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SCOPERTA LA SORGENTE DI MAGMA DELLʼETNA CHE IN PASSATO È STATA ALLʼORIGINE DELLE ERUZIONI..

I ricercatori dell’Ingv hanno individuato la sorgente di magma che alimenta le eruzioni dell’Etna: si tratta con ogni probabilità della scarpata di Malta, che in passato è stata all’origine delle eruzioni dei vulcani dei Monti Iblei, oggi estinti.

La scoperta è stata resa possibile grazie alle simulazioni dei percorsi di risalita del magma dal mantello terrestre, condotte congiuntamente da Ingv, Università di Roma Tre e Catania e il Centro tedesco per le Geoscienze di Potsdam.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Earth & Planetary Science Letters. Le simulazioni al computer indicano che le traiettorie seguite dal magma lungo la risalita verso la superficie non sono verticali, ma variamente curve.

Tali percorsi indicano inoltre che “anche nella Sicilia orientale vulcani e faglie sismogenetiche sono espressione di un unico contesto vulcano-tettonico attivo da milioni di anni e che evolve nel tempo”, ha osservato Marco Neri, primo ricercatore dell’Osservatorio Etneo dell’Ingv.

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Fact checking

POI A LONDRA ARRIVA LA VAGI.. BIONICA: È RICAVATA DAL TESSUTO INTESTINALE DEI MAIALI…

Novità in campo medico: è un progetto del tutto rivoluzionario quello condotto da Alexander Seifalian, direttore e docente di Nanotecnologie e Medicina Rigenerativa presso NanoRegMed, a Londra.

Il chirurgo avrebbe ideato una vagina bionica, un articolo in fase sperimentale ottenuto dall’unione di cellule muscolari ed epiteliali delle pazienti, con materiale sintetico o biologico come l’intestino dei maiali.

Uno sforzo sicuramente particolare, ma che potrebbe fare la differenza per moltissime donne, contrastando le problematiche causate dall’artesia vaginale: una malformazione della vagina che appare chiusa oppure ostruita.

Ma anche nei riguardi della sindrome di Mayer-Rokitansky-Küster-Hauser (MRKH), una condizione congenita che porta alla mancata formazione, totale oppure parziale, della vagina e dell’utero. Quindi per le donne colpite da cancro e da lesioni, con relative problematiche.

La creazione artificiale della vagina avrebbe già avuto origine, come riporta anche il Daily Mail: le cellule muscolari ed epiteliali estratte da alcune pazienti sarebbero state seguite in laboratorio per circa una settimana.

Dopo questa prima fase, pare sia stato inglobato il tessuto intestinale del maiale, per la proliferazione delle cellule originarie e la creazione di un nuovo tessuto in tutto e per tutto identico a quello genitale. Come base per il processo di crescita, Seifalian avrebbe realizzato una struttura a forma di vagina: volta completata verrà introdotta e trapiantata all’interno di un corpo umano.

Il chirurgo, creatore anche della prima trachea sintetica, avrebbe confessato che il procedimento è ancora in fase sperimentale e che, per concretizzare il tutto, serviranno tempo e sovvenzioni economiche. L’uomo si ispira all’operato di Anthony Atala, ricercatore e creatore di quattro vagine artificali, impiantate negli USA in quattro adolescenti tra il 2005 e il 2008.

Questo primo esperimento avrebbe confermato la possibilità di assorbimento dell’organo artificiale all’interno del corpo umano, grazie allo sviluppo circostante di cellule, vasi sangugni e nervi. L’unico vero ostacolo è il basso interesse dell’industria medica a sovvenzionare la ricerca, impedendo quindi la possibilità di aumentare la qualità della vita di molte persone.

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LA FANTASCIENZA DIVENTA REALTA’: L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE RIESCE A LEGGERE NEL PENSIERO..

Le tecnologie di intelligenza artificiale diventano sempre piu’ sofisticate e ormai cominciano pure a leggere nel pensiero dell’uomo. Un team di scienziati giapponesi ha sviluppato un sistema che a partire dalle onde cerebrali umane e’ in grado di ricreare immagini di cio’ che una persona sta guardando o ricordando, siano queste di un oggetto, un animale, ma anche simboli astratti o lettere dell’alfabeto.

Il risultato e’ il frutto del lavoro di una equipe guidata dall’Universita’ di Kyoto ed e’ stato pubblicato sulla piattaforma scientifica BioRxiv.

Per ora le immagini ricreate sono sbiadite ma gia’ abbastanza aderenti a quelle ”originali”. I possibili impieghi e risvolti di una simile tecnologia sono tanti, dalle nuove possibilita’ di comunicazione per persone disabili ai rischi di azzeramento totale della privacy come negli scenari piu’ cupi descritti da una delle serie tv del momento, Black Mirror.

All’inizio la rete neurale e’ stata addestrata a riconoscere e ad associare alcune immagini naturali, come un gufo o un aeroplano, ai relativi segnali prodotti dai cervelli dei volontari che le guardavano o le ricordavano.

Poi il sistema e’ stato in grado di ricreare simboli astratti, di forme e colori diversi, mostrati ai volontari. Il traguardo maggiore della tecnologia, spiegano gli scienziati, e’ stato quello di ricreare dal pensiero delle persone le lettere dell’alfabeto.

Il modello, sottolineano, e’ stato infatti addestrato solo su immagini naturali, mentre poi e’ riuscito a ricostruire anche forme artificiali, dimostrando di essere realmente in grado di generare immagini dall’attivita’ cerebrale e non semplicemente di ”indovinarle” per corrispondenza a esempi noti.

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“IL BUCO DELL’OZONO SI STA RIDUCENDO”; PAROLA DI NASA – Video

Il buco dell’ozono si sta riducendo. A raccogliere “prove dirette” di una “riduzione del 20% dal 2005” del buco dell’ozono sono stati gli scienziati della Nasa che oggi hanno reso noti i risultati delle osservazioni realizzate con gli strumenti a bordo del satellite Aura in orbita dal 2004.

La riduzione del buco dell’ozono è stata osservata, riferisce la Nasa, nei mesi invernali dal 2005 al 2016.

“Vediamo molto chiaramente che il cloro dei CFC sta scendendo nel buco dell’ozono e che quindi si sta verificando una riduzione dell’ozono” ha detto l’autore principale dello studio Susan Strahan, scienziata dell’atmosfera del Goddard Space Flight Center della Nasa a Greenbelt, nel Maryland che ha messo in relazione la riduzione del buco dell’ozono con gli effetti del divieto internazionale dei clorofluorocarburi, i gas usati un tempo in frigoriferi e spray.

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