KEVIN SPACEY LICENZIATO E “HOUSE OF CARDS” RIPARTE SENZA DI LUI

Alla fine “House of Cards” ha vinto contro scandali, sospensioni e incertezze. La sesta ed ultima stagione della serie si farà. Senza Kevin Spacey. 

La produzione riprenderà all’inizio del 2018 e prevede un totale di 8 episodi, che avranno come protagonista Robin Wright nel panni di Claire Underwood, ovvero la moglie di Frank Underwood, personaggio principale interpretato, nelle edizioni precedenti, da Spacey.

La famosa serie sulla Casa Bianca era stata sospesa lo scorso ottobre, dopo le accuse di molestie sessuali che hanno colpito il suo attore protagonista e simbolo, Kevin Spacey (il diabolico presidente Underwood).

Da allora tante le incertezze sulla ripresa, fino all’accordo di pochi giorni fa: la sesta serie ci sarà. Come evolverà la trama dello show con l’assenza di Spacey è adesso l’unica incognita.

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“ANGELINA JOLIE? NON C’ENTRA NIENTE. VOGLIO SOMIGLIARE A…”: LA VERA STORIA DI SAHAR

Qualche ‘ritocchino’ c’è, e si vede, ma si tratta di interventi di rinoplastica molto comuni nel suo paese, che si contende il primato mondiale della chirurgia estetica con il Brasile.

La 22enne iraniana Sahar Tabar, che diceva di essersi sottoposta a una cinquantina di interventi per assomigliare ad Angelina Jolie, in realtà non è diventata ciò che fingeva di essere su Instagram.

Nelle sue foto ‘vere’, infatti, la ragazza presenta solo i segni di un intervento chirurgico al naso. Ciò che ha pubblicato sul suo profilo Instagram, che l’ha portata alla fama mondiale, è invece effetto di un gran lavoro combinato di trucco, creatività e abilità nell’utilizzo di Photoshop.

Le foto pubblicate sull’account Instagram, la cui privacy ora è stata ristretta, hanno suscitato da un lato molta preoccupazione per le sorti della ragazza, dall’altro hanno attirato diversi haters che l’hanno insultata e derisa, paragonandola alla ‘sposa cadavere’ di Tim Burton.

Più che di Angelina Jolie, infatti, Sahar è una grande fan del regista visionario e tra i suoi film preferiti ci sono proprio ‘La sposa cadavere’ e ‘Nightmare before Christmas’.

Per ottenere gli occhi chiari nelle sue foto, prima di ritoccarle in digitale, Sahar ha utilizzato lenti a contatto azzurre e bianche.

La storia del dimagrimento preoccupante (alcuni media avevano parlato anche di una perdita di peso di 40 kg) è probabilmente la ciliegina sulla torta di una vera e propria bufala: Sahar è sempre stata di corporatura esile e non ha mai fatto diete drastiche. Lo riporta anche MarieClaire.it.

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L’ENNESIMA BEFFA: CON LE NUOVE VALVOLE SUI TERMOSIFONI, PAGHI ANCHE SE SONO SPENTI

Arrivano brutte sorprese dalla bolletta dei consumi del gas domestico. Anche se durante il periodo estivo i termosifoni restano spenti, per colpa dei ripartitori di calore – ormai obbligatori per legge – vengono rilevati come se fossero accesi. L’allarme è partito dalla rivista il Salvagente dell’associazione Altroconsumo, dopo che l’inquilino di un condominio di Melzo, in provincia di Milano, ha scoperto costi sospetti sul riscaldamento in piena estate.

 Il signor FrancoLodigiani ha raccontato la sua scoperta all’associazione dei consumatori fatta lo scorso settembre, quando la scatoletta aveva rilevato 315 scatti, circa 30 euro, cioè il 5% del consumo di un anno, nonostante gli strumenti per la rivelazione dei consumi fossero stati azzerati alla fine dell’inverno.

Il fenomeno ha una spiegazione tecnica, ma non ancora una soluzione, come ha chiarito Franco Pozzoni, presidente di Cna installazione impianti in Lombardia: “È normale, la scatoletta bianca misura la differenza di calore del radiatore rispetto all’ambiente- se ho un radiatore che è irraggiato dal sole durante l’estate, e si scalda la piastra d’acciaio, questa diventa cada rispetto all’ambiente, il ripartitore comincia a conteggiare”.

Il giornale ha contattato un ingegnere ed ha confermato che è sufficiente quindi una differenza di temperatura anche pari a 3-4° tra radiatore e atmosfera circostante per avviare il conteggio degli scatti.

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SALAME NOSTRALE RITIRATO PER POSSIBILE PRESENZA DI SALMONELLA, FAI ATTENZIONE

Un lotto di salame nostrale a marchio La Bottega di Adò è stato richiamato dal ministero della salute per la presenza di salmonella.

Il prodotto interessato dal provvedimento, riporta ilfattoalimentare.it è venduto in formato da 800 grammi e fa parte del lotto 170893.

Si raccomanda di non consumare il prodotto (che proviene dallo stabilimento di via Nerino Garbuio a Montignoso, in provincia di Massa Carrara) con il numero di lotto interessato dal provvedimento.

L’azienda precisa che è stato inviato un avviso di richiamo da esporre in tutti i punti vendita in cui è stato distribuito il salame.

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