SALERNO, RAZZISMO SUL BUS: MIGRANTI DANNO IN ESCANDESCENZE E DECLAMANO CORI CONTRO GLI ITALIANI

Attimi di tensione ieri nel piazzale della Stazione di Salerno dove stazionava uno degli autobus sostitutivi del servizio ferroviario diretto a Contursi.

Come scrive SalernoNotizie, a bordo del mezzo in attesa della partenza c’erà già un folto gruppo di extracomunitari pronti a raggiungere il centro di accoglienza di Sicignano, insieme a pendolari che dovevano rincasare dopo una giornata di lavoro o di studio.

Improvvisamente un giovane straniero ha dato in escandescenza iniziando dapprima a battere i pugni contro le vetrate del bus, poi a lanciare cori contro il popolo italiano finendo per versare una bottiglia di birra sul mezzo.

L’autista ha dovuto necessariamente chiedere l’intervento della Polizia invitando gli altri passeggeri a scendere dal pullman che non è più partito viste le condizioni.

La tensione è salita quando anche gli altri extracomunitari non hanno preso le distanze dal connazionale ed anzi, hanno anche loro assunto atteggiamenti oltraggiosi verso la restante parte dei passeggeri.

Sul posto è prontamente intervenuta una Volante della Questura per placare gli animi ed identificare il giovane. Presente anche un mezzo di soccorso della Misericordia.

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NUOVO ALLARME CARENZA MEDICI: 45MILA IN PENSIONE IN 5 ANNI

Una “emorragia” di 45mila medici in 5 anni: è quella che si determinerà fino al 2023 in Italia per effetto dei pensionamenti e che riguarderà sia i medici di famiglia sia quelli del Servizio sanitario nazionale. A lanciare l’allarme sono la Federazione medici di medicina generale e il sindacato dei medici dirigenti.

Allarme ancora maggiore a 10 anni: al 2028, infatti, saranno andati in pensione 33.392 medici di base e 47.284 medici ospedalieri, per un totale di 80.676.

Il dato grave, rilevano le organizzazioni sindacali, è anche un altro: le uscite stimate per effetto dei pensionamenti non saranno comunque bilanciate dalle presumibili nuove assunzioni. Per i medici di base, infatti, le borse per il corso di formazione in medicina generale messe a disposizione sono oggi circa 1.100 l’anno e se il numero rimarrà costante, afferma la Fimmg, ad essere “rimpiazzati”, al 2028, saranno non più di 11mila medici, mantenendo un saldo in negativo a quella data di oltre 22mila unità.

Per i medici del Ssn invece, rileva l’Anaao, fare un calcolo di quanti potranno essere i nuovi medici assunti a fronte delle uscite per pensionamento è molto difficile: da un lato infatti, spiega il vicesegretario nazionale Anaao Carlo Palermo, “non sappiamo quando saranno banditi i concorsi da parte delle regioni e per quali numeri, e dall’altro va ricordato che in varie regioni è ancora in atto il blocco del turn-over parziale o totale”. Restano i dati allarmanti e la necessità, affermano Fimmg e Anaao, di coprire con urgenza le carenze che si determineranno.

Al 2028, dunque, verranno a mancare 33.392 medici di famiglia e 14.908 sono invece i pensionamenti da qui al 2022. L’anno nero, che registrerà il picco delle uscite, sarà per i medici di famiglia proprio il 2022: solo in quell’anno andranno in pensione 3.902 medici di base. Sicilia, Lombardia, Campania e Lazio le regioni che registreranno, sia nel breve sia nel lungo periodo, le maggiori sofferenze. Quanto ai medici del Ssn la situazione non si prospetta migliore: nei prossimi dieci anni ne verranno a mancare per pensionamento 47.284.

Inoltre, evidenzia Palermo, “l’attuale sistema delle scuole di specializzazione in medicina non garantirà un numero sufficiente di specialisti per il prossimo futuro: oggi, infatti, i posti resi disponibili per le scuole di specializzazione sono complessivamente circa 6.500 l’anno, ma secondo le nostre stime ne sarebbero necessari almeno 8.500. A mancare nelle corsie – conclude – saranno a breve soprattutto pediatri, chirurghi, ginecologi e cardiologi”.

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E POI SCOPRI CHE L’EUROZONA VA PEGGIO DEL RESTO DELLA UE (SENZA EURO) E VA PEGGIO DI USA, COREA DEL SUD, INDIA E RUSSIA

I media di regime in questi giorni stromabazzano i “prodigiosi” risultati della crescita del PIL italiano e delle nazioni della zona euro. Dati, secondo loro, splendidi, tali da far guardare al futuro della moneta unica con grandissimo ottimismo  e soprattutto da considerare le nazioni che lo adottano come un “faro di civiltà, crescita e benessere” in un oceano di disperazione.

