POI IN ARABIA SAUDITA SORGERÀ UN GRATTACIELO ALTO UN KM

A Gedda sorgerà un grattacielo alto 1000 metri che non avrà nulla da invidiare al Burj Khalifa di Dubai.

Il contratto da 165 milioni di dollari è stato firmato in Arabia Saudita e l’obiettivo degli sviluppatori immobiliari è piuttosto evidente: costruire l’edificio più alto del mondo.

La sfida dovrà essere completata in soli dodici mesi e il nuovo tetto della Terra sarà dotato di niente meno che 59 ascensori superveloci, di cui cinque a due piani, e 12 scale mobili.

“I lavori stanno andando secondo il calendario stabilito e ben presto, appezzamenti di terreno attigui saranno disponibili e pronti per lo sviluppo, da parte degli investitori locali e internazionali, di tutti i servizi di supporto”, ha spiegato ad Arab News Mounib Hammoud di Jeddah Economic Co, l’azienda che finanzia il progetto. Il contratto milionario è stato aggiudicato dalla locale Al-Fouzan General Contracting Co.

Il piano, concepito quando l’economia saudita andava a gonfie vele, ora si trova di fronte a un ambiente più difficile, in quanto il mercato immobiliare del paese sta crollando a causa delle difficili condizioni economiche causate dai bassi prezzi del petrolio.

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SONIA: “SONO DISPERATA, IL MIO LOCALE VA ALL’ASTA: FATEMI PAGARE”

Non chiede soldi, ma di poter pagare. Sonia vive a Torvaianica vicino a Ostia ed è disperata. “Non voglio dover ricorrere a quelle persone che mi hanno avvicinato, offrendomi il loro aiuto” racconta all’Adnkronos tramite Gabriella Sensi di Sos Impresa, associazione contro l’usura.

Sonia ha scelto la legalità, ma ora si trova di fronte alla prova forse più difficile della sua vita. Il suo locale, una tabaccheria,andrà all’asta il 25 gennaio, dopo una prima del 5 ottobre dell’anno scorso, andata deserta. “La mia è un’attività familiare – spiega -, ci viviamo in sei e finora, grazie a risultati economici insperati, sono riuscita a saldare le rate del mio debito, mille euro al mese per due anni, pagando sempre anche un giorno prima della scadenza”.

Ora le manca la maxi-rata finale: 110mila euro. Soldi che non ha, ma chiede di poter saldare con l’incasso della tabaccheria non in un’unica soluzione. “Abbiamo chiesto l’applicazione della legge 3/2012, la cosiddetta ‘salva-suicidi’ per creare un piano per la ristrutturazione del debito e fermare la vendita del locale, che da’ da vivere a tutta la sua famiglia” dice all’Adnkronos Gabriella Sensi di Sos Impresa.

Al fascicolo “mancano dei documenti che ho già richiesto, ma ancora non sono arrivati”, replica all’Adnkronos l’avvocato Ortensia Ebner, aggiungendo comunque che “c’è poco da sperare perché è tardi” e “il più delle volte al tribunale di Velletri queste procedure non vanno avanti a differenza di altri in tutta Italia tra cui anche quello della vicina Latina”.

La storia di Sonia comincia undici anni fa. E’ stato allora che ha acceso un mutuo di 96mila euro per l’acquisto di un locale commerciale, ma per due anni non è riuscita a farvi fronte perché aveva perso il lavoro.

E’ iniziata, allora, la procedura esecutiva immobiliare, ma “a salvarmi dal baratro”, dice, è stato “l’intervento di Sos Impresa” e “il grande aiuto dei Monopoli per l’acquisto di una licenza, quella per la tabaccheria, pagata con le entrate dell’attività”. “Grazie a risultati economici insperati e la ritrovata tranquillità familiare”, racconta, “ho potuto fare un accordo, dando subito 10mila euro e mille euro al mese per due anni, ma non ho i soldi per la maxi-rata finale. Potrei pagarla solo dilazionata“.

Impossibile anche solo immaginare di poter accedere a un finanziamento, visto che Sonia è stata segnalata undici anni fa come cattiva pagatrice all’inizio di questa lunga, estenuante vicenda. “Sono sincera alle aste, il bollettino è pubblico, ho anche incontrato chi ‘mi ha offerto di salvare l’immobile’, ma ho sempre detto di no perché ho deciso di vivere nella legalità e nel rispetto di me stessa”, conclude Sonia che stenta, ormai, a vedere una via d’uscita.

