IL GOVERNO PD FA LE NOMINE ALL’”INUTILE” CNEL: MA NON LO VOLEVANO ABOLIRE?

Non erano uno scherzo le dicerie sulle nomine ai vertici del Cnel. Il Consiglio dei ministri di oggi, su proposta del presidente Paolo Gentiloni, sentito il presidente del Consiglio nazionale dell’economia del lavoro (Cnel), ha deliberato il conferimento al consigliere della Corte dei conti Paolo Peluffo dell’incarico di segretario generale del Cnel. Lo rende noto palazzo Chigi. Incredibile, eppure era stato definito inutile e costoso proprio da Gentiloni e compagni.

Pochi giorni fa Giorgia Meloni aveva messo in guardia: “Gira voce che il governo starebbe per nominare i nuovi vertici del Cnel. Avete capito bene: lo stesso Cnel che Renzi e il Pd volevano abolire perché ritenuto inutile, ora, come per incanto, si trasforma in un prezioso strumento di occupazione del potere. Spero sia una diceria”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia e candidato premier, Giorgia Meloni. “Se è vero, a Camere sciolte e con un governo in carica solo per l’ordinaria amministrazione, sarebbe un’altra dimostrazione del disprezzo che questa gente nutre verso le istituzioni e i cittadini”.

Protesta ance Confimprenditori: “In queste ore sta emergendo come il governo Gentiloni, in carica solo per l’ordinaria amministrazione, si stia affrettando a nominare un nuovo segretario generale dell’ente di Palazzo Lubin. Non solo: il governo si sta preparando a respingere i 19 ricorsi presentati dagli esclusi del nuovo consiglio del Cnel, nominato per cooptazione con criteri di assoluto arbitrio, per blindare le nomine attuali. Nomine, ricordiamolo, firmate dal già ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, madrina della crociata referendaria che voleva abrogare il Cnel”. A sostenerlo in una nota è Confimprenditori.

Confimprenditori, si legge nella nota, “nei giorni in cui il governo nominava i nuovi membri del consiglio scriveva una lettera al presidente Gentiloni chiedendo di fermare le macchine e aprire una riflessione sul futuro dell’ente. Ora si va oltre utilizzando il Cnel come strumento per la campagna elettorale e casamatta per posizionamenti tattici. Gentiloni rischia però così di giocarsi in un colpo solo e proprio sul Cnel il ruolo di risorsa repubblicana e di uomo del dialogo”.

Confimprenditori fa appello alle forze politiche di opposizione “perché vigilino e alla presidenza della Repubblica perché custodisca la corretta gestione di un ente costituzionale come il Cnel. Che non sia consentito, ancora una volta, di gestire la rappresentanza delle parti sociali con i criteri della più selvaggia lottizzazione”.

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OBSOLESCENZA PROGRAMMATA? #APPLE E #SAMSUNG, LʼANTITRUST APRE UNʼINDAGINE SU PRATICHE SCORRETTE

L’Antitrust apre due indagini sui gruppi di Samsung e di Apple attivi in Italia per pratiche commerciali scorrette.

L’Authority intende verificare se corrispondano al vero diverse segnalazioni di consumatori e i primi esiti di un’attività preistruttoria svolta d’ufficio: le due aziende avrebbero sfruttato “le carenze di alcuni componenti per ridurre nel tempo le prestazioni dei loro prodotti e indurre i clienti ad acquistarne nuove versioni”.

Secondo l’Autorità, sarebbero stati inoltre proposti ai clienti “aggiornamenti software dei propri telefoni cellulari senza segnalare le possibili conseguenze dello stesso aggiornamento e senza fornire sufficienti informazioni per mantenere un adeguato livello di prestazioni di tali dispositivi, promossi ed acquistati per le loro specifiche ed elevate caratteristiche tecnologiche”.

Tali comportamenti “potrebbero risultare in violazione degli articoli 20, 21, 22 e 24 del Codice del Consumo”.

Samsung: estranei a tale pratica

“Samsung non rilascia aggiornamenti software al fine di ridurre le performance dei propri prodotti durante il loro ciclo di vita. La società conferma la propria totale collaborazione con l’Antitrust e si sta adoperando per fornire tutte le informazioni richieste al fine di chiarire la situazione. La soddisfazione dei nostri clienti è e sarà sempre la priorità della nostra azienda”, afferma un portavoce.

