AQUARIUS, L’ACCUSA CHOC DI MSF: “STANNO CREANDO UNA CRISI UMANITARIA. RESPONSABILITÀ È DI SALVINI E ORBAN”

I 58 migranti a bordo della nave Aquarius 2 sbarcheranno a Malta e le persone a bordo verranno redistribuite fra Francia, Germania, Spagna e Portogallo.

Nessuno dei 58 clandestini arriverà in Italia. Matteo Salvini è stato chiaro fin dall’inizio. E così sarà. Proprio questa netta posizione del primo ministro e del governo giallo verde ha fatto saltare i nervi a Medici Senza Frontiere.

“I migranti sono usati come ostaggio per questioni politiche e la responsabilità è di tutti i governi europei, sia di Salvini, che di Macron, che di Orban”, ha attaccato Claudia Lodesani, presidente Medici Senza Frontiere (MSF), in una conferenza stampa a Roma dedicata al caso Aquarius.

Ma la presidente non si ferma qui e rincara la dose contro l’Europa: “Stanno creando una crisi umanitaria alle porte dell’Europa e nessuno vuole gestire questa crisi”. E la loro soluzione quale sarebbe? Continuare come hanno fatto fino ad ora? Pare di sì, visto che Aquarius 2 non ha ascoltato le indicazioni della Guardia costiera libica e si è fatta carico dei 58 migranti. E ricordiamo che sulla Aquarius operano Sos Mediterranée e Msf.

Ma non contenta Lodesani ha defnito “incredibile” che “un continente come l’Europa non riesca a fare politiche che risolvano il problema”, quando si tratta di gestire “solo poche migliaia di persone”.

Intanto le operazioni di trasbordo dei migranti a bordo della Aquarius 2 sono ferme. “L’ Aquarius attualmente è in acque internazionali, vicino a Malta e sta aspettando un trasbordo in mare – spiega Mathilde Auvillain di Sos Mediterranée alla conferenza stampa a Roma di MSF e Sos Mediterranee -. È stata contattata martedì sera da Malta dopo la soluzione trovata da Francia e Malta. Da lì le persone saranno distribuite in 4 Paesi come d’accordo. Le operazioni di trasbordo sono state rimandate per cause di maltempo per i forti venti con onde di 2 metri. Non c’è una data precisa di trasbordo, bisogna aspettare che le condizioni migliorino. Dopo il trasbordo l’Aquarius proseguirà al porto di Marsiglia che è diventato il suoporto di scalo, prima era Catania. A Marsiglia si affronterà la questione della bandiera”.

E proprio durante la conferenza stampa a Roma, Msf non molla la presa e lancia un appello ai governi di tutto il mondo perché diano una bandiera alla nave Aquarius. Bandiera che Panama e Gibilterra le hanno già tolto: “Facciamo un appello a tutti i governi, non solo europei: ai governi che hanno a cuore la vita delle persone, affinchè ci venga data una bandiera perchè vogliamo continuare a lavorare nel Mediterraneo, il mare oggi più pericoloso, in modo trasparente e secondo la legge, come abbiamo sempre fatto”.

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