IL CONIGLIO PIÙ GRANDE AL MONDO? PUÒ RAGGIUNGERE PERSINO UN METRO E MEZZO DI LUNGHEZZA – VIDEO

Abbiamo sempre pensato ai conigli come soffici animaletti da compagnia di dimensioni contenute, il giusto per stare in una gabbietta. In realtà esiste in natura una specie in grado di superare il metro di lunghezza (il record è di 129,5 centimetri): il Gigante di Fiandra.

Questo particolare coniglio è allevato come animale domestico e utilizzato persino nell’ambito della pet therapy.

Non solo, la specie ha ispirato uno dei registi più famosi al mondo: Peter Jackson si è infatti ispirato a questi teneri giganti per la realizzazione del film “Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato”.

Proprio a causa delle sue dimesioni, il Gigante di Fiandra deve seguire una dieta molto rigida e, ovviamente, più ricca in termini di quantità rispetto a un semplice coniglio.

Fonte: Qui

QUELLA TASSA OCCULTA SUL CANONE RAI…

Il Focus di R&S Mediobanca sulle dinamiche del settore televisivo italiano attraverso l’analisi dei bilanci nell’arco temporale tra il 2012 e il 2016 presentato venerdì scorso dalla dottoressa Nadia Portioli ha richiamato la mia attenzione.

Oltre ad apprendere i buoni risultati fatti registrare nel 2016 dai tre big del settore, mi sono soffermato con una certa curiosità sulle voci relative alla nostra televisione di Stato. Visto che si paga il canone e proprio dal 2016 il prelievo avviene direttamente dalla bolletta elettrica, si tratta, a ben vedere, di una curiosità più che legittima. Ebbene, dei 100 euro che abbiamo pagato nel 2016 solo 83 sono finite nelle casse della Rai, il resto in quelle dello Stato.

Normale? Mica tanto! Io, come credo tutti i cittadini-contribuenti possessori di un televisore, ritenevamo che tutto il prelievo dovesse finire al servizio pubblico radiotelevisivo, magari per migliorare la qualità-utilità delle trasmissioni. Invece non è così: 17 euro dei famosi 100 hanno preso in quell’anno la direzione della finanza pubblica.

Una vera e propria tassa occulta (è lecito pensare che ce ne siano altre e ci si guarda bene dal comunicarlo). Un canone tradito, insomma. Come se nel Belpaese già non fosse esagerato il livello di tassazione. Ma la trasparenza con stranezze assortite, si sa, non è la virtù più in voga nel Palazzo.

E, se proprio vogliamo dirla tutta per restare sul terreno delle stranezze legate al servizio pubblico radiotelevisivo di Stato, è illogico e disarmante che a fronte delle copiose entrate con l’obbligatorietà del canone non si assista parimenti ad una drastica riduzione della pubblicità.

Come sempre evidenziato dal citato prezioso studio di Mediobanca succede in altri Paesi. È una posizione di privilegio incongrua e contro la libertà di mercato. Servono nuove regole. E un palinsesto trasparente e ragionevole.

Oltre ad apprendere i buoni risultati fatti registrare nel 2016 dai tre big del settore, mi sono soffermato con una certa curiosità sulle voci relative alla nostra televisione di Stato. Visto che si paga il canone e proprio dal 2016 il prelievo avviene direttamente dalla bolletta elettrica, si tratta, a ben vedere, di una curiosità più che legittima.

Ebbene, dei 100 euro che abbiamo pagato nel 2016 solo 83 sono finite nelle casse della Rai, il resto in quelle dello Stato. Normale? Mica tanto! Io, come credo tutti i cittadini-contribuenti possessori di un televisore, ritenevamo che tutto il prelievo dovesse finire al servizio pubblico radiotelevisivo, magari per migliorare la qualità-utilità delle trasmissioni. Invece non è così: 17 euro dei famosi 100 hanno preso in quell’anno la direzione della finanza pubblica.

