I TRUCCHI PER LA CONSERVAZIONE DELLE BANANE: COSA FARE E COSA NO

La banana è uno dei frutti preferiti a ogni età, pratica da mangiare, molto nutriente, non conosce rivali per uno snack sano.

Eppure spesso ci si ritrova a dover buttare parte del casco comprato, visto che ormai le banane si sono annerite nel giro di pochi giorni. Come evitarlo allora?

Innanzitutto bisogna evitare di conservare le banane in frigo, perché la buccia dei frutti tropicali non tollera le basse temperature a lungo, meglio quindi una fruttiera a temperatura ambiente.

A quel punto però vanno tenute alla larga le mele, visto che queste producono etilene e accelerano la maturazione.

C’è anche un modo per allungare la vita delle banane di altri 3-4 giorni, semplicemente coprendo con una pellicola il picciolo, in modo da frenare la fuoriuscita di etilene e quindi rallentarne la maturazione.

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POP VICENZA, LA VERGOGNA NASCOSTA DIETRO LE TRUFFE AI RISPARMIATORI

La vergogna nascosta dietro le truffe ai risparmiatori. I membri del CdA di Popolare Vicenza, proprio mentre le inchieste stavano facendo emergere il crac dell’istituto, hanno cercato di occultare in qualsiasi modo i propri beni per evitare che potessero venire usati come risarcimento per i truffati.

Trasferimenti di proprietà, donazioni, spostamenti di immobili e quote in fondi patrimoniali, spiega il Corriere della Sera: tra il 2015 e il 2017 i vertici dell’istituto vicentino guidato da Gianni Zonin hanno cercato di occultare tutto, presi dal panico per le perquisizioni e i sequestri ordinati dai magistrati. Una corsa contro il tempo che però potrebbe non essere servita loro.

Secondo le carte in possesso del Corsera, il 4 dicembre 2015 il consigliere Marino Breganze dopo essersi disfatto delle abitazioni che possiede a Verona ha venduto con due rogiti distinti tutti i terreni dei quali era proprietario nella stessa provincia.

Il 23 tocca al suo collega Andrea Monorchio, che ha donato ai figli i beni che possiede a Roma. L’11 dicembre Gianfranco Pavan vende un immobile alla Usl di Vicenza. Il 1 gennaio 2016 è Zonin a donare al figlio una parte dei beni con diritto di abitazione, mentre il 13 maggio cede la restante parte alla consorte.

Il più scaltro e protetto è Giovanni Dossena, che già nel 2013 fece confluire i propri beni in un fondo patrimoniale costituito nel 2002. Il 16 marzo Maria Carla Macola dona le proprietà che ha a Belluno e con due rogiti dona ai figli gli appartamenti che possiede a Padova riservandosi il diritto di abitazione. E così via, per altri casi.

Resta un dubbio: perché in tutti questi mesi i tre liquidatori ViolaFerrario e Di Cecco non hanno chiesto il sequestro cautelativo dei beni dei 32 amministratori di Vicenza già citati per mala gestione?

E ancora, perché il governo e il ministero dell’Economia, che ha nominato i tre liquidatori, hanno fatto finta di nulla?

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LA FOLLIA EGIZIANA SULLA SEXY-CANTANTE, IL SUO ULTIMO VIDEO È TROPPO SEXY: ARRESTATA DALLA POLIZIA (Giudica tu…)

La polizia egiziana ha arrestato la cantante pop Shyma dopo la diffusione del suo ultimo video musicale, ritenuto troppo osé.

Il brano “Ho dei problemi” è ricco di allusioni sessuali, nel filmato la cantante appare in lingerie mentre mangia una banana davanti a una lavagna con su scritto “Class #69” e le lettere “Vag”.

Contro la cantante si è schierata anche la stampa egiziana, come il giornale Youm 7 che ha definito il suo un esempio di “dissolutezza” per i giovani.

L’accusa contro Shyma è di “istigazione alla depravazione”.

Dopo l’ondata di polemiche, la cantante ha dovuto chiedere scusa su Facebook: “Mi scuso con tutte le persone che hanno visto la clip e che sono rimaste sconvolte, interpretandola nel modo sbagliato. Non immaginavo che sarebbe accaduto questo”.

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Il video dello scandalