FALSE MULTE A CHI FREQUENTAVA SITI DI INCONTRI: 40ENNE RICATTATO SI SUICIDA, 16 PERSONE ARRESTATE..

Si era creato una falsa identità, quella dell’ispettore Marco Gigliotti della Polizia postale, con la quale ha organizzato, insieme ad altre 20 persone, centinaia di truffe.

Il sistema era ormai collaudato: l’organizzazione sceglieva attraverso i classici siti di annunci le proprie vittime, le studiava e poi le contattava. Raccontavano ai malcapitati dell’esistenza di denunce e indagini che potevano essere facilmente archiviate con il pagamento di una sanzione.

Le “multe” potevano raggiungere anche i ventimila euro. I membri dell’organizzazione inoltre mettevano in atto una vera e propria scenetta: con tanto di finte pattuglie in borghese, si presentavano a casa delle vittima per ritirare il denaro.

Le indagini

Circa 600 le vittime dell’organizzazione accertate dai carabinieri del comando provinciale di Nuoro che hanno avviato le indagini dopo il suicidio di un uomo nel Nuorese.

Gli inquirenti hanno accertato che la vittima era stata contattata dal falso ispettore della Polizia postale che gli aveva chiesto il pagamento di “multe” per presunte violazioni legate alla pubblicazione di annunci sessuali su siti internet. L’uomo, prima di togliersi la vita, aveva versato ai suoi aguzzini circa 5.000 euro.

Le indagini si sono poi estese fino a scoprire l’intera organizzazione composta da 21 persone, tutte con ruoli e compiti ben definiti. Il finto ispettore agiva dal Piemonte, mentre i collaboratori erano attivi in diverse altre regioni.

Dei 21 indagati, 16 sono stati arrestati (2 in carcere e 14 ai domiciliari). Tutti sono accusati di truffa ed estorsione e in un caso anche di morte come conseguenza di altro reato.

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GENE GNOCCHI TORNA A LA7; DAVANTI AGLI STUDI UNO STRISCIONE DI PROTESTA

Ieri sera appuntamento televisivo con il programma condotto da Giovanni FlorisDimartedì, che una settimana fa era stato al centro di roventi polemiche per la frase pronunciata da Gene Gnocchi su Claretta Petacci.

Il comico nel corso della puntata di ieri sera non si è scusato né ha fatto accenno alla vicenda, rispetto alla quale aveva invocato il “diritto di satira”, limitandosi a dire che la sua battuta era su Giorgia Meloni e non sull’amante di Mussolini. Anche il conduttore Floris ha evitato commenti sulla polemica scatenata dalla battuta di Gene Gnocchi. In contemporanea con la puntata del talk show si è svolto davanti agli Studios (ex stabilimenti De Paolis) in via Tiburtina a Roma un sit in convocato via Facebook dal gruppo “Difendiamo Claretta”.

E’ stato esposto lo striscione con la scritta “Il gene della codardia e dell’infamia”.

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16ENNE TROVATO MORTO SUI BINARI, IL GRIDO DEL PADRE: “L’HANNO LANCIATO DAL FINESTRINO”

Di certo c’è che, in base a quanto trapela dalle indagini in corso, la Procura sembra escludere l’ipotesi del suicidio: per il resto, la morte del povero Ciro Ascione, il 16enne di Arzano scomparso sabato scorso, e ritrovato cadavere sui binari della stazione di Casoria (Napoli) nelle scorse ore, è un rebus.

Napoli, 16enne trovato morto sui binari: è giallo

La vicenda si tinge di giallo: e mentre è in ancora in fase di ricostruzione la dinamica di quanto avvenuto sui binari della tratta ferroviaria di Casoria (Napoli), dove ieri pomeriggio (martedì 23 gennaio ndr) è stato trovato il corpo senza vita del giovane, risultato poi essere quello di Ciro Ascione, il Mattino spiega che «incidente, magari indotto da un’aggressione o da un cattivo funzionamento del sistema di sicurezza delle porte, o omicidio.

Sono queste le ipotesi investigative su cui – apprende l’Ansa da fonti giudiziarie – sta lavorando la procura di Napoli Nord per venire a capo» dell’intricato caso. E ad alimentare ombre e sospetti, interviene ora il padre del ragazzo, che ancora poche ore fa, dagli studi di Chi l’ha visto, rilanciava l’ultimo appello della famiglia nella speranza che il giovane potesse in qualche modo essere rintracciato.

E invece Ciro è stato ritrovato quando ormai era senza vita, ma il genitore ne è certo: «Non è stato un suicidio: è stato lanciato dal finestrino del treno», ha dichiarato tra disperazione e denuncia il padre della vittima, Salvatore Ascione.

Il grido del padre: «L’hanno buttato giù dal finestrino»

«Dicono – spiega sempre l’uomo parlando con Chi l’ha visto News – che mio figlio si è lanciato dal finestrino. Mio figlio non era un ragazzo che aveva dei problemi. Ciro non aveva nessun motivo per suicidarsi. Aveva preso il treno per tornare a casa. Lungo la tratta è stato lanciato dal finestrino»…

E del resto, come riporta anche il Mattino, un primo esame sul corpo ha evidenziato ferite e contusioni compatibili con una caduta giù dal treno; e poi, c’è quella misteriosa telefonata anonima – riferita sempre dal quotidiano napoletano – che annunciava la morte del ragazzo… Al momento però, quel che è stato possibile ricostruire, è che Ciro ha passato il suo ultimo pomeriggio in compagnia della fidanzata che abita ai Quartieri Spagnoli di Napoli, e che di lui si sono perse le tracce sabato sera, quando stava tornando a casa e alla stazione centrale di Napoli il 16enne è stato immortalato per l’ultima volta dalle telecamere di sicurezza.

Poi più niente: il buio, il silenzio fino a quella terribile telefonata che ha annunciato il ritrovamento di un corpo sui sui binari a Casoria. E il corpo – finito lì dopo un suicidio, un omicidio o in seguito a un incidente, bisognerà scoprirlo – purtroppo era quello di Ciro Ascione.

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UNA BUONA NOTIZIA: PROGETTATE IN ITALIA LE “NAVETTE” CHE NEL SANGUE DARANNO LA CACCIA AI TUMORI

Eliminare le cellule tumorali attraverso delle minuscole particelle. Le nuove armi contro i tumori sono delle nano-navette create dai ricercatori dell’Istituto di tecnologia di Genova grazie a un finanziamento del Consiglio europeo della ricerca.

Gli studiosi sono stati coordinati da Paolo Decuzzi, direttore del Laboratorio di Nanomedicina di precisione dell’Istituto. Le particelle che cacciano le cellule cattive e le uccidono attraverso un farmaco sono state testate su diverse forme di tumore, come quello al seno e il glioblastoma. Inoltre, le nano-navette sono in grado di combattere il tumore e allo stesso tempo rafforzare le difese immunitarie.

A livello strutturale, queste armi sono state create in modo da essere soffici come le cellule o dure come le ossa, per riuscire così a confondersi tra esse e sfuggire agli attacchi del sistema immunitario, che se no proverebbe a eliminarle. La ricerca coordinata da Decuzzi è stata pubblicata sulla rivista Acs Nano.

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