QUELL’ARMATA BUONISTA CONTRO IL CAPITANO

Era tutto prevedibile. Dopo l’approvazione del dl immigrazione, la sinistra ha alzato il coro: Salvini razzista, fascista e xenofobo.

Ma non solo. Ci sono esponenti che prevedono l’apocalisse o addirittura paventano attentati nel nostro territorio. Altri che lanciano l’allarme sul ritorno delle leggi razziali e così via. Con buona pace del ministro dell’Interno che ha realizzato quello che ha sempre sostenuto in campagna elettorale e secondo il quale le nuove norme sanciranno “lo stop a furbetti e finti profughi, più sicurezza e più giustizia”. Solo “buonsenso” per Salvini. Solo follia per la sinistra unita.

“Altro che Italia più sicura! Il decreto anti-migranti aumenterà il numero di clandestini perché limita enormemente il diritto di asilo; fa apparire il migrante come tale “diverso” e pericoloso riducendo così la gigantesca questione sociale dell’immigrazione ad un problema di ordine pubblico; introduce una sorta di apartheid giuridico per i richiedenti asilo i quali, se condannati in primo grado, si vedranno negare tale richiesta, mentre le leggi e la Costituzione sanciscono il principio di non colpevolezza finché la sentenza non è definitiva”, tuona la presidente nazionale Anpi, Carla Nespolo.

“Passerà alla storia come decreto insicurezza”, afferma l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti che poi sciorina una profezia catastrofica: “Altri paesi hanno fatto in anni passati come sta facendo l’Italia. A un certo punto si sono svegliati e hanno visto dei loro figli che facevano attentati nelle loro capitali. Con queste due scelte stiamo mettendo una bomba a orologeria sotto la nostra convivenza”.

Per il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, ci saranno “più irregolari sul territorio”; per la Kyenge “lede il rispetto dei diritti umani e si sta preparando la strada per creare più clandestinità come fece la legge Bossi-Fini. Si va a creare una fucina di persone che scompaiono nel nulla e questo vuol dire diventare preda della criminalità organizzata”.

Anche il presidente della Camera, Roberto Fico, ieri ha espresso una critica non troppo velata: “La sicurezza è un qualcosa che si costruisce tramite la costruzione solida e sostanziale di altri diritti, quello all’istruzione, alla salute, all’acqua pubblica, a vivere in una città sana. Prendere il tema solo dalla parte del bastone significa produrre una politica securitaria e non di sicurezza”.

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, fa un parallelo sinistro col passato: “A ottant’anni dalle leggi razziali il governo Conte, o meglio il governo Salvini-Di Maio, decide di creare cittadini di serie A e cittadini di serie B. Il Decreto Salvini prevede la sospensione della domanda di diritto d’asilo in barba alla presunzione di innocenza e la revoca della cittadinanza per alcuni cittadini di origine straniera ma italiani a pieno titolo. Si ricomincia”. Anche l’Arci è scesa in campo: “Una pagina nera per la nostra democrazia, che avrà conseguenze negative anche per le amministrazioni locali”.

L’ex presidente del Senato, Pietro Grasso, non ha fatto da meno: “Lo chiama Decreto Salvini – per vantarsi del successo sui social (wow) – ma si legge Decreto Razzista”.

Insomma, una valanga di critiche per Salvini, la cui risposta è arrivata a stretto giro di posta: “Sindaci, assessori, ex ministri e parlamentari di sinistra, sindacalisti e giornalisti di sinistra, partigiani e associazioni di sinistra, le uniche voci contro il Decreto Sicurezza e Immigrazione sono le loro. Forse preferivano continuare a spendere 5 miliardi all’anno per mantenere un esercito di finti profughi, ma la musica è cambiata.

Accoglienza piena per i profughi veri, nessuna tolleranza con furbetti e delinquenti che prima chiedono asilo, poi spacciano e rubano. Io tiro dritto e sto lavorando anche adesso per aumentare rimpatri ed espulsioni”.

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