RIMBORSOPOLI, BECCHI: «FATTI GRAVI, COSÌ TRADISCONO GLI INSEGNAMENTI DI CASALEGGIO PADRE»

PROFESSORE Becchi, la Rimborsopoli pentastellata è un fenomeno limitato a poche mele marce o si tratta di qualcosa di più grande?

«Possono essere anche pochi parlamentari ma resta comunque un tradimento grave. È l’antitesi del modello di vita di Gianroberto Casaleggio».

Cosa c’entra ora Casaleggio padre?

«Guardi, non è mica un caso se la data di nascita del Movimento cade nel giorno di San Francesco. Ho conosciuto Gianroberto, so come viveva. La sua era una esistenza genuina, aveva una vecchia macchina e un vecchio cellulare. Conduceva un’esistenza sobria e credeva in quello che faceva per cui reputo molto grave quello che sta accadendo».

Lei però da tempo ha lasciato il Movimento.

«È vero, ho preso le distanze da anni ma la traccia di un amore finito resta sempre e queste ultime vicende mi hanno impressionato. Il fondo per le piccole e medie imprese è un’idea di Casaleggio padre. A me sta bene se qualcuno non vuole contribuire perché in disaccordo con la finalità del fondo ma fingere di fare un bonifico per poi revocarlo è un’altra cosa: è la disonestà che diventa sistema. E poi ho un’idea ben precisa di quello che è accaduto».

La spieghi?

«Sono convinto che con Casaleggio in vita non sarebbe successo. Dietro il successo elettorale del 2013 c’è anche Grillo ma l’ideatore delle sue imprese era Gianroberto. Quando poi per motivi di salute si è occupato meno del Movimento Cinque Stelle qualcuno si è sentito libero di fare quello che voleva. Con la morte di Casaleggio è venuta a mancare una figura autorevole. E poi, se manca circa un milione e mezzo di euro, significa che la vicenda riguarda un bel po’ di parlamentari e non solo poche persone».

Chi è stato beccato però di fatto ha già rinunciato alla candidatura?

«Ma è una cosa che non si può fare: i cittadini potranno comunque eleggerli. Paradossalmente una volta i cosiddetti “responsabili” si formavano mesi dopo il voto, ora invece rischiamo di avere i primi cambi di casacca già dal 5 marzo».

Di Maio parla di effetto «boomerang» ma non sarà semplice per lui uscire indenne da questa situazione a pochi giorni dalle elezioni.

«Queste cose vengono fuori anche perché all’interno del Movimento c’è malcontento. La base è scontenta, la scelta di Di Maio leader è stata imposta e ha creato molti risentimenti».

Questi ultimi giorni sono stati particolarmente duri per i vertici dei Cinque Stelle. Più si avvicinano le elezioni, più aumentano i guai. Cosa pensa dell’eurodeputato David Borrelli che ha lasciato il Movimento?

«È una cosa che fa scalpore: Borrelli è uno dei tre soci fon-datori della piattaforma Rousseau».

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