LA SENTENZA CHOC: “ESPORRE LA BANDIERA DELL’ISIS NON INCITA ALLA VIOLENZA” (MA VA Là!)

Un tribunale svedese ha assolto un uomo accusato di incitamento all’odio razziale per aver sventolato una bandiera dell’Isis in quanto “non è espressione di odio razziale”.

Il ragazzo, di 23 anni, ha postato una foto su Facebook in cui tiene in mano una bandiera dello Stato Islamico e ha deciso di utilizzarla come immagine del profilo a partire dal mese di dicembre 2015, ma, dopo una segnalazione alla polizia nel marzo seguente, la foto è stata rimossa.

L’uomo, musulmano e di origine siriana, è stato accusato del crimine di incitamento all’odio razziale, ma il procuratore Gisela Sjovalls ha comunicato di aver preso la decisione di lasciar cadere le accuse “dopo un attento esame”, riferisce Hallandsposten.

Sjovalls ha affermato che lo sventolio della bandiera dell’Isis non può essere considerato odio perché non è espressione di mancanza di rispetto nei confronti di un gruppo etnico o di minoranza come ad esempio la svastica che invece potrebbe essere considerato un simbolo di odio razziale.

“Per incitamento all’odio razziale si intende la diffusione dei comunicati che minacciano o denigrano un gruppo di persone con allusione alla razza, colore, origine nazionale o etnica, credo religioso o orientamento sessuale”, ha detto.

L’avvocato difensore dell’uomo, Bjorn Nilsson, ha insistito che il suo cliente non è un sostenitore di Isis e ha sostenuto che quella bandiera è stato un simbolo dell’Islam per centinaia di anni prima della nascita del califfato.

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SESSO CON LA FIGLIOLETTA DI 4 ANNI: PAPÀ 40ENNE ALLONTANATO DA CASA #LURIDOPORCO

«Violenza sessuale pluriaggravata ai danni della figlia di 4 anni». E’ questa la terribile accusa di cui dovrà rispondere un uomo di circa 40 anni, residente nel Vicentino, professione impiegato:

Come riporta LEGGO: nei confronti dell’uomo, che risulta incensurato, è scattato un ordine di allontanamento dalla casa, dove viveva con la moglie e la stessa bambina e relativo obbligo di divieto di avvicinamento. La coppia, regolarmente sposata, ha solo una figlia: entrambi sono vicentini. 

Sulla vicenda, resa nota poco fa dalla Squadra mobile della Questura di Vicenza, esiste il massimo riserbo da parte degli inquirenti, proprio per tutelare la figlioletta e la madre.

A fare scattare l’allarme è stata proprio quest’ultima che ha notato all’improvviso da parte della bambinaatteggiamenti di paura, incubi notturni, mancato appetito e il disagio di restare con il papà.

A quel punto la signora, circa un mese fa, si è rivolta alla Polizia che ha subito fatto scattare le indagini, in accordo con la Procura di Vicenza. Tali violenze sarebbero emerse anche nei racconti che la stessa bambina ha fatto a professionisti esperti, tra cui gli psicologi infantili.

All’impiegato, che al momento vive in un altro paese ma continua nella sua professione, sono stati sequestrati i computer di casa e quello che usava al lavoro, oltre allo smartphone per trovare eventuale materiale pedopornografico. 

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PIZZICATO A RUBARE CORRENTE ELETTRICA, IMMIGRATO AGGREDISCE LA POLIZIA

Evidentemente aveva piacere ad avere in casa corrente elettrica, senza pagarla. Un immigrato di 41 anni a Milano è stato scoperto dalla polizia mentre cercava di allacciarsi al contatore elettrico di un palazzo in Via Padova.

La violenza dell’immigrato a Milano

L’uomo ieri pomeriggio stava realizzando l’opera per derubare i vicini quando i residenti lo hanno notato ed hanno chiamato la polizia. Gli agenti sono intervenuti tempestivamente, invitando l’uomo a bloccare la sua opera truffaldina.

Il 41enne marocchino, però, ha reagito con violenza all’intervento degli agenti. L’immigrato si è scagliato con violenza contro uno dei poliziotti picchiandolo e ferendolo lievemente. Il marocchino è stato ora denunciato per tentato furto e resistenza a pubblico ufficiale.

Non è la prima volta che in via Padova si regigistrano casi simili di violenza e degrado. La zona intorno a parco Trotter a Milano, infatti, è da tempo ormai territorio di forte immigrazione e più volte i cittadini hanno denunciato l’abbandono da parte dell’amministrazione comunale.

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