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ARRIVA IN ITALIA IL FACT-CHECKING DI FACEBOOK CONTRO LE NOTIZIE BUFALA

Facebook ci riprova, o almeno così sostiene, e annuncia in Italia una serie di iniziative volte a aiutare le persone a prendere decisioni più consapevoli su cosa leggere e condividere sulla sua piattaforma. Malgrado altrove non pare abbiano poi funzionato così bene.

“La tutela della sicurezza dell’informazione e la lotta contro le notizie false sono prioritarie per Facebook”, sostiene il social network.

In dettaglio partirà l’Attività di Fact-Checking in collaborazione con Pagella Politica, firmataria dei Poynter International Fact Checking Principles. A partire dalla prossima settimana, Pagella Politica rivedrà e valuterà l’accuratezza delle storie presenti su Facebook.

Se una storia verrà giudicata falsa o parzialmente falsa, Facebook mostrerà, per dare più contesto, nella sezione sottostante, l’analisi scritta dal fact-checker, e la storia potrà comparire più in basso nel News Feed. Inoltre, le persone riceveranno una notifica se una storia che hanno condiviso è stata giudicata falsa.

Ci sarà anche uno “Strumento educativo” contro la disinformazione in collaborazione con Fondazione Mondo Digitale, anche questo già provato altrove. Attraverso 10 suggerimenti, le persone verranno aiutate ad individuare le notizie false e a prendere decisioni dentro e fuori Facebook.

Questo decalogo sarà disponibile da oggi su Facebook nella parte alta del News Feed e verrà anche pubblicato, dal 5 all’11 febbraio, su alcuni dei principali quotidiani italiani.

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Il post

RUSSIA: TROVATO LO SMERALDO PIÙ GRANDE DEL MONDO

Millecinquecento grammi da record: è lo smeraldo trovato ed estratto nella cava di Malyshevsky in Russia.

Un record che infrange di netto quello precedente.

A distrutto il primato dello smeraldo “Presidente”, soprannominato così in onore del primo presidente russo Boris Eltsin. Il suo peso era di 1,2 chilogrammi.

Ora la pietra verde ritrovata negli Urali russi fa segnare un nuovo e sorprendente record: pesa 1,5 kg ed è lungo 14 centimetri.

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CHI È DAVVERO OLIVIERO TOSCANI, LA FIGLIA OLIVIA: “CONTRO DI ME MALTRATTAMENTI PSICHICI, È UN ESTRANEO”

“Sono Olivia Toscani, la figlia maggiore di Oliviero Toscani. Scrivo in merito all’articolo (Corriere, 1 dicembre 2017) in cui mio padre è intervistato da Maria Luisa Agnese. Contesto totalmente le parole di mio padre riguardo al suo rapporto con le figlie”.

Inizia così la lettera della figlia del fotografo al Corriere della Sera, in cui denuncia i maltrattamenti che ha subìto dal padre: “Non l’ho più visto dall’età dei miei quindici anni, quando sono andata via dalla nostra casa a Casale Marittimo per i continui maltrattamenti psichici e per i ricatti che costantemente manifestava con violenza e aggressività, sia contro di me, sia contro mia madre, Agneta, la sua prima moglie con cui ha avuto due figlie”.

E continua: “Sin dalla separazione dei miei genitori l’ho sempre sentito imprecare contro di noi, bestemmiando, fino ad arrivare al limite inaudito di imprecare contro la nostra vita stessa (noi ancora bambine, ahimè). Il nostro riavvicinamento non sarà mai possibile senza un profondo e sentito atto di amore e conversione. Oggi Oliviero è un estraneo”.

“I miei figli – conclude Olivia – lo conoscono a malapena. I suoi vantati 14 nipoti sono in realtà 11”, “non possono andare a casa sua e non è mai stato un nonno vero. In definitiva un Non Padre avrebbe potuto recuperare la sua posizione riscattandosi come un Buon Nonno. Ed è già tardi…”.

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LA ABBAGNATO MINACCIATA CON LETTERE ANONIME: A PROCESSO LA MADRE DELLA BALLERINA ESCLUSA

Minacce e calunnie fatte arrivare a Eleonora Abbagnato attraverso lettere anonime recapitate ai più importanti quotidiani e persino alla procura: per questo motivo la madre di una giovane ballerina è finita a processo. L’etoile dell’Opera di Parigi, che dal 2015 dirige anche il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, è stata oggetto di intimidazioni da parte di una donna che voleva vendicarsi perché la figlia non è stata promossa a prima ballerina.

Come riportato da Il Messaggero, l’imputata ha inviato una serie di lettere ai principali organi di stampa accusando la Abbagnato e l’impresario teatrale Daniele Cipriani di aver favorito alcuni allievi ed essere in combutta per distruggere il corpo di ballo. Le contestazioni si sono ovviamente rilevate infondate e ora la donna è a processo per calunnia e diffamazione.

Le prime lettere: “Abbagnato pazza dispotica”

Nelle prime lettere, datate 2016, la madre della ballerina esclusa chiedeva insistentemente di aprire un’inchiesta: “Ciò che succede al corpo di ballo del Teatro dell’Opera è al di là dell’immaginabile. Innanzitutto è stata affidata la direzione a Eleonora Abbagnato, pazza bipolare e dispotica”, si legge in un foglio scritto a mano e fotocopiato, spedito ai vertici del Teatro, ai colleghi della Abbagnato, ai quotidiani e alla polizia giudiziaria. Nelle righe successive l’etoile viene accusata di avere orchestrato un “piano diabolico”, cioè di avere “affidato ruoli a una cerchia ristretta di ballerini” e di “tenere gli altri seduti dietro le quinte ad assistere, spingendoli ad andarsene”.

Insulti e minacce: “Quando le bombe scoppiano…”

Eleonora Abbagnato decide di sporgere denuncia dopo la seconda lettera, in cui la donna definiva l’etoile come “un’incapace”, una “finta bionda” e una “triste ambulanza diretta inesorabilmente verso un centro di igiene mentale”. A spaventare maggiormente la ballerina è stato il passaggio in cui l’imputata, rivolgendosi ai vertici del Teatro dell’Opera, scriveva: “Se scoppia un casino, noi l’avevamo già detto tempo fa, ma evidentemente non ci avevate presi sul serio. E quando le bombe scoppiano, anche se in senso figurato, non ci sono più mediazioni, ma solo distruzione, morti e feriti”.

Le indagini

Dopo la denuncia, sono scattate le indagini della procura. Gli inquirenti hanno rintracciato la responsabile delle lettere: a tradirla è stata una foto pubblicata su Facebook dalla figlia. La madre le aveva regalato alcune marmellate fatte in casa e aveva scritto a mano il nome degli ingredienti sull’etichetta. La calligrafia è risultata identica a quella utilizzata nella prima letta.

“Ho avuto paura, quelle lettere erano inquietanti”

 Per l’etoile, che si è costituita parte civile nel processo, è la fine di un incubo durato diversi mesi: “Ho avuto paura, quelle lettere erano inquietanti. Ero molto preoccupata anche per i miei bambini. Forse un tempo funzionava minacciare per ottenere ruoli di rilievo, ma con me le cose sono cambiate”, spiega la ballerina. “Da quelle lettere emergeva una grande cattiveria – aggiunge -. Quello che mi rattrista di più è che nessuno ci abbia chiesto scusa. La figlia, oltretutto lavora ancora nel corpo di ballo”.

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