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MILANO: TENTA DI VIOLENTARE DUE ANZIANE SCESE DAL TAXI, ARRESTATO RICHIEDENTE ASILO

Un richiedente asilo della Guinea è stato arrestato a Milano per violenza sessuale. Le vittime sono due donne in età, madre e figlia di 84 e 67 anni, palpeggiate davanti al portone di casa loro in zona Comasina.

L’episodio è avvenuto verso l’1.20 della notte tra giovedì e venerdì. L’uomo, 24enne con precedenti, girava per il quartiere ubriaco su un monopattino quando, secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, ha visto le signore scendere da un taxi: erano di ritorno dall’ospedale.

L’assalto

La prima ad essere aggredita è stata la madre, palpeggiata al seno mentre apriva il cancello dell’abitazione; la figlia, invece, è stata aggredita mentre risaliva sul taxi per proseguire la corsa. A quel punto il 24enne si è spogliato e ha tentato di spingere la 67enne dentro la vettura.

Il tassista e un passante sono intervenuti in soccorso delle due donne, dando l’allarme al 112. Sul posto è arrivata la polizia, che ha bloccato il ragazzo.

La posizione del richiedente asilo, con precedenti per furto, resistenza e rapina, sarà ora valutata dall’Ufficio immigrazione della questura, che potrebbe optare per l’espulsione.

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Il commento di Silvia Sardone

BOTTE E MORSI ALL’ASILO: MAESTRA EVITA IL CARCERE

Milena Ceres, al centro dell’inchiesta sui maltrattamenti nei confronti di 14 bambini dell’asilo Baby World Bicocca, ha deciso di patteggiare 2 anni e 9 mesi, evitando così il carcere.

La coordinatrice dell’asilo avrebbe preso a morsi i bimbi, li avrebbe strattonati, insultati e presi a pugni. La donna, si trova agli arresti domiciliari dal luglio scorso e ora con il patteggiamento – in tutta probabilità – eviterà il carcere. La difesa, nei prossimi giorni, chiederà la revoca al gup della misura cautelare dei domiciliari (scontata visto l’accoglimento del patteggiamento ndr) e richiederà, poi, l’affidamento in prova ai servizi sociali per fare scontare la pena alla donna.

“Questo patteggiamento è uno schiaffo per le famiglie – è il commento di Ilaria Maggi, presidente de La Via dei Colori associazione che assiste le vittime di maltrattamenti -. Con una pena così breve la maestra, senza un giorno di carcere e in breve tempo, potrebbe tornare a esercitare la sua professione”. Resta indagato, invece, Enrico Piroddi, titolare dell’asilo (oggi chiuso e sotto sequestro ndr), anche lui accusato di maltrattamenti nell’ambito della stessa vicenda.

Come scrive il Corriere della Sera, i casi accertati di maltrattamenti, violenze e sequestri ai danni dei piccoli ospiti della struttura sono 27. Schiaffi, bambini segregati anche per quattro ore al buio dentro il gabinetto, piccoli prigionieri delle culle ricoperte di cinghie ben strette, orecchie tirate, insulti, fino ai moris. L’impianto accusatorio è supportato da ampio materiale audio e video.

Alcune intercettazioni telefoniche in mano alla Procura confermarono gli abusi ripresi dalle telecamere e i tentativi di nasconderli. Conversazioni come questa. Piroddi: “La bambina si è svegliata con dei segni rossi in faccia… Volevo capire se era un tuo schiaffo”. Ceres: “No, io gliel’ho dato in testa e non in faccia”. Piroddi: “Ok, non era…”. Ceres: “No… Glielo ho dato in testa e non in faccia, non sono così stupida… Metti un po’ di cremina… Devi dire alla mamma che mentre giocava si è fatta male”.

