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TERRORISTI ISLAMICI ARRIVATI CLANDESTINAMENTE IN ITALIA DAL NORD AFRICA

”La minaccia terroristica non è diminuita, dobbiamo essere certi che non vi siano attraversamenti delle frontiere dell’Ue non intercettati, perché questo va a scapito della sicurezza europea”.

Così il direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri, al Parlamento europeo, parlando dell’operazione Themis. Leggeri ha spiegato che i velivoli di Frontex hanno rilevato flussi di migranti clandestini non intercettati da Algeria e Tunisia che sono sbarcati in Italia, che pongono ”preoccupazioni di sicurezza” e su cui si sta lavorando.

D’altra parte, l’assenza di controlli marittimi sulle imbarcazioni che salpano dal nord Africa verso le coste italiane è il prodotto del lassismo dei governi Pd al potere in Italia da quattro anni.

E il terrorismo islamico ne approfitta facendo arrivare i suoi peggiori e più pericolosi elementi.

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RISSA TRA AFRICANI ARRIVATI COI BARCONI FERITI DUE CARABINIERI..

Rissa tra africani arrivati coi barconi in una struttura di accoglienza a Gela. Feriti due carabinieri. In manette un 19enne gambiano che ha aggredito dei connazionali e si e’ avventato contro i militari intervenuti nella struttura di vico Bonodin.

Il giovane ha rotto con un pugno una finestra e poi picchiato due connazionali con calci e pugni. Non e’ chiaro cosa ci sia all’origine dello scoppio d’ira. A quel punto, mentre altri ospiti della struttura lo hanno bloccato un operatore ha contattato il 112.

Sul posto sono cosi’ arrivati i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Gela, che hanno trovato il 19enne apparentemente calmo in cucina. Alla vista dei militari, pero’, l’uomo ha avuto un ennesimo scatto d’ira, aggredendoli a calci e pugni e provocando lesioni ai malcapitati. Il gambiano e’ stato quindi bloccato e arrestato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale e accompagnato in caserma.

Gli accertamenti condotti a suo carico hanno rivelato come l’uomo non fosse nuovo a violenze di questo tipo, poiche’ gia’ qualche anno prima aveva mandato all’ospedale tre ospiti. Su disposizione dell’autorita’ giudiziaria e’ stato portato in carcere in attesa di giudizio.

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RITI VOODOO PER FAR PROSTITUIRE UNA MINORENNE: GLI AGUZZINI SONO NIGERIANI

Per costringerle a prostituirsi soggiogavano le ragazze, tra le quali anche una minorenne, con riti voodoo. Per questo tre nigeriani, due donne e un uomo, sono stati arrestati a Caserta per il reato di riduzione o mantenimento in schiavitù, pluriaggravato in concorso. I provvedimenti sono stati emessi dalla Direzione distrettuale anti-mafia di Napoli.

Riti voodoo e minacce alle famiglie delle vittime

Le indagini, eseguite dalla Squadra mobile di Caserta e sviluppate tra novembre 2016 e agosto 2017, hanno permesso di accertare che una delle indagate, dopo che le tre giovani straniere erano giunte in Italia dalla Nigeria ed erano state condotte nella sua abitazione a Castel Volturno (Caserta), ha tenuto la vittima minorenne in uno stato di soggezione continuativa per costringerla, insieme alle altre due giovani vittime, ad esercitare la prostituzione, sfruttandone i proventi. La donna avrebbe inoltre adottato «condotte minacciose», dirette anche alla famiglia della minore, e condotte violente sfociate in un’occasione nel quasi soffocamento della ragazza. Il compagno della donna era connivente e condivideva con lei i proventi dello sfruttamento.

Un ruolo fondamentale in questo processo di riduzione in schiavitù lo hanno avuto anche i riti voodoo, una superstizione assai diffusa nella comunità nigeriana, della quale si è parlato anche in merito all’orribile vilipendio del corpo di Pamela Mastropietro, realizzato dai pusher nigeriani di Macerata.

Le indagini della Direzione distrettuale anti-mafia

La seconda donna fermata aveva invece il compito di controllare le vittime sul luogo dove esercitavano il meretricio, riferendo sul comportamento delle ragazze nell’esercizio della prostituzione e sfruttandone anche lei l’attività. Le indagini sono scaturite dalla denuncia della vittima che, scappata da Castel Volturno e raggiunto il Nord Italia, ha trovato il coraggio di raccontare tutto ai poliziotti. Per competenza, gli atti sono stati trasmessi alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che ne ha delegato lo sviluppo alla Squadra mobile di Caserta.

Da ciò, grazie a numerosi sopralluoghi, pedinamenti e raffronto delle evidenze con le acquisizioni documentali e tecniche realizzate, gli investigatori sono riusciti ad accertare le responsabilità di tutti gli individui coinvolti, così determinando l’emissione del provvedimento restrittivo. Gli arrestati, che al momento dimoravano in posti diversi tra le province di Caserta e Napoli, sono stati tutti individuati e catturati.

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MILANO, MAROCCHINO UBRIACO SI METTE A NUOTARE NUDO NEL NAVIGLIO PAVESE

Nudo nei navigli. Stava così un marocchino, per di più completamente ubriaco, a Milano. I carabinieri della pattuglia mobile di zona di Porta Magenta se lo sono trovati davanti, in presa diretta, mentre a nuoto risaliva il Naviglio Pavese. Erano le due e quaranta della notte tra venerdì e sabato.

Diverse persone si erano frattanto radunate per vedere il marocchino che nuotava ed erano anche partite le chiamate al numero di emergenza 112, che non si sono rivelate necessarie visto appunto il transito casuale della pattuglia sull’Alzaia, più o meno all’altezza del recente complesso immobiliare tra via Magolfa e il Naviglio. L’uomo è stato bloccato: è un marocchino di 21 anni, in quel momento preda dell’effetto dell’alcol.

La nuotata nel Naviglio era solo la ciliegina sulla torta di una serie di azioni ben più pericolose che lo hanno portato all’arresto per danneggiamento aggravato. Il 21enne aveva infatti sfondato una vetrina di un negozio lungo il Naviglio, poi aveva preso una bicicletta del bike sharing e l’aveva gettata in acqua e aveva fatto lo stesso con un cassonetto dell’Amsa.

Infine il marocchino – ancora in preda ai fumi dell’alcol – aveva deciso di spogliarsi e tuffarsi a sua volta per compiere la traversata a nuoto. Ed è in quel mentre che i carabinieri lo hanno sorpreso.

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