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SANITÀ? LE REGIONI SEMPRE PIÙ INDEBITATE PER PAGARE LE CURE AI CLANDESTINI…

Trattamenti urgenti, come il pronto Soccorso o il ricovero in ospedale. E ancora vaccinazioni, profilassi e bonifiche per le malattie infettive.
Senza dimenticare la tutela della salute del minore e della donna in gravidanza: tutto gratis. Lo dice la legge italiana. E Sanità gratuita anche verso i clandestini. Gratis per loro per noi invece è un salasso.

I costi per le Asl e per lo Stato

Le cifre sono altissime. Una ferita profonda nel sistema sanitario nazionale dalla quale fuoriesce denaro. I milioni che le Aziende sanitarie locali sborsano ogni anno per le spese agli irregolari sono molti.

Costi che pesano: molte asl si indebitano, finisco in rosso e sono costretta a tagliere personale e posti letto. Inoltre cono costrette – soffocate dal peso delle spese – a chiedere aiutare allo Stato.

La situazione ha due punti cruciali. E vanno a braccetto. Lo Stato rimborsa solo una parte delle spese, pescando i soldi dal Sistema sanitario nazionale, alimentato chiaramente dalle tasse degli italiani. Il motivo? Arriviamo così al secondo problema.

I costi sono dovuti a immigrati irregolari e “non profughi, sbarcati o richiedenti asilo, inseriti in qualche modo in un sistema di accoglienza, sostenuto, almeno in parte, dall’ Europa”, come sottolineano da La Verità.

In termi tecnici vengono definiti stranieri temporaneamente presenti. Per loro lo Stato, attraverso il ministero della Saluteha stanziato 31 milioni di euro. Cifra sottostimata che basterà a pagare forse due terzi del totale.

Accade sempre così: chiedetelo all’Emilia Romagna che nel solo 2016 ha speso la bellezza di 8 milioni di euro per erogare “servizi e prestazioni essenziali a cittadini stranieri non in regola”. Ne sono rientrati solamente 3,2 milioni.

Nel 2015 invece le Ausl del territorio spesero in tutto 7,7 milioni di euro per assistere i clandestini e, anche in quel caso, ottennero un rimborso solo parziale, pari a 5,5 milioni.

I numeri aumentano andando a controllare gli anni passati: “dal 1998 al 2014 le sanitarie dell’Emilia Romagna hanno erogato prestazioni ad irregolari per 90,8 milioni di euro”, sottolinea La Verità. Anche in questo caso ne sono due terzi, ovvero 60 milioni.

Anche il Veneto non è messo meglio. “Nel 2016 – si legge sul quotidiano diretto da Maurizio Belpietro – le spese complessivamente rendicontate sono state pari a 8.501.000 euro, cifra in costante crescita negli ultimi anni (+22% tra il 2014 e il 2015 e ancora +6% nell’ ultima rilevazione)”. Cifre da capogiro che non trovano rimborsi adeguati.

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COREA DEL NORD? LA GUERRA È A UN PASSO: I BOMBARDIERI NUCLEARI ASSEDIANO IL LEADER CICCIOTTELLO

Nonostante il segnale distensivo della sfilata olimpica, il cerchio attorno alla Corea del Nord e a Kim Jong-un continua a stringersi.

Non soltanto per il blocco navale stabilito dagli Stati Uniti, ma per le manovre di guerra avviate da Donald Trump. In primis il Pentagono, che sta rafforzando il proprio schieramento di forze nell’isola di Guam, sede della base aerea Andersen.

Si tratta della base più vicina a Pyongyang per un eventuale attacco, a 3.400 chilometri. Ma, soprattutto, l’accelerazione militare è arrivata insieme a tre letali bombardieri invisibili ai radar, i B-2 Spirith, che dallo scorso venerdì sono a Guam.

Si tratta di velivoli in grado di penetrare nello spazio aereo nordcoreano senza essere n alcun modo intercettati: possono sganciare ordigni nucleari e fino a due bombe ad alta precisione.

Ordigni, questi ultimi – potentissimi ma convenzionali – in grado di distruggere i siti segreti nei quali il regime comunista sta sviluppando il suo programma nucleare e missilistico.

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