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BIMBI MALTRATTATI ALL’ASILO, LA BEFFA PER I GENITORI: IL COMUNE CHIEDE IL PAGAMENTO DELLA RETTA

Oltre al danno la beffa. I bambini, maltrattati nel nido comunale, devono comunque pagare la retta. Poco importa se ci siano state indagini e arresti da parte dei carabinieri e che un giudice abbia condannato le educatrici: il Campidoglio batte comunque cassa. Se non fosse una storia drammatica, verrebbe quasi da ridere. Eppure accade anche questo a Roma.  

Come scrive LEGGO: Accade in un asilo nido del Comune, in zona Aurelia nel municipio 13, salito alla ribalta delle cronache perché tre educatrici sono state prima denunciate e poi arrestate il 19 aprile scorso per maltrattamenti sui bimbi. Infine sono state condannate in primo grado, il 7 settembre scorso con rito abbreviato, una a 3 anni e 4 mesi di reclusione e le altre due a 2 anni e 2 mesi di reclusione. E oggi a 12 famiglie arriva una raccomandata che invita formalmente a regolarizzare i pagamenti della retta per i mesi di aprile, maggio e giugno scorsi.

Quei tre mesi successivi agli arresti in cui i bimbi hanno ripreso a frequentare il nido, dopo uno stop di due settimane, su consiglio degli esperti. Per evitare traumi ulteriori ma con la garanzia di 3 supplenti nuove. Sono tornati in classe ma senza pagare la retta. La somma richiesta ora nel sollecito va dai 600 ai 1200 euro a famiglia, in base al reddito.

E si procederà con l’iscrizione a ruolo della cartella esattoriale.  «Un insulto»: così denunciano i fatti le famiglie coinvolte. Pronte a presentare ricorso contro il Campidoglio tramite i legali Lavinia Ferdinandi e Mario Pinto che spiega: «Dal punto di vista giuridico siamo convinti che non competa alcunché.

Retroagendo i maltrattamenti all’ottobre 2015 sussiste comunque una compensazione del credito: devono essere restituite tutte le rette pregresse perché c’è un contratto e il servizio che doveva essere fornito non solo non è stato fornito, ma addirittura sono stati consumati fatti delittuosi con la condanna di tre maestre». I genitori sono senza parole.

Lo sfogo è affidato a un papà, che racconta di famiglie ancora sotto choc: «Siamo tutti in terapia, la speranza è che i nostri figli non abbiano subito traumi permanenti. E invece il Comune che fa? Chiede i soldi a noi vittime per gli ultimi 3 mesi di scuola mentre dovrebbe restituirci quelli che abbiamo versato per i primi 7 mesi, quando avvenivano i maltrattamenti». Ma non finisce qui: sarà infatti il tribunale a stabilire il risarcimento danni che spetta alle famiglie.

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BIMBO DI 4 ANNI DÀ DUE PUGNI IN FACCIA ALLA BIDELLA DELL’ASILO E LA METTE KO

Nuovo episodio di violenza in una scuola materna, ma diverso dagli altri: il “carnefice” è un alunno di 4 anni che con due pugni al voltoha steso a terra una bidella.

Come scrive LEGGO: Il curioso episodio si è verificato giovedì 17 novembre nella scuola dell’infanzia don Magrini di via Piovene. Alle 10.15 gli alunni, finita la ricreazione, rientrano nelle aule; una bambina accelera il passo e scivola sul pavimento. 
 
In suo aiuto per rialzarsi interviene, chinandosi, la collaboratrice scolastica Roberta Carta, 45enne di Torri di Quartesolo, che però viene improvvisamente colpita al volto da due pugni sferrati da un alunno di 4 anni.

La donna, in equilibrio precario perché chinata, cade a terra e sbatte il volto sul pavimento. Il bimbo viene rimproverato dalle maestre e la bidella prosegue fino al termine il turno di lavoro per recarsi nel pomeriggio al pronto soccorso del San Bortolo.

 Sottoposta a visita e radiografia viene diagnosticata a Roberta Carta una sospetta infrazione al setto nasale con prognosi di una manciata di giorni. Venerdì 18 novembre i genitori si sono recati alla scuola materna a chiedere scusa per il figlio, improvvisato pugile.

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