Sarà davvero così? Diamo un’occhiatina ai dati di crescita del PIL del 2017 tra alcune nazioni con e senza euro

NAZIONI SENZA EURO                                         NAZIONI CON EURO

Romania +8,8%                                                      Media Area Euro +2,2%

Polonia +3,9%                                                   Italia +1,5%

USA +3%                                                                Germania +2,45%

Ungheria +3,2%                                                      Francia +2,1%

Corea del Sud +3,6%                                              Belgio +1,7%

Anche la Russia, secondo le previsioni – sempre azzeccate – di Goldman Sachs fa meglio dell’eurozona, nel 2018, con una stima di crescita del Pil del 3,3% nonostante le sanzioni ancora in atto.

Come possiamo notare, il quadro è impietoso, sia verso paesi del continente europeo e facenti parte della Ue, ma senza euro, che nazioni extra Ue. Andiamo da un differenziale a favore delle nazioni senza euro di maggior crescita del 50% fino a 4 volte tanto (Romania versus media zona euro).

Quindi, NON è vero che la zona euro stia crescendo in maniera “robusta” come dichiarato dai mezzi d’informazione di regime, e da Draghi, tutt’altro: continua a perdere terreno rispetto alle nazioni che non adottano la moneta unica, e non potrebbe essere diversamente.

L’euro è intrinsecamente sbagliato in quanto raggruppa economie fortemente diverse tra loro, “ingabbiate” in un rapporto di cambi fissi e quindi incapaci di poter adeguare il valore della moneta al potenziale della propria economia. Il risultato è che l’euro avvantaggia la Germania (l’euro è svalutato rispetto al potenziale del marco “intrinseco”) e penalizza la maggioranza degli altri paesi, in quanto sopravvalutato rispetto alle monete nazionali.

Tuttavia, in un sistema del genere, anche la Germania viene penalizzata nel suo complesso, perché a causa dell’austerità imposta alle altre nazioni europee, si vede mercati potenziali “decurtati” e poiché tutta la sua economia è basata sulle esportazioni e sul taglio dei consumi interni, alla fine, “krande cermania” si sta tagliano il ramo su cui sta seduta. E non è un caso che tutta l’elite tedesca veda come il fumo negli occhi Trump, il quale vuole incentivare i consumi di beni statunitensi anziché quelli importati dall’estero, in primis da Germania e Cina.

L’euro, quindi, come un cancro, sta consumando dall’interno l’intera struttura economica che lo adotta, ed ormai, la maggior parte degli economisti ritiene che sia solo questione di tempo prima che imploda.

Il punto nodale è questo: vogliamo aspettare e subire gli eventi, o prevenire il disastro, programmano l’uscita per tempo dal rapporto di cambi fissi denominato euro? Ricordiamoci, infatti, che quella che viene spacciata per moneta unica, è solamente un rapporto di cambi fissi tra valute diverse: una versione più rigida del vecchio SME. E che non sia una moneta unica lo dimostra anche il fatto che non esiste un debito pubblico unico europeo. Ed i rapporti di cambio fissi tra valute, sono sempre, ripeto sempre, stati disastrosi in economica. Basti ricordare a quando l’Argentina decise di ancorare il suo pesos ad un rapporto di cambio fisso con il dollaro americano.

La storia dovrebbe essere maestra di vita ed insegnare a non ripetere gli stessi errori del passato. Con l’euro l’errore l’abbiamo compiuto, ma cerchiamo almeno di porvi rimedio.

La soluzione è a portata di mano, basta votare in modo razionale il prossimo 4 marzo; basta scegliere chi tra i candidati ha deciso di schierare gli economisti che per primi, in una valle di silenzio assordante, denunciarono il disastro dell’euro e le sue conseguenze.

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SALLUSTI CONTRO VAURO: “IL FASCISTA SEI TU. SOLO UNA DESTRA LIBERALE PUÒ GOVERNARE L’IMMIGRAZIONE”

“Io non ti ho interrotto ed essendo tu un fascista non fai parlare gli altri”. Alessandro Sallusti, ospite di Myrta Merlino a L’aria che tira, su La7, demolisceVauro e Ignazio La Russa infierisce: “Non fargli un complimento”.

Ma il ragionamento del direttore de Il Giornale è che Vauro si dimentica “il comunismo e le Brigate rosse, quindi la tua ideologia non ha le mani pulite e non puoi certo dare lezioni.

Non si può far passare per fascista tutto ciò che è di destra perché la destra ha portato la democrazia nel mondo”.

Ed è assurdo “dire che chi lavora per Silvio Berlusconi è fascista. Io rivendico con orgoglio che solo una destra moderna e liberale può governare il fenomeno dell’immigrazione”.

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