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ROM OCCUPAVA ABUSIVAMENTE UNA CASA POPOLARE, NON PAGAVA E GIRAVA IN PORSCHE

Occupava abusivamente una casa popolare, non aveva mai pagato il canone né le spese condominiali arrivando a cumulare un debito della bellezza di  70.000 euro. Chi sarà mai? Facile.

Un rom appartenente a una famiglia molto nota a Latina e dintorni. Cosa meno scontata da prevedere è che il “poveretto”  in compenso aveva in uso una Porsche.

E’ la paradossale circostanza accertata dalla Polizia di Stato di Latina, al termine di un’operazione che ha portato a liberare definitivamente i 10 alloggi di edilizia popolare occupati abusivamente da noti pregiudicati locali, molti dei quali appartenenti a una nota famiglia Rom.

Case occupate da rom, noti pregiudicati

Leggiamo sul Messaggero che all’inizio dello scorso anno la Digos avviò una specifica attività d’indagine che portò al sequestro dei 10 alloggi  nella disponibilità di noti pregiudicati ed altri di persone che non avevano alcun requisito per godere di un immobile di edilizia popolare alla faccia di chi ne aveva bisogno e possedeva i requisiti. Uno scandalo.

Nei giorni scorsi anche gli ultimi tre immobili sono tornati nella disponibilità  dell’Ater che potrà ora metterli a disposizione del Comune affinché possano essere assegnati agli aventi diritto in graduatoria.

“Si tratta, in particolare, di un alloggio sito in zona Campo Boario occupato da un noto esponente del clan Di Silvio, di un alloggio del quartiere Nicolosi nella disponibilità di un’esponente della famiglia Travali ed infine di un’abitazione popolare ubicata nel quartiere Europa in cui, all’avente diritto nel frattempo deceduto, era da anni illegittimamente subentrato un suo familiare che non pagava  ma andava in giro con la Porsche. Tristi storie di ordinari abusi e degrado”.

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LE CIMICI ASIATICHE SVERNANO AL CALDUCCIO NELLE CASE DEL NORD ITALIA: “IMPOSSIBILE FERMARLE”

Zanzariere alle finestre per impedire alle cimici asiatiche di passare l’inverno al caldo nelle case del Nord-Italia.

Pare questo l’unico sistema per fermare l’invasione degli insetti alieni che nel 2016 hanno distrutto il 40% del raccolto di pere e kivi e che nel Nord-Est hanno preso di mira anche mele, soia e mais. Arrivate nel Belpaese cinque anni fa dall’Asia queste cimici di colore marrone si riproducono molto velocemente ed è “difficilissimo fermarle”, come sostengono gli esperti.

L’autunno particolarmente caldo ha favorito la diffusione delle cimici asiatiche e, stando ai numeri di Coldiretti, la situazione è già drammatica in Friuli e Veneto. Esemplari anche in Lombardia e Piemonte.

Con l’inverno cercano rifugio in luoghi chiusi e riparati, per rispuntare poi a primavera. Gli insetticidi non sembrano in grado di contrastare questi insetti, così l’unico sistema è non farli entrare in casa.

Ogni femmina può depositare 300-400 uova due volte l’anno. Al momento solo le zanziere possono contrastarle.

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L’ULTIMA IDEONA PER SISTEMARE I CONTI: UN CANONE PER L’OCCUPAZIONE DEL SUOLO DELLE CASE, SI HAI CAPITO BENE…

Pagare una tassa per l’occupazione del suolo da parte dell’immobile. Non è una follia, ma l’ultima idea per mettere le mani nelle nostre tasche.

L’ipotesi di una patrimoniale sui terreni immobiliari sarebbe nata da France stratégie, unathink tank vicino ad Emmanuel Macron che sarebbe pronto a suggerire all’Ue l’idea di un nuovo balzello tarato proprio sull’Italia per ridurre il deficit.

Mario Seminerio su phastidio.netha di fatto smascherato il piano di Parigi. Una mossa studiata in silenzio per mettere le mani nel portafoglio degli italiani.

E come sottolinea laVerità, il meccanismo che sta mettendo a punto la Francia andrebbe a colpire il patrimonio immobiliare italiano. Di fatto non verrebbe tassato l’immobile ma il terreno su cui viene edificata la casa. Il balzello dunque diventerebbe una sorta di canone d’affitto pagato allo Stato per l’occupazione del suolo da parte del proprietario dell’immobile.

E chi non paga? Rischia direttamente l’esproprio sia in caso di vendita che in caso di eredità. Lo studio che gira nei salotti francesi quantifica in un 40 per cento la quota di rapporto tra Pil e debito pubblico che verrebbe abbattuta. In Italia 56 milioni di immobili sono di proprietà di persone fisiche, mentre la percentuale di famiglie italiane che vive in case di proprietà tocca quota 77,4 per cento.

Un bacino immenso per chi spera di far cassa sulle spalle di chi ha lavorato una vita per poter acquistare un tetto…

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GLI IMMIGRATI DELLA TENDOPOLI “OSPITI” A REGGIO CALABRIA: “VOGLIAMO CASE, NON TENDE”… E I TERREMOTATI ITALIANI?

Tutto rinviato a data da destinarsi, quasi certamente il prossimo anno. E’ stato sospeso il trasferimento, degli immigrati della vecchia tendopoli, con annessa baraccopoli, realizzata nel 2011 nell’area industriale di San Ferdinando.

I circa 150 immigrati che ancora vi alloggiano (il numero è in costante crescita con l’arrivo degli stagionali dal foggiano, dal casertano e dalla Sicilia) hanno detto chiaramente che non intendono spostarsi.

Vogliono case, non tende, e lo hanno ribadito ai funzionari della Questura ed al Commissario ed al sindaco di San Ferdinando, Andrea Tripodi. A nulla sono valsi i richiami ai pericoli costanti di mancanza di igiene, di infiltrazioni di acqua o del rischio incendi fatti dal questore vicario di Reggio Calabria, Roberto Pellicone. Niente da fare: loro da lì non vogliono andar via.

A quel punto le scelte erano due: o tentare di usare la forza o la ragionevolezza, con il rinvio del trasferimento. Si è optato per questa seconda scelta. Tutto resterà così com’è. Altri immigrati, invece, si sono messi in fila per andare ad abitare all’interno di un capannone industriale preso in fitto dal Comune per allargare l’accoglienza a chi viene nella Piana sperando di trovare lavoro nella raccolta degli agrumi. Resterà in piedi, quindi, la vecchia tendopoli nella quale si stima arriveranno da qui a poco almeno un migliaio di persone.

Gli spazi realizzati dalla Protezione civile, che ha allestito un centro di assistenza che ospita 480 persone, sono ormai saturi. Stessa cosa per il capannone attrezzato, che ha una capienza di 250 posti letto. Per il trasferimento si attendono aspettano tempi migliori, con la speranza che finalmente l’apparato delle forze in campo si organizzi meglio e per tempo.

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