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I 10 INSOSPETTABILI TRATTI FEMMINILI CHE FANNO PERDERE LA TESTA AGLI UOMINI

Non più solo décolleté e lato B. Pare che i maschietti, oltre che per le curve hot, abbiano una passione inconfessata per alcuni tratti femminili, difficili da immaginare.

Come riporta LEGGO ecco cosa della dolce metà fa eccitare davvero un uomo. 

1) Essere maldestre. La donna pasticciona piace perché suscita nel partner un senso di protezione. 

2) Imprecare. Non ovviamente un turpiloquio volgare, ma pare che una parolaccia detta nel modo giusto, faccia sobbalzare i maschietti.

 3) Indossare magliette. Gli uomini amerebbero guadare la propria lei vestita solo di una maglietta con le gambe nude.

 4) Mangiare con la bocca aperta. Anche questo, fatto nel modo giusto, ecciterebbe il partner.

 5) Occhiali e capelli raccolti. Il look “da casa” scatenerebbe nell’uomo la voglia di “traviare” la brava ragazza. 

6) Pigiama. Anche un poco sexy “look da notte” risveglierebbe le fantasie erotiche di lui.

 7) Lavare il pavimento. Probabilmente per la posizione hot assunta dalla donna impegnata nelle faccende domestiche.

 8) Sudare. Questo perché ricorderebbe ai maschietti il sudore durante il rapporto. 

9) Dimenticare il reggiseno. Gli uomini pare che impazziscano per i vestiti indossati senza reggiseno.

 10) Mani piccole.

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LA TERRA HA I GIORNI CONTATI: A DIRLO È UNO STUDIO SULLE VONGOLE

Le vongole non mentono, la Terra è in pericolo. È questo, in estrema sintesi, il risultato di una ricerca della “Nature Comunications”. I cambiamenti climatici, iniziati con la rivoluzione industriale, rischiano di compromettere le temperature del nostro pianeta e, di conseguenza, anche la sua esistenza.

Sono state studiate a tal proposito gli esseri più longevi del nostro pianeta, le vongole “quahong”, pescate nelle acque islandesi, oggi ampiamente diffuse ed allevate in tutta Europa.

La rilevazione dei componenti chimici delle vongole, come riporta Il Tempo, ha dato risultati sconfortanti, relativi ai cambiamenti climatici causati dall’attività dell’uomo.

La temperatura dell’Oceano Atlantico del Nord, da dove sono stati prelevati i molluschi per lo studio, di norma regolata dalla radiazione del sole e dalle eruzioni vulcaniche, ora è intaccata dalle emissioni di gas ad effetto serra.

La “tesi delle vongole” è confermata anche dall’alga “a palla”, che prima cresceva indisturbata nel lago Myvatn, sempre in Islanda.

Oggi questa rara alga, così come le vongole, costituiscono per gli studi scientifici importanti termometri del benessere della Terra.

Attualmente però la superficie del lago è talmente ricoperta damelma e alghe da non consentire al sole di penetrare nell’acqua e di generare queste rilevanti alghe palla.

La loro sparizione segnala un collasso dell’ecosistema che mette a rischio importanti zone di riproduzione del mondo per le anatre. Sulla terraferma le cose non vanno meglio.

È il caso della farfalla Euphydryas editha che sta, anomalamente, migrando dalle zone nordoccidentali americane verso un clima meno torrido, dovuto al cambiamento della temperatura nel loro habitat di origine.

E, da questa parte dell’Atlantico, lo dimostrano anche le api, l’Andrena nigroaenaea, che, sempre per via degli sbalzi di temperatura, hanno iniziato ad uscire dagli alveari in anticipo, mettendo così a repentaglio l’intero processo di impollinamento.

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MANGI POLLO? ATTENTO, NON È PIÙ BUONO COME QUELLO DI UNA VOLTA…

Il pollo, componente fondamentale dell’alimentazione di molti, viene solitamente considerato una scelta sana rispetto alle carni più grasse come l’agnello o le classiche bistecche, oggi però potrebbe non avere l’impatto sano e proteico di un tempo.

Essendo molto richiesto in tutto il mondo, gli allevamenti di pollo si sono dovuti adattare, a discapito della bontà e qualità della carne.

A lanciare l’allarme è la Compassion in World Farming che ha notato l’aumento progressivo di striature bianche di grasso, effetto dell’allevamento intensivo a cui vengono sottoposti i pennuti.

Uno studio dell’anno scorso della Università del Texas conferma la precedente diagnosi, come riportato dal Mirror: “la gravità è aumentata negli ultimi anni”, il 96% dei polli analizzati presenta questo tipo di problema.

La carne, eccessivamente grassa, non sarebbe più così tenera come un tempo e farebbe quindi fatica ad assorbire le successive marinature.

Lo studio ha interessato solo gli Stati Uniti, ma si è rilevato lo stesso tipo di problema anche nel Regno Unito, dove insieme all’Europa, la qualità media della carne è più alta.

Il pollo, nonostante abbia un sapore nettamente peggiore rispetto al passato, resta comunque ricco di proteine magre, in particolar modo di ferro e vitamina B12, se non viene fritto e infarinato.

Un portavoce del Consiglio Nazionale del pollo ha rassicurato sul fatto che il fenomeno riguarda “solo una piccola percentuale di carne” e “non crea alcun problema di salute o sicurezza alimentare”.

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LAMENTA STRANE SENSAZIONI NELLA TESTA: I MEDICI LE ESTRAGGONO UNO SCARAFAGGIO DAL CRANIO

Un ricovero per un mal di testa si è trasformato in una delle operazioni chirurgiche più difficili mai completate all’ospedale di Chennai, in India.

La paziente presentava uno scarafaggio vivo all’interno della scatola cranica.

“Avevo un insetto nel cranio”

Una donna di 42anni è stata ricoverata nei primi giorni di febbraio, lamentando “sensazioni strane” nel naso e negli occhi. Solo dopo qualche ora, ha ammesso ai medici di ricordare “questo insetto entrare nella narice e farsi strada dentro la testa”.

La paziente, secondo quanto riportato da il New Indian Express, avrebbe tentato di soffiarsi il naso per liberarsi dello scarafaggio. Il tentativo fallito ha però permesso all’insetto di salire ancora più su. Un’endoscopia nasala ha rivelato che lo scarafaggio si trovava nel cranio della donna, “in mezzo agli occhi”.

Il dottor Shankar dello Stanley Medical College Hospital ha dichiarato: “E’ il primo caso del genere che vedo in trent’anni di pratica“. La paziente invece ha ammesso che “non riuscivo a spiegare la sensazione che provavo, ma ero sicuro che fosse quell’insetto.

C’era un formicolio, come se qualcosa stesse strisciando. Ogni volta che si muoveva, avvertivo un bruciore agli occhi”.

L’intervento chirurgico

“L’ultima notte prima di recarmi in ospedale sono stata davvero male. Praticamente non ho dormito, ma per fortuna ora è passato” ha anche aggiunto la 42enne.

Il dottor Shankar ha illustrato il procedimento dell’operazione, aggiundendo che “abbiamo dovuto usare un sistema di aspirazione, oltre a delle pinze per tirarlo fuori”. Infatti, seconto quanto scrive il Times of India, l’insetto era aggrappato ai tessuti umani della donna, prima di essere asportato dai medici.

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