L’ULTIMA SPARATA DELLA SINISTRA SUL DL MIGRANTI? “RITORNANO LE LEGGI RAZZIALI”

Ci si attendeva la sparata e alla fine è arrivata. Puntuale come sempre. Il dl Salvini (o dl Sicurezza, anche conosciuto come dl Migranti) è stato approvato da poche ore dal Consiglio dei ministri che già la sinistra urla al nazismo e al fascismo.

Non è una sorpresa, ma stavolta il Partito di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea sembra essersi superato.

L’accusa è sempre quella, quel “razzismo” che ritorna come un ritornello mai stanco. “Quanto approvato oggi all’unanimità dal Consiglio dei ministri non è solo in gran parte incostituzionale – sostiene Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Prc – ma rafforza l’impianto razzista e xenofobo di un governo che si è imposto con promesse sociali ma sa utilizzare solo il bastone verso nemici immaginari“.

Acerbo come al solito se la prende con le norme che, come promesso in campagna elettorale dal ministro dell’Interno, puntano a ridurre la sacca di criminalità che si viene a creare laddove i clandestini proliferano. Nel dl Migranti è prevista, tra le altre cose, la revoca della cittadinanza agli stranieri sospettati di essere un pericolo per la sicurezza pubblica. Per capirci: se Anis Amri, il jihadista di Berlino, fosse stato un cittadino italiano e fosse stato sospettato di preparare un attentato terroristico, fino a ieri nessuno avrebbe potuto espellerlo dal Belpaese. Da domani sì. Ma per Prc si tratta di una “misura base di uno Stato di Polizia”

La reazione della sinistra alle nuove norme volute dal Viminale appare già scomposta. Nel calderone delle norme da “Stato di Polizia” Acerbo inserisce pure l’abrogazione della protezione umanitaria, la “reclusione dei richiedenti asilo” e le espulsioni degli irregolari. Senza contare chi “occupa stabili degli immobiliaristi perché senza casa”, come se fosse normale okkupare uno stabile privato.

Oggi agiscono contro i migranti – continua il segretario di Prc – e chi disobbedisce alla logica dell’intangibilità della grande proprietà, domani lo faranno contro chiunque osi protestare. Altro che prima gli italiani. Questo governo dovrebbe avere la dignità di affermare ‘prima i ricchi’. A 80 anni dalle leggi razziali di Mussolini il Movimento 5 Stelle di Di Maio si rende complice e responsabile di questo ritorno al passato più buio del nostro Paese“.

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