SALVINI: “DUE CANTANTI DI COLORE AL FESTIVAL? EVVIVA”

“Niente politica, questa sera voglio solo godermi le canzoni”, dice Matteo Salvinimentre è in coda per entrare al Teatro Ariston (a differenza della sinistra radical chic come Alba Parietti che ha saltato fila e controlli).

Il leader della Lega, arrivato a Sanremo con la fidanzata Elisa Isoardi, riporta La Stampa, non vuole però confessare per quale cantante fa il tifo: “Non lo dico, altrimenti lo danneggerei. Se dico che a Salvini piace un cantante, sicuramente arriva ultimo. E allora gli evito questa sciagura”.

Infine sui due giovani in gara di colore: “Evviva!”.

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FOIBE, C’È PURE LO STRISCIONE CHE ESALTA TITO: “MARESCIALLO SIAMO CON TE”

«Maresciallo siamo con te. Meno male che Tito c’è». È lo striscione firmato con falce e martello che è stato affisso a Modena nel Giorno del Ricordo. A trovarlo davanti la propria sede sono stati gli iscritti dell’associazione identitaria Terra dei Padri, che proprio per oggi hanno organizzato nel loro circolo una mostra fotografica e un concerto sulla tragedia degli italiani del confine orientale. Una iniziativa di omaggio ai morti delle foibe e agli italiani costretti all’esodo che evidentemente deve aver dato fastidio.

Terra dei Padri: «Non capiscono neanche le sofferenze degli infoibati»

«I soliti noti che hanno tempo da vendere non sono in grado di capire le sofferenze di chi fu gettato a morire nei crepacci carsici dai comunisti, né il calvario dei 350mila dell’esodo da Istria e Dalmazia che si sono dovuti reinventare una vita, lavorando giorno e notte per cercare di ricostruire ciò che Tito gli aveva strappato», ha commentato l’associazione Terra dei Padri, stigmatizzano lo striscione come «un attacco violento, al limite dell’apologia di reato», che però «non riesce a sporcare la giornata e ci rafforza nel cementare la memoria dei martiri».

«Uno scandaloso striscione negazionista»

Di «scandaloso striscione negazionista» ha poi parlato la parlamentare di Forza Italia, Renata Polverini, segnalando come si tratti della «punta di un iceberg che riporta al passato più buio di questo Paese» e di «una vergogna per le vittime delle foibe».

«Inneggiare a un dittatore assassino con tanto di simbolo di morte come quello comunista, che, purtroppo vedremo anche sulle schede elettorali, non può essere tollerato da un Paese civile. Le istituzioni si facciano sentire e prendano i dovuti provvedimenti», ha aggiunto Polverini.

Esaltare Tito «è apologia di reato»

È stato poi il consigliere regionale azzurro Enrico Aimi a sottolineare come quello striscione rappresenti «una inaccettabile offesa all’Italia e alla memoria delle migliaia di vittime del comunismo».

«Inneggiare alla figura di un losco sanguinario e alla strage di oltre 15mila italiani barbaramente trucidati è apologia di genocidio. E questo è assolutamente inaccettabile, tanto più nel giorno del ricordo condiviso, sancito anche da una legge dello Stato. Nell’auspicio che i responsabili di questo sfregio siano identificati – ha concluso Aimi – serve una condanna unanime».

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LE AMICHE DI JESSICA: “LE MANCAVANO GLI ABBRACCI DEI GENITORI”

Jessichina riccioli d’oro e occhi blu, dove dentro c’era l’abisso. Voleva fare la cantante, era in un coro gospel. I disegni con le matite colorate e i passi di danza davanti allo specchio, immaginandosi sul palcoscenico. I sogni della bambina che era, quando è entrata alla comunità di Voghera.

Aveva otto anni Jessica Valentina Faoro, «riccioli d’oro». «Era uno spirito libero», ricorda la mamma Annamaria Natella. Jessica scappava dalla comunità, da casa. E la fine della sua corsa per cercare la speranza di un’altra vita gliel’ha tolta Alessandro Garlaschi, il tranviere che l’ha uccisa.

 «Il mostro», dicono le amiche della 19enne. Sono le compagne cresciute con lei in comunità, altre incontrate per strada, lungo il cammino che la portava a «traslocare da un posto all’altro, senza pace. Ma l’inferno per lei era iniziato dentro la comunità», dove queste giovani donne entrano bambine e ne escono a 18 anni «senza sapere come si affronta la vita. In comunità ci fanno studiare. Ma scordati carezze e abbracci».

Ragazze che si trovano davanti un mondo che le giudica, «perché siamo state in comunità. Che è uguale a dire tossica. Invece ci sono bambine abbandonate. Appena dici che sei stata in comunità pensano: ecco, drogata. Ma spesso a cercare la dose si va proprio dopo esserci stati anni in comunità. Veniamo buttati nel mondo senza il libretto di istruzioni».

Jessica per le amiche era una di loro, una di quelle disgraziate che dalla vita hanno ricevuto il peggio. «Piangeva in bagno, in silenzio. Ogni tanto qualche parola sui genitori. Diceva che le mancavano gli abbracci».

La rabbia nelle parole di queste giovani donne che dentro si portano il dolore più grande e i segni di un’adolescenza inesistente, sale quando sentono i commenti di chi «si mette dall’alto del suo piedistallo dorato e giudica. Jessica era una di noi, una che nella vita non ha fatto niente di male, ma che il male peggiore gliel’ha dato proprio la vita».

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SCANDIANO, BOMBER DELL’ARCETANA ACCOLTELLATO PER FUTILI MOTIVI DA UN RAPPER

Era intervenuto in difesa di un amico, al quale dopo una lite per futili motivi, era stato puntato un coltello alla gola, ed è stato aggredito con tre coltellate.

E’ accaduto vicino alla stazione di Scandiano (Reggio Emilia) giorni fa e la vittima, un giocatore dell’Arcetana Calcio, il bomber albanese Aldi Shipliati, è rimasto gravemente ferito ed è stato ricoverato in fin di vita all’ospedale di Reggio Emilia.

Ora, con l’accusa di concorso in tentato omicidio e porto abusivo di armi, sono stati arrestati due rapper molto seguiti sui social. I carabinieri di Scandiano, insieme ai colleghi dell’aliquota operativa della compagnia di Reggio Emilia, sono riusciti a risalire ai responsabili e hanno arrestato i due tra Genova e la provincia di Reggio Emilia.

In manette con l’accusa di concorso in tentato omicidio e porto abusivo di armi sono finti due rapper. Si tratta, fanno sapere i carabinieri in una nota, di “Juri Margini, 20enne, ritenuto autore materiale delle coltellate, arrestato a Scandiano la sera dell’8 febbraio e il complice Emilio Finizio, 36enne, arrestato ieri sera a Genova”.

Entrambi sono stati portati in carcere, rispettivamente a Reggio Emilia e a Genova, a disposizione della magistratura reggiana. Nel corso delle indagini i carabinieri, poco lontano dal luogo dell’accoltellamento, hanno trovato e sequestrato il coltello con una lama di 8,5 cm con delle tracce di sangue. Il ferito è fuori pericolo.

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