POI SCOPRI CHE LA MORALISTA HILLARY COPRÌ UN CASO DI MOLESTIE NEL SUO STAFF…

Grosso guaio per Hillary Clinton. L’ex segretaria di Stato, paladina dei diritti delle donne e molto attiva nel movimento “Mee too”, che intende smascherare tutti i casi di abusi degli uomini sulle donne, avrebbe coperto un caso di molestie risalente al 2008.

La notizia è rivelata dal New York Times.

Vediamo cosa avrebbe combinato Hillary. Venuta a sapere che un pezzo grosso della sua campagna elettorale, Burns Strider (52 anni), era accusato di aver molestato, più di una volta, una sua impiegata, l’ex first lady chiese espressamente che l’uomo non venisse licenziato, cosa che invece il capo dello staff avrebbe voluto.

Strider fu invece spostato di incarico e gli furono trattenute alcune settimane di paga.

La stessa sorte toccò alla vittima degli abusi, a cui fu trovato un nuovo impiego.

Se queste voci venissero confermate verrebbe fuori un’immagine molto diversa della paladina dei diritti delle donne cui Hillary tiene molto.

Finora non era mai emersa la storia della donna: secondo quanto riporta il New York Times lei, come pure la maggior parte dei membri dello staff della campagna elettorale, avevano firmato un accordo che li impegnava a non rivelare in pubblico le dinamiche interne della campagna elettorale.

E fino ad ora gli ex collaboratori di Clinton non avevano voluto discutere dei fatti, ma sull’onda del movimento #MeToo, scatenatosi dopo il caso Weinstein, alcune fonti hanno rivelato la vicenda.

Un portavoce di Clinton, interpellato, ha fornito una dichiarazione di “Utrecht, Kleinfeld, Fiori, Partners”, cioè lo studio legale che aveva rappresentato la sua campagna elettorale nel 2008: “Per garantire un ambiente di lavoro sicuro, la campagna aveva un iter per affrontare le denunce di cattiva condotta o aggressioni. Quando le questioni venivano fuori, venivano valutate in base a queste politiche, e sono state adottate delle azioni appropriate”, recita la dichiarazione, aggiungendo che “questa denuncia non ha fatto eccezione”.

Fonte: Qui