ARRIVA A SCUOLA CONGELATO DOPO 4 KM A -9 GRADI: LA FOTO DI QUESTO BIMBO CINESE DIVENTA VIRALE

Arriva dalla Cina la foto che sta facendo commuovere il web: è quella di un bambino di dieci anni arrivato a scuola con i capelli ghiacciati e le mani spaccate dal freddo dopo aver percorso quattro chilometri a piedi alla temperatura di -9 gradi.

Il piccolo è uno dei molti “liushou”, i bambini “lasciati indietro” in un Paese dove megalopoli futuristiche convivono con aree rurali in cui le case sono costruite con fango essiccato.

Il bambino vive in una capanna con i suoi nonni, dato che i genitori sono in città differenti per lavoro. Lo sviluppo industriale cinese negli anni ha costretto quasi 300 milioni di contadini a lasciare le campagne per trovare lavoro in catene di montaggio e cantieri.

“Mi piace molto la scuola, possiamo avere pane con il latte a pranzo e si imparano un sacco di cose belle”, detto il bambino la cui foto è diventato subito virale. Molti cinesi, sui social network, si sono mobilitati per fornire stufe e giacche agli alunni della sua zona.

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IL CORAGGIO DI GESSICA NOTARO, POSTA SU INSTAGRAM IL PRIMISSIMO SCATTO DOPO LʼAGGRESSIONE CON L’ACIDO DA PARTE DELL’EX

Il volto tremendamente sfregiato, le bende, i segni della sofferenza.

E’ questo lo scatto pubblicato da Gessica Notaro nel giorno del primo anniversario dall’aggressione con l’acido subita dal suo ex fidanzato, Eddy Tavares.

“Questo era il mio primo risveglio al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena”, scrive Gessica su Insagram, “ero spaventatissima, ma nonostante ciò sono riusciti a strapparmi un sorriso”

Nel lungo post che accompagna la foto, Gessica vuole ringraziare chi le è stato accanto in quei momenti difficili: “Grazie ai familiari e agli amici veri che mi hanno raggiunta immediatamente da ogni parte del mondo, ma soprattutto grazie a quella che in quei 2 mesi è diventata la mia nuova famiglia e che tutt’oggi mi è di grande supporto”.

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11 Gennaio 2017. Esattamente un anno fa. Questo era il mio primo risveglio al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena. Ero spaventatissima, ma nonostante ciò sono riusciti a strapparmi un sorriso.. 🤗grazie ai familiari e agli amici veri che mi hanno raggiunta immediatamente da ogni parte del mondo, ma soprattutto grazie a quella che in quei 2 mesi è diventata la mia nuova famiglia e che tutt’oggi mi è di grande supporto. In particolar modo vorrei ringraziare: Dott.Davide Melandri, Dott.Andrea Carboni, Dott.Roberto Neri, Dott.Gaiba e Dott.Ziosi, tutto lo staff delle infermiere meravigliose (soprattutto Giada e Greta che rimarranno per sempre nel mio cuore)… Ed infine i medici che ancora dopo 1 anno si prendono cura di me con grande disponibilità e costanza…. Dott. Luca Cappuccini (oculista) e Dott. Davide Brunelli (dermatologo).. Ah dimenticavo… “Santa donna” la mia fisioterapista Giulia Rocchi che mi dovra’ sopportare tutti i giorni ancora per molto tempo😂 Grazie di cuore a tutti voi per avermi fatto vivere questa dolorosa esperienza in una maniera molto più accettabile. Siete tutti quanti delle persone splendide. Avete migliorato la mia vita ed arricchito la mia anima. Grazie ancora. Vi voglio bene❤️ Gessica❤️ #gessicanotaro #aggressioneconacido #noallaviolenzasulledonne #noallaviolenzaingenerale #nosedañaaquiensequiere

Un post condiviso da Gessica Notaro (@gessica.notaro) in data:

L’ENDORSEMENT CHE NON VORRESTI, L’OUTING DI ELSA FORNERO: “VOTERÒ EMMA BONINO”

In questa campagna elettorale tutti sono alla ricerca di endorsement per la propria lista.

Uno non desiderato era sicuramente quello dell’impopolare ex ministro Elsa Fornero che mercoledì mattina in diretta su Rai3 ha svelato le proprie preferenze politiche: “Io a oggi sarei intenzionata a votare Emma Bonino”.

Ha detto ad Agorà. Preferirebbe quindi che Emma Bonino andasse in alleanza col Pd?

“Sì, io sono una grande sostenitrice, diciamo che ho avuto molte delusioni dal Partito democratico, ma abbiamo delusioni da tanti, e sarei contenta di avere un governo come il Gentiloni che abbiamo avuto”, aggiunge l’ex ministra.

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L’INTERVISTA A SALVINI: “NIENTE PATTI CON M5S, SONO TROPPO VOLUBILI. MARONI? MI SONO DOVUTO ADEGUARE”

«Le differenze da Forza Italia? Sono naturali. Siamo partiti diversi. Sui vaccini, io resto per la libertà di scelta». Matteo Salvini ha appena festeggiato il via libera degli alleati alla corsa in Lombardia di Attilio Fontana: «Maroni mi ha detto di avere fatto in Lombardia tutto quello che voleva e poteva. Non ho potuto che prenderne atto».

Lei come l’ha vissuta? La scelta del presidente lombardo qualche problema glielo ha creato…

«Certo avrei preferito che si ricandidasse. Volevo che si ricandidasse. Però, ne abbiamo parlato tre volte: la prima mi ha detto che stava maturando la decisione, poi me l’ha confermato. Che potevo fare? Le scelte di carattere personale vanno rispettate e non discusse. E così, abbiamo individuato in Attilio Fontana il miglior candidato».

I sondaggi di Alessandra Ghisleri dicono che Mariastella Gelmini è più nota. Non conta?

«I sondaggi commissionati, da altri e non da noi, ci dicono che Fontana è in ampio vantaggio comunque».

Il via libera a Fontana è apparso difficoltoso. Gli alleati come l’hanno presa?

«Con loro ne avevamo parlato domenica. Avevamo anche individuato un profilo comune, e difatti lo avevamo scritto nel comunicato finale. Tutti i presenti sapevano il nome e il cognome che corrispondevano a quel profilo».

Però, Silvio Berlusconi ha rilanciato il nome di Mariastella Gelmini.

«Mah, se qualcuno ha voluto fare approfondimenti, ci sta. Un paio di giorni di riflessione ci possono stare…».

In Lega c’è chi pensa a un patto segreto tra Maroni e Berlusconi per mettere in difficoltà Salvini. Lo pensa anche lei?

«Queste cose si leggono nei retroscena sui giornali. Io non faccio patti segreti e stranezze, dunque non penso che li facciano neanche gli altri».

Il via libera a Fontana costerà qualcosa alla Lega? Per esempio, il candidato governatore in Friuli Venezia Giulia che lei indicava in Massimiliano Fedriga.

«In Friuli si vota il 29 aprile, e anche in altre regioni si andrà alle urne più avanti. L’urgenza ora è il 4 marzo, per le Politiche e le Regioni al voto. Per il resto, si può discutere con più calma di tutto».

A proposito, lei dove si candiderà?

«Credo di essere l’unico segretario di partito che non ci ha ancora pensato. Di certo, mi piacerebbe candidarmi nella mia città, Milano. E poi, sono orgoglioso del fatto che mi hanno chiesto di correre in parecchie realtà del Sud: e credo proprio che ci sarò. Vorrei anche sfidare Renzi, oppure la Boschi o la Boldrini».

Spesso emergono posizioni diverse da Forza Italia. Ieri, sui vaccini.

«È chiaro che all’interno di un programma comune ci possono essere alcune differenze. Sull’obbligo vaccinale io preferisco la libertà di scelta. Per dire: noi siamo anche per la tassazione della prostituzione e l’abolizione della legge Merlin. Ci deve essere un’idea comune, ma sensibilità specifiche diverse sono è naturali».

Renzi dice che, data la posizione sui vaccini, «esiste un’alleanza non scritta (per ora)» tra voi e i 5 Stelle.

«Renzi è un ignorante che dimostra la sua ignoranza. Io i vaccini ai miei figli li ho fatti fare, ma sono contrario all’obbligo. La Lega ha anche proposto che lo Stato si faccia carico di esami pre vaccinali. La verità è che siamo l’unico paese al mondo sotto esperimento, nessun altro ha dieci vaccini obbligatori. Quanto ai 5 Stelle, cambiano idea troppo spesso per poterci fare patti».

I giornali, anche stranieri, dicono che promettete la luna. Assai citata tra le promesse non sostenibili, l’abolizione della legge Fornero.

«Il governo Salvini cancellerà la Fornero. La sostenibilità è la gabbia che ci hanno costruito intorno. Negli ultimi 16 anni ci hanno rinchiuso come criceti, ci hanno fatto correre in nome del risanamento. Risultato, negli stessi anni abbiamo perso 2000 euro di reddito pro capite ma il debito è enormemente aumentato».

Come si paga l’abolizione della legge Fornero?

«Rimettendo i soldi in tasca. Così la gente li spende e l’economia riparte. Un’altra cosa su cui io e Berlusconi non siamo d’accordo è il limite di spesa per il contante: lui lo fisserebbe a 5000 euro, io lo abolirei del tutto».

Il jobs act va bene?

«Nel jobs act ci sono parti che non butterei via. E mi rifiuto di tornare all’art. 18 per le piccole e medie imprese. Ci sono cose dei governi precedenti che hanno avuto effetti positivi: superammortamenti, gli incentivi fiscali al lavoro… Non è che dobbiamo fare tabula rasa di tutto».

Ma per il lavoro cosa proponete?

«Io sto pensando a una cosa che è da poco entrata in vigore in svizzera: uno stipendio minimo orario al sotto del quale non si possa andare».

Un rapporto Usa sostiene che ricevete fondi dal Cremlino. È vero?

«Io ritengo che Putin sia un grande e lo penso gratis. Il governo Salvini andrà a Bruxelles a chiedere di cancellare le sanzioni contro la Russia. Solo fake news….».

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