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“IL PD APPLICA LA CENSURA DI STATO”, BUFERA SUL BOTTONE ROSSO ANTI FAKE NEWS VOLUTO DA MINNITI

Il Viminale racconta di aver dichiarato “guerra alle fake news”. Contro le bufale in rete arriva infatti il ‘bottone rosso’ della Polizia, finestra presente sul sito della Ps online che consentirà ai cittadini piu’ sfaccendati di perdere il loro inutile tempo per segnalare tutte quelle notizie ritenute palesemente false o quantomeno sospette.

Un servizio che, soprattutto in vista delle elezioni, nelle intenzioni del ministro dell’Interno Marco Minniti che l’ha presentato ieri, servirà “a tutelare le persone di fronte a clamorose notizie infondate”, “uno strumento del tutto trasparente e legittimo di servizio pubblico”, ha spiegato, senza “nessuna idea di entrare nel dibattito politico”.

A finire sotto l’occhio della polizia postale – che verificherà le notizie segnalate per poi, una volta accertata l’infondatezza, di volta in volta dare risalto a eventuali smentite ufficiali, rimuoverla tramite i provider o, nel caso si fosse in presenza di reato, segnalarla all’autorità giudiziaria – saranno quindi notizie come, ad esempio, quella, clamorosamente fasulla, dei funerali di Toto Riina.

Ma la strategia anti bufala pensata dal Viminale non viene accolta con il calore sperato. A scatenare la bufera fra semplici utenti e operatori dell’informazione è infatti l’idea di un ‘Ministero della Verità’ di orwelliana memoria. E a decine hanno deciso di protestare sui social.

Tra le voci più autorevoli del dissenso, quella di Arianna Ciccone, ideatrice del Festival Internazionale di Giornalismo di Perugia:

“Quello che preoccupa e inquieta – scrive infatti la cronista su Facebook – è la mentalità che sottintende una iniziativa del genere. Un Ministero dell’Interno che delega la polizia a stabilire cosa è vero e cosa è falso. Lo fanno per proteggere i cittadini disarmati dalle false informazione. Non è compito dello Stato stabilire la verità. Quello lo fanno nei regimi autoritari. E se non siamo di fronte a un attacco diretto alla libertà di espressione, siamo comunque a piccole gocce di “veleno” instillate nelle vene della nostra democrazia”.

Ma Ciccone non è l’unica a criticare l’iniziativa denunciandone l’ambiguità. Su Facebook e Twitter sono in tanti a ‘ribellarsi’ al bottone rosso, definito “strumento per zittire l’informazione scomoda”, “censura di Stato”, “delazione di Stato”, “irragionevole”, “inefficace”, che autorizza “il ministero degli Interni a dirci qual è la verità”, introducendo il “concetto che la polizia possa giudicare arbitrariamente la liceità delle notizie”. “Chi controllerà i controllori?“, si chiede più di qualcuno.

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IL CALO DEGLI SBARCHI DI CLANDESTINI? È UNA FAKE NEWS DEL GOVERNO ITALIANO

“In queste ore oltre 1.600 tra migranti e clandestini stanno sbarcando sulle coste siciliane, da Palermo a Catania ad Augusta. La Sicilia è diventata il più grande campo profughi d’Europa, per espressa volontà del Pd di Renzi e Gentiloni e con il silenzio-assenso del M5S. Altro che sbarchi ridotti. Questa è la vera fake news che vuole diffondere Minniti”.

Lo afferma il deputato della Lega-Salvini e segretario regionale Sicilia occidentale Alessandro Pagano. “Mentre intere comunità scendono in piazza contro questa invasione, come avvenuto nell’agrigentino in queste settimane – aggiunge – ci sono rappresentanti istituzionali, come il sindaco di Palermo Orlando, nonché presidente Anci, che lancia un monito ai vertici europei per far venire in Italia altre migliaia di immigrati dal nord Africa.

Ma ai milioni di siciliani che vivono in condizioni di povertà chi ci pensa? Ai giovani siciliani in fuga dalla loro terra, al problema delle culle vuote, alla desertificazione urbana, chi ci pensa? Questa sinistra vuole provare a capovolgere i capisaldi della nostra società – continua Pagano – Il 4 marzo non si vota solo per il nuovo Parlamento, ma di fatto si tratta di un referendum per un nuovo modello di società: si vota o per chi pensa solo agli immigrati o per chi mette prima gli italiani”.

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