FIRENZE, RISSA TRA STRANIERI: DUE AGENTI CONTUSI E 7 ARRESTI

Un gruppo di giovani peruviani, tra i 18 e i 19 anni, sono stati protagonisti, intorno alle 7.30, di una rissa in via Benedetto Marcello a Firenze. Il bilancio è di due agenti contusi (sette giorni di prognosi ciascuno) e 7 arresti.

Secondo quanto ricostruito i sette giovani hanno iniziato a picchiarsi tra loro spaccando tutto ciò che capitava vicino, compresi finestrini e specchietti delle auto in sosta, e minacciando una donna che, vista la scena, ha dato l’allarme al 113.

Sul posto sono arrivate subito 3 volanti ma gli agenti hanno faticato non poco per riportare alla ragione i giovani che hanno aggredito anche i poliziotti. Durante la colluttazione un giovane è riuscito a sfilare uno sfollagente a un agente e ha colpito un suo collega. Cinque sono già conosciuti alle forze dell’ordine.

Per tutti è scattato l’arresto per rissa, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Per uno pure la denuncia di falsa attestazione. Ora 4 sono ai domiciliari e 3 in questura in attesa della direttissima.

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OLIMPIADI 2018, PYEONGCHANG: DOMINIK WINDISCH BRONZO NEL BIATHLON

Arriva la prima medaglia per l’Italia ai Giochi Olimpici invernali di PyeongChang. A conquistarla è Dominik Windisch, che vince il bronzo nella 10 km sprint nel biathlon. Una prova magistrale dell’azzurro, rovinata solo dall’unico errore all’ultimo sparo nel secondo poligono. Windisch ha chiuso terzo a 7″7 dal tedesco Peifeer, oro, e al ceco Krcmar, argento.

Un finale mozzafiato e la prima luccicante medaglia per la spedizione azzurra in Corea del Sud. Dominik Windisch, classe ’89, nato a Brunico, conquista un meraviglioso bronzo nella 10 km sprint di biathlon. Una gara quasi perfetta, con un primo poligono, da sdraiato, perfetto e con il secondo, in piedi, che ha visto un unico errore proprio all’ultimo sparo: se Windisch avesse fatto 10/10, avrebbe vinto l’oro.

Dopo quell’errore l’azzurro si è lanciato in una rimonta sfrenata sull’austriaco Eberhard, che era terzo. Sul traguardo, con uno sprint da sci di fondo, Windisch lo ha superato per soli 7 decimi che gli sono valsi la medaglia di bronzo.

È stata una gara ricchissima di colpi di scena e vinta dal tedesco Arnd Peiffer perfetto al poligono come anche il ceco Krcmar, che ha chiuso con l’argento staccato di 4″4. Per Windisch si tratta del secondo bronzo olimpico in carriera: a Sochi nella staffetta mista l’Italia con appunto Windisch, Hofer, Wierer e Oberhofer si era piazzata quarta, per poi essere proiettata sul podio per la squalifica della squadra russa per doping.

Gli altri azzurri in gara sono arrivati con più distacco: Hofer ha chiuso decimo (2 errori) a 31 secondi dal primo. 50esimo e 51esimo Giuseppe Montello e Thomas Bormolini.

Con il piazzamento in questa gara Windisch si candida ad una medaglia anche nell’inseguimento nella gara di inseguimento di lunedì, alle 13 ora italiana. Windisch partirà 7″7 dopo il tedesco Peiferr e con un margine di 15 secondi sul fenomeno francese Fourcade, il grande deluso della sprint, arrivato ottavo a causa dei tre errori al primo poligono.

“PENSAVO DI AVER PERSO L’OCCASIONE DELLA VITA”

È incredulo Dominik Windisch dopo la medaglia di bronzo conquistata: “Non ci credo, pensavo di avere perso l’occasione della mia vita e invece… Quando ho sbagliato l’ultimo tiro ho pensato: ‘Non è possibile..l’avevo visto bene’. Non mi ricordo nemmeno se mi è scappato, ero convinto di prenderlo. Poi quasi spaventato ho detto: ‘No, adesso ho perso la possibilità della mia vita‘. Ma quando sei a un’Olimpiade e senti che stai lottando per un bronzo dai davvero tutto, sei solo tu e l’adrenalina“.

Windisch, classe ’89, arriva da Anterselva: “Lì in valle, da piccolo, o fai calcio o ti dedichi al biathlon. Mi capitava di saltare la scuola per andare a vedere le gare di coppa del mondo. Quelli che erano i miei idoli ora sono i miei allenatori e sono felice di aver vinto assieme a loro questa medaglia”. Una famiglia di biathleti quella dei Windisch: “Ero il fratello meno bravo. Markus era più forte, poi dopo il suo ritiro mi ha dato tanti consigli preziosi, lo ringrazio”.

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DROGATA E STUPRATA MENTRE ERA IN OVERDOSE, POI UCCISA… IL KILLER: “L’HO DISTRUTTA PER PASSARE IL TEMPO”

La droga e abusa sessualmente di lei mentre è in overdose. Alyssa Mae Noceda, studentessa della Mariner High School, 18 anni, è stata brutalmente ammazzata da Brian Roberto Varela, un 19enne di Lynnwood, nello Stato di Washington.

Il giovane l’ha prima drogata, poi ha abusato di lei mentre era in overdose, solo dopo si è reso conto che era morta e ha nascosto il cadavere vantandosi con gli amici per l’accaduto.

La ragazza aveva da poco lasciato il suo fidanzato quando ha incontrato il 19enne a una festa, il giovane l’ha invitata a seguirla in casa dove le ha somministrato una serie di droghe mandandola in overdose. Il giovane avrebbe anche filmato la violenza confessando ai suoi amici di non essere nemmeno sicuro che quanso ha abusato di lei Alyssa fosse ancora viva.

«Volevo portarla in ospedale ma ero troppo stanco e volevo dormire», ha raccontato, «La sto distruggendo per passare il tempo».

Quando la mattina dopo si è reso conto che la ragazza era morta, come riporta anche la stampa locale, il 19enne le ha spezzato le gambe e l’ha infilata in un bidone di plastica, riservandosi in seguito di riempirlo di cipolle e seppellirlo. Ad allertare la polizia sono stati proprio i compagni con cui si è vantato del suo operato.

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NELLA “ZECCA” CLANDESTINA 41 MILIONI DI EURO FALSI PRONTI PER IL MERCATO

Novanta pacchi di banconote false da 100 e 50 false per un totale di 41 milioni di euro.

È quanto hanno scoperto i carabinieri in un capanno a Torre del Greco, nel napoletano. Le forze dell’ordine hanno sequestrato il denaro e arrestato il 67enne Aniello Rivieccio per detenzione di banconote false e di strumenti destinati alla falsificazione.

Nel corso della perquisizione nella casa dell’uomo, poi estesa anche ai terreni circostanti, i militari hanno trovato un capanno dove erano stati depositati barili di plastica di quelli per uso alimentare con coperchio a tenuta stagna con dentro novanta pacchi di banconote.

Le banconote da 100 avevano 18 numeri seriali diversi, quelle da 50 ne avevano invece 12. Nei bidoni c’erano anche i cliché: uno per fabbricare banconote da 50 e due per l’applicazione dei contrassegni sulle banconote da 50. Su 23 fogli erano impresse le stampe di prova.

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