LA CARITAS OLTRE OGNI LIMITE; ACCUSA I MEDIA: “PARLATE MALE DEI MIGRANTI”

La Caritas e l’associazione Migrantes vorrebbero mettere bocca anche sulla selezione delle notizie dei quotidiani, vorrebbero dettare legge sulla deontologia dei giornalisti, indicando l’Agenda delle notizie e il linguaggio da usare. Non tanto delle notizie  da evidenziare, ma sopratuttto di quelle da “silenziare”. Morale: le notizie date sui  migranti sono troppe, e zeppe di fake news secondo le due associazioni cattoliche.

È necessario, secondo le organizzazioni della Chiesa, che «le nostre comunità» acquisiscano una nuova «grammatica della comunicazione» che sia «aderente ai fatti e rispettosa delle persone», leggiamo nel loro Rapporto annuale sull’ Immigrazione, in cui Caritas e Migrantes hanno monitorato le notizie apparse nei telegiornali di prima serata delle reti Rai, Mediaset e La7. E cosa ne esce fuori? Che in dodici anni pezzi, servizi e minuti dedicati al tema dell’immigrazione sono cresciuti in maniera esponenziale, fino a dieci volte tanto che in passato. Siamo arrivati infatti dalle 380 notizie del 2005 alle 4.268 del 2017.

Bizzarra osservazione. I migranti irregolari nel nostro paese delinquono e spesso in maniera efferata, stuprano, seminano il panico: i giornali non dovrebbero parlarne? Sono migliaia, negli ultimi anni, i casi di fake news su immigrazione e migranti, insistono  Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. Quel che affermano è preoccupante: «È evidente che ci troviamo di fronte ad una “emergenza culturale” che richiede un intervento strutturato e di lungo periodo. È necessario mettere in campo tutte le risorse educative».

Insomma, chi sottolinea i casi di omicidio e  strupri reiterati avrebbe bisogno di un sano “lavaggio del cervello” ?  non dovremmo segnalare i casi di cronaca? Dovremmo spazzare via le cronached locali solo perchè diffondono cattive notizie? Secondo il rapporto ci sarebbe una correlazione tra i flussi migratori, l’interesse mediatico verso gli immigrati e «gli eventi di natura politica» che riguardano il Paese.

«Colpisce constatare – si legge – che la sensazione di minaccia alla sicurezza e all’ordine pubblico ricondotta all’immigrazione sperimenta dal 2013 una crescita costante. Nel corso del 2017 i telegiornali di prima serata si soffermano per lo più sui flussi migratori (40%), riservando quasi la metà delle notizie ai numeri e alla gestione degli sbarchi sulle coste italiane. Un ulteriore 34% dei servizi tele-giornalistici è dedicato a questioni che mettono in relazione immigrazione, criminalità e sicurezza».

È singolare che le due associazioni non si preoccupino del motivo per cui dal 2013 la realtà sia mutata, incrudelita, mentre non esitino a dare la colpa di ciò a chi cerca di descrivere la realtà senza paraocchi, con realismo. Ancora più assurdo che Caritas e Migrantes critichino il fatto che non ci siano quasi mai “buone notizie” sui migranti. Anche in questo caso, farsi una domanda, chiedersi il perché…

Un compitino facile facile sarebbe quello di leggere i dati Istat, che – vale la pena ripeterlo-  segnalano come in tutte le tipologie di reato i crimini degli immigrati siano maggiori, in proporzione alla popolazione. «Per esempio negli omicidi volontari dal 2006 al 2015 gli immigrati imputati sono cresciuti del 22% mentre i nativi sono diminuiti del 17%». Tra i reati contestati – segnalati dal Viminale per l’anno in corso – gli stranieri risultano  in crescita per le violenze sessuali, i furti, le truffe e le frodi informatiche, fino ai crimini legati agli stupefacenti.

Eppure la Caritas si gira dall’altra parte: «Abbiamo sentito come gli stereotipi sulle migrazioni possono creare un’isteria collettiva – ha detto don Francesco Soddu, direttore della Caritas italiana – non possiamo tacere la preoccupazione per la costruzione di luoghi comuni sui migranti e su chi lavora per ospitarli». Difendono pure le Ong: «Le Ong sono dipinte come il nemico numero uno. Esiste una narrazione falsata del fenomeno migratorio». E così sia…

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