UK, IN AULA CON 2 MINUTI DI RITARDO: MINISTRO BATES SI DIMETTE (Trova le differenze..)

Si è vergognato troppo per quei due minuti di ritardo. Così, ministro britannico del Dipartimento internazionale per lo sviluppo, Lord Michael Bates, ha deciso di dare le sue dimissioni.

Bates, arrivato alla Camera dei Lord con un ritardo di qualche minuto, non è riuscito a rispondere alla prima domanda dell’interrograzione dell’opposizione. Quando ha preso la parola, il ministro britannico si è rivolto alla parlamentare Ruth Lister per chiedere perdono e rassegnare le dimissioni.

“Mi scuso per la maleducazione che ho mostrato non facendomi trovare al mio posto per rispondere alla sua domanda. Nei cinque anni in cui è stato un mio privilegio rispondere alle domande per conto del governo ho sempre creduto che dovremmo elevare il livello di cortesia e rispetto nel rispondere. Mi vergogno per non essere stato al mio posto, e di conseguenza offrirò al primo ministro le mie dimissioni con effetto immediato”, ha dichiarato Bates prima di uscire dalla Camera.

Ma le dimissioni del ministro sono state respinte all’unanimità da tutta l’Aula.

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CASERTA: L’INTERROGAZIONE VA MALE, STUDENTE ACCOLTELLA LA PROF ALLA GUANCIA

Franca Di Blasio, 54 anni, ha un taglio profondo alla guancia e una ferita, ancora più profonda, nella sua sensibilità di maestra. La sua colpa? Aver dato un brutto voto a un ragazzo, a scuola, al termine di un’interrogazione andata male.

La tragedia è avvenuta nell’istituto superiore Ettore Majorana di Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta. L’insegnante ha riportato una ferita alla guancia sinistra, suturata all’ospedale di Maddaloni, ed è stata giudicata guaribile in 15 giorni.

Il ragazzo è in stato di fermo. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, il ragazzo, residente ad Acerra, ha aggredito la professoressa per futili motivi dovuti a presunte offese da parte della stessa durante l’orario di lezione. In reatà pare che la prof gli avesse messo un brutto voto per la sua scarsa preparazione.

 Lo studente avrebbe estratto dalla sua cartella l’arma e si sarebbe lanciato sulla donna, ferendola gravemente al volto. La prof avrebbe perso molto sangue. Il ragazzo, dopo l’aggressione, ha tentato di fuggire, ma è stato subito identificato dai Carabinieri.

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OMICIDIO PAMELA, SALVINI: “COSA CI FACEVA ANCORA IN ITALIA QUESTO VERME?”

«Pamela, 18 anni, fatta a pezzi e buttata per strada in due valigie da un nigeriano irregolare e con precedenti per spaccio». Giorgia Meloni dalla sua pagina Facebook commenta l’atroce delitto per il quale è stato fermato un nigeriano spacciatore di droga e che aveva il permesso di soggiorno scaduto.

«Questa è diventata l’Italia in mano alla sinistra e ai buonisti. Ora basta! Fuori dall’Italia tutti i clandestini e blocco navale per fermare l’invasione della nostra terra».

Omicidio di Pamela, Salvini: «Altra morte di Stato»

Duro anche il commento di Matteo Salvini che scrive: «Immigrato nigeriano, permesso di soggiorno scaduto, spacciatore di droga. È questa la “risorsa” fermata per l’omicidio di una povera ragazza di 18 anni, tagliata a pezzi e abbandonata per strada. Cosa ci faceva ancora in Italia questo verme? Non scappava dalla guerra, la guerra ce l’ha portata in Italia

. La sinistra ha le mani sporche di sangue. Altra morte di Stato. Espulsioni, espulsioni, controlli e ancora espulsioni! La Boldrini mi accuserà di razzismo? La razzista (con gli italiani) è lei. #stopimmigrazione».

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Il post di Salvini

CENSURATO UN QUADRO DI NUDO AL MUSEO DI MANCHESTER: “OFFENDE I VISITATORI”

Dopo Egon Schiele, i preraffaelliti. A finire sotto i colpi della scure della censura del politically correct, questa volta, sono i raffinati quadri dei pittori inglesi della celebre corrente simbolista di metà Ottocento, unanimemente considerata fra le più eleganti di quel secolo.

Eppure, nonostante le rappresentazioni eteree e i colori delicati, il quadro “Hylas and the Nymphs” di John William Waterhouse è stato rimosso dalla Galleria d’Arte di Manchester, in Inghilterra, perché (potenzialmente) offensiva per il pubblico.

La rappresentazione di alcune ninfe discinte ritratte mentre fanno un bagno nella natura, evidentemente, è considerata troppo scabrosa per il 2018. Al suo posto ora c’è una macchia bianca sul muro, coperta solo da un avviso rivolto ai visitatori.

“Il mondo è pieno di questioni intrecciate di genere, razza, sessualità e classe che riguardano tutti noi – sta scritto nel vuoto lasciato dal quadro -. Come possono le opere d’arte parlarci in modo più contemporaneo e rilevante? Quali altre storie potrebbero raccontare queste opere e i loro personaggi? Quali altri temi sarebbero interessanti da esplorare nella galleria?”.

Secondo le parole della direzione della galleria riportate dal quotidiano britannico The Telegraph, dietro la scelta di rimuovere il quadro ci sarebbe anche l’influenza di campagne contro la violenza sulle donne come #MeToo.

Comprensibilmente basita la reazione del pubblico, che ha subito riempito la parete di post-it di protesta contro quella che viene definita una auto-censura “talebana”.

Dal canto suo la curatrice della galleria, Clare Gannaway, si è difesa spiegando che l’obiettivo della rimozione non era quello di censurare alcunchè ma solo di “provocare il dibattito”. Se questo era l’obiettivo, il risultato è raggiunto.

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