Una vera e propria tassa occulta (è lecito pensare che ce ne siano altre e ci si guarda bene dal comunicarlo). Un canone tradito, insomma. Come se nel Belpaese già non fosse esagerato il livello di tassazione. Ma la trasparenza con stranezze assortite, si sa, non è la virtù più in voga nel Palazzo.

E, se proprio vogliamo dirla tutta per restare sul terreno delle stranezze legate al servizio pubblico radiotelevisivo di Stato, è illogico e disarmante che a fronte delle copiose entrate con l’obbligatorietà del canone non si assista parimenti ad una drastica riduzione della pubblicità.

Come sempre evidenziato dal citato prezioso studio di Mediobanca succede in altri Paesi. È una posizione di privilegio incongrua e contro la libertà di mercato. Servono nuove regole. E un palinsesto trasparente e ragionevole.

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Fact checking

“BANCHE E CONTI CORRENTI, COME SALVERÒ GLI ITALIANI”; PARLA BORGHI, L’ANTI-PADOAN

Perché Salvini ha scelto proprio lei per sfidare il ministro dell’ Economia, Padoan, nel collegio di Siena?

«Perché sono il nume tutelare dei risparmiatori: nel 2013 fui il primo a denunciare che con il salvabanche il Pd li stava espropriando dei loro averi. Volevano far passare l’ operazione sotto silenzio: giornali e tv minimazzavano, finché il pensionato di Civitavecchia che aveva perso tutto non si uccise».

E lei come intende tutelare i risparmiatori?

«Parto dalla Costituzione, la quale stabilisce che il risparmio va tutelato in tutte le sue forme, attribuendogli un valore superiore perfino alla libertà personale. Il risparmiatore non può farsi carico della solvibilità di una banca, come vuole il bail-in. Pertanto tutti gli obbligazionisti vanno risarciti in base al prezzo d’ acquisto e i conti correnti devono essere tutelati fino ai 200mila euro da un fondo statale, come accade negli Usa; non fino a 100mila da un fondo interbancario come avviene da noi. E non dimentichiamo i piccoli azionisti, o direttamente truffati come nel caso delle banche venete o ingannati come i piccoli azionisti di Banca Etruria e Mps».

Ma chi paga?

«Se un istituto fallisce, lo si venda. Se restano buchi, tocca a Bankitalia, che ha omesso di vigilare, tapparli. Quanto agli amministratori che l’ hanno fatto fallire, vadano in cella».

L’ Europa sta varando un codice di tutela del risparmiatore: che ne pensa?
«È un tomo alto una spanna, che non sarà letto neppure dagli addetti ai lavori e scarica ancora ogni problema sulle spalle dei risparmiatori. In un mondo normale un prodotto finanziario dovrebbe essere descritto in termini comprensibili a tutti, esattamente come un mutuo».

Lei è contro l’ euro, eppure si dice che uscire dalla moneta unica distruggerà i risparmi degli italiani…

«I minibot, presenti nel programma del centrodestra, sono un primo passo verso la doppia valuta. L’ euro è il nostro veleno, non la nostra salvezza. È l’ opposto di quel che l’ Europa dice: se uno Stato ha una moneta propria non è ricattabile, come la Gran Bretagna, che proprio perché non ha l’ euro può andarsene. Se invece hai l’ euro, non puoi stampare moneta e non sei più padrone del tuo debito, quindi subisci il ricatto dello spread, cosa che non capita al Giappone che pure ha un debito del 220%, mentre il nostro è al 130».

Ma cosa fa: un leghista che difende il debito pubblico?

«Nel 2008 l’ Europa aveva un debito pubblico del 60%, ed è entrata in crisi. Oggi ce l’ ha al 90 eppure ne è uscita: la psicosi del debito è figlia della propaganda europea, che ci terrorizza per comandarci. Lo disse anche Prodi».

Ma difende anche la spesa pubblica?

«Pensare, come Monti, di crescere tagliando la spesa è come pensare di levare l’ aria per gonfiare una gomma».

Perché l’ Unione Europea è terrorizzata dalle destre?

«La destra non fa paura politicamente ma economicamente. L’ Europa non è unita, è un centro di conflitti d’ interessi dove si prendono scelte che non possono essere uguali per tutti sulla base di rapporti di forza. Pertanto noi subiamo.

La Ue teme le destre perché, a differenza delle sinistre, non fanno gli interessi della Germania ma degli Stati che rappresentano e dei cittadini che le hanno elette».

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AGGREDITO IN CASA, 87ENNE PICCHIATO A SANGUE E RAPINATO

Prima con un raggiro hanno convinto l’anziano ad aprire la porta di casa. Poi, per riuscire a sottrargli il portafoglio, non hanno esitato a strattonarlo e scaraventarlo a terra.

Il violento episodio è accaduto a Staffolo, frazione di Torre di Mosto. La vittima della rapina è un uomo di 87 anni, P.A. le sue iniziali, che nella caduta è rimasto ferito ed è dovuto ricorrere alle cure dell’ospedale. Il bottino è di qualche centinaia di euro.

L’episodio è accaduto nella serata di sabato. Ma lo si è appreso solo ieri, dopo che la notizia è rimbalzata attraverso la rete del controllo del vicinato attivo in paese ed è stata poi confermata dai parenti dello stesso anziano.

L’uomo vive da solo in un’abitazione all’inizio del centro abitato di Staffolo, a ridosso della provinciale 57 che collega Torre di Mosto a Stretti. Sabato sera l’87enne si trovava in casa e stava guardando la televisione. Secondo quanto si è appreso, poco dopo le 19 è suonato il campanello dell’abitazione. P.A. si è recato alla porta e dall’interno ha chiesto chi fosse a bussare. Dall’altra parte della porta, secondo il racconto fatto dai familiari della vittima, ci sarebbero state due persone.

Avrebbero risposto all’anziano che si trattava di dover pagare l’affitto di un qualcosa di non meglio precisato. Uno stratagemma con cui sono riusciti a convincerlo ad aprire la porta, per chiarire i termini della strana richiesta.

Secondo la ricostruzione dei fatti, appena aperto l’uscio, l’anziano è stato spintonato con violenza, tanto da cadere a terra sbattendo il capo, con la conseguente fuoriuscita di sangue. I due malviventi hanno approfittato del trambusto per prendergli il portafoglio e poi si sono dati alla fuga.

Pur dolorante per la caduta, P.A. è riuscito invece a trascinarsi fino al telefono per lanciare l’allarme, chiedendo aiuto a uno dei nipoti.

In pochi minuti sul posto è accorso così un altro nipote, che abita nelle vicinanze della casa dell’anziano. Al suo arrivo, P.A. era ancora a terra dolorante e sporco di sangue. Secondo il racconto dei familiari, i malviventi non avrebbero fatto in tempo a rovistare nelle stanze, forse perché spaventati dal sangue per la ferita riportata dall’anziano nella caduta.

Il bottino, dunque, sarebbe limitato al portafogli dell’uomo, all’interno del quale c’era una somma in contanti. La cifra esatta non si conosce, ma potrebbe trattarsi di qualche centinaia di euro. In questi giorni, infatti, l’uomo doveva pagare il bollo dell’auto.

All’87enne non è rimasto che rivolgersi alle cure dei sanitari. Anche ieri, accompagnato dal nipote, è dovuto ritornare in ospedale per ulteriori accertamenti clinici.

Oltre a un trauma cranico e a un forte stato di choc, l’anziano avrebbe riportato nella caduta anche una sospetta frattura del bacino femorale. Vista anche la sua età avanzata, ne potrebbe avere per un paio di mesi. La notizia della rapina ha rapidamente fatto il giro di Staffolo. Sulla rapina stanno indagando i carabinieri.

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