabligh di Prato, che aveva maturato un rapido processo di radicalizzazione indotto da un suo connazionale, già espulso per motivi di sicurezza dello Stato nell’aprile 2015”.

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