NESSUNO VUOLE L’AQUARIUS: “UE CI INDICHI UN PORTO SICURO”

L’Italia chiude i porti alle navi delle Ong e alla Aquarius di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere- che ieri ha salvato 141 migranti al largo della Libia – non resta che rivolgersi direttamente a Bruxelles per chiedere un “porto sicuro” in cui far sbarcare le persone recuperate dopo che il centro di coordinamento libico non ha assegnato un luogo in cui sbarcare.

Assegnateci un luogo sicuro di sbarco più vicino possibile in conformità con il diritto internazionale marittimo in modo che le persone salvate in mare possano essere sbarcate e l’Aquarius possa continuare a fornire la necessaria assistenza umanitaria“, dicono dalle ong, “L’Aquarius ha informato delle operazioni svolte tutte le autorità competenti tra cui i Centri nazionali di coordinamento del soccorso marittimo (Mrcc) di Italia, Malta e Tunisia oltre al Centro di coordinamento congiunto di soccorso (Jrc) libico, il quale ha informato l’Aquarius che non avrebbe assegnato un luogo sicuro di sbarco e ha ordinato alla nave di richiederlo a un altro Centro di coordinamento“.

La nave si sta ora dirigendo verso Nord per richiedere il luogo di sbarco più vicino a un altro Centro di coordinamento. “Sos Mediterranee e Msf chiedono nuovamente a tutti i governi europei e alle loro autorità competenti per il soccorso marittimo di riconoscere la gravità della crisi umanitaria nel Mediterraneo e garantire un rapido accesso al luogo di sbarco sicuro più vicino e di facilitare, piuttosto che impedire, l’assistenza umanitaria salvavita nel Mediterraneo centrale”.

In questo momento stiamo seguendo le istruzioni del Coordinamento Congiunto di Soccorso libico e contatteremo gli altri Centri di Coordinamento per un posto sicuro dove sbarcare le persone soccorse che abbiamo a bordo”, ha dichiarato Nick Romaniuk, coordinatore per la ricerca e il soccorso di Sos Mediterranee, “Ciò che è di massima importanza è che i sopravvissuti siano portati senza ritardi in un luogo sicuro dove si possa rispondere ai loro bisogni di base e dove possano essere protetti dagli abusi“.

Dalla nave arriva anche la denuncia alle altre imbarcazioni che solcano il Mediterraneo. I migranti soccorsi, infatti, avrebbero raccontato che almeno 5 navi sono transitate a vista delle loro barche e hanno proseguito senza prestare alcuna assistenza.

“Sembra che sia a rischio il principio stesso di fornire assistenza alle persone in pericolo in mare”, dice Aloys Vimard, coordinatore di Msf a bordo dell’Aquarius, “Le navi potrebbero non essere disposte a rispondere a coloro che sono in difficoltà a causa dell’alto rischio di rimanere bloccate e di vedersi negare un luogo sicuro di sbarco. Le politiche che mirano a impedire a tutti i costi alle persone di raggiungere l’Europa si traducono in maggiori sofferenze e anche in viaggi più rischiosi per persone che sono già molto vulnerabili“.

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