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SCOPERTA LA SORGENTE DI MAGMA DELLʼETNA CHE IN PASSATO È STATA ALLʼORIGINE DELLE ERUZIONI..

I ricercatori dell’Ingv hanno individuato la sorgente di magma che alimenta le eruzioni dell’Etna: si tratta con ogni probabilità della scarpata di Malta, che in passato è stata all’origine delle eruzioni dei vulcani dei Monti Iblei, oggi estinti.

La scoperta è stata resa possibile grazie alle simulazioni dei percorsi di risalita del magma dal mantello terrestre, condotte congiuntamente da Ingv, Università di Roma Tre e Catania e il Centro tedesco per le Geoscienze di Potsdam.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Earth & Planetary Science Letters. Le simulazioni al computer indicano che le traiettorie seguite dal magma lungo la risalita verso la superficie non sono verticali, ma variamente curve.

Tali percorsi indicano inoltre che “anche nella Sicilia orientale vulcani e faglie sismogenetiche sono espressione di un unico contesto vulcano-tettonico attivo da milioni di anni e che evolve nel tempo”, ha osservato Marco Neri, primo ricercatore dell’Osservatorio Etneo dell’Ingv.

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Fact checking

AMAZON BREVETTA BRACCIALE ELETTRONICO PER I DIPENDENTI: SCOPPIA UNA BUFERA…

L’obiettivo, stando ai documenti del brevetto, ha le migliori intenzioni: facilitare il lavoro dei magazzinieri nel rintracciare le merci, ma non basta a placare gli animi.

Amazon ha brevettato i braccialetti elettronici per i suoi dipendenti: dovranno essere indossati ai polsi e attraverso vibrazioni saranno in grado di guidare il lavoratore alla ricerca degli oggetti in magazzino. Ma destano preoccupazione le potenzialità di controllo che avrebbe l’azienda.

Secondo quanto scrive GeekWire, che ha visionato il prototipo, nella migliore delle ipotesi quando verrà effettuato un ordine su Amazon, i dettagli saranno trasmessi sul mini computer al polso del dipendente che dovrà scattare a prendere la merce, metterla in una scatola e passare al compito successivo.

E fin qui, diciamo, tutto bene. Ma lo scenario peggiore, oggetto della polemica di queste ore,è quello che il braccialetto rappresenti un mezzo per sorvegliare i dipendenti alla stregua dei detenuti.

“Amazon – ricorda ancora GeekWire – si è già guadagnata la reputazione di una società che trasforma i dipendenti, pagati poco, in robot umani che lavorano vicino a veri robot, portando avanti compiti ripetitivi di packaging il più velocemente possibile” con l’obiettivo di centrare gli ambiziosi target di consegna fissati dalla società di Jeff Bezos.

Il brevetto, depositato nel 2016, è stato riconosciuto ufficialmente questa settimana, e per il momento non è ancora stato adottato.

Le reazioni 

Il mondo politico e quello sindacale si sono fatti sentire in merito a questa vicenda condannando all’unanimità il gesto di Amazon.

“Non si può fare” ha twittato il vicepresidente dei deputati del Partito Democratico Titti Di Salvo; “Ecco i risultati della globalizzazione incontrollata”, ribadisce Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia. I maggiori sindacati italiani si sono espressi per bocca dei propri segretari: la Cgil ha parlato di una decisione che “Si commenta da sola”; “Nuovo caporalato e nuovo sfruttamento” è stato il commento della Uil; “Il lavoro deve avere dignità e rispetto per le persone” le parole della Cisl. Infine la notizia è stata commentata anche dal premier Paolo Gentiloni, secondo cui “è facile declamare sui temi del lavoro, ma la sfida è il lavoro di qualità e non il lavoro con il braccialetto”.

Amazon: “Ovunque rispettiamo norme sul lavoro”

“In tutti i Paesi in cui operiamo rispettiamo in maniera rigorosa tutte le regolamentazioni in materia di lavoro”. Lo chiarisce Amazon in una nota, spiegando anche che “i brevetti impiegano anni per essere approvati e non necessariamente riflettono gli sviluppi attuali che stanno avendo i nostri prodotti e servizi”.

E che negli ultimi 20 anni il gruppo ha introdotto “diverse innovazioni tecnologiche per supportare i nostri dipendenti durante il loro lavoro e rendere i processi più semplici ed efficaci”.

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Fact checking

ARRIVA IN ITALIA IL FACT-CHECKING DI FACEBOOK CONTRO LE NOTIZIE BUFALA

Facebook ci riprova, o almeno così sostiene, e annuncia in Italia una serie di iniziative volte a aiutare le persone a prendere decisioni più consapevoli su cosa leggere e condividere sulla sua piattaforma. Malgrado altrove non pare abbiano poi funzionato così bene.

“La tutela della sicurezza dell’informazione e la lotta contro le notizie false sono prioritarie per Facebook”, sostiene il social network.

In dettaglio partirà l’Attività di Fact-Checking in collaborazione con Pagella Politica, firmataria dei Poynter International Fact Checking Principles. A partire dalla prossima settimana, Pagella Politica rivedrà e valuterà l’accuratezza delle storie presenti su Facebook.

Se una storia verrà giudicata falsa o parzialmente falsa, Facebook mostrerà, per dare più contesto, nella sezione sottostante, l’analisi scritta dal fact-checker, e la storia potrà comparire più in basso nel News Feed. Inoltre, le persone riceveranno una notifica se una storia che hanno condiviso è stata giudicata falsa.

Ci sarà anche uno “Strumento educativo” contro la disinformazione in collaborazione con Fondazione Mondo Digitale, anche questo già provato altrove. Attraverso 10 suggerimenti, le persone verranno aiutate ad individuare le notizie false e a prendere decisioni dentro e fuori Facebook.

Questo decalogo sarà disponibile da oggi su Facebook nella parte alta del News Feed e verrà anche pubblicato, dal 5 all’11 febbraio, su alcuni dei principali quotidiani italiani.

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Il post

POI A LONDRA ARRIVA LA VAGI.. BIONICA: È RICAVATA DAL TESSUTO INTESTINALE DEI MAIALI…

Novità in campo medico: è un progetto del tutto rivoluzionario quello condotto da Alexander Seifalian, direttore e docente di Nanotecnologie e Medicina Rigenerativa presso NanoRegMed, a Londra.

Il chirurgo avrebbe ideato una vagina bionica, un articolo in fase sperimentale ottenuto dall’unione di cellule muscolari ed epiteliali delle pazienti, con materiale sintetico o biologico come l’intestino dei maiali.

Uno sforzo sicuramente particolare, ma che potrebbe fare la differenza per moltissime donne, contrastando le problematiche causate dall’artesia vaginale: una malformazione della vagina che appare chiusa oppure ostruita.

Ma anche nei riguardi della sindrome di Mayer-Rokitansky-Küster-Hauser (MRKH), una condizione congenita che porta alla mancata formazione, totale oppure parziale, della vagina e dell’utero. Quindi per le donne colpite da cancro e da lesioni, con relative problematiche.

La creazione artificiale della vagina avrebbe già avuto origine, come riporta anche il Daily Mail: le cellule muscolari ed epiteliali estratte da alcune pazienti sarebbero state seguite in laboratorio per circa una settimana.

Dopo questa prima fase, pare sia stato inglobato il tessuto intestinale del maiale, per la proliferazione delle cellule originarie e la creazione di un nuovo tessuto in tutto e per tutto identico a quello genitale. Come base per il processo di crescita, Seifalian avrebbe realizzato una struttura a forma di vagina: volta completata verrà introdotta e trapiantata all’interno di un corpo umano.

Il chirurgo, creatore anche della prima trachea sintetica, avrebbe confessato che il procedimento è ancora in fase sperimentale e che, per concretizzare il tutto, serviranno tempo e sovvenzioni economiche. L’uomo si ispira all’operato di Anthony Atala, ricercatore e creatore di quattro vagine artificali, impiantate negli USA in quattro adolescenti tra il 2005 e il 2008.

Questo primo esperimento avrebbe confermato la possibilità di assorbimento dell’organo artificiale all’interno del corpo umano, grazie allo sviluppo circostante di cellule, vasi sangugni e nervi. L’unico vero ostacolo è il basso interesse dell’industria medica a sovvenzionare la ricerca, impedendo quindi la possibilità di aumentare la qualità della vita di molte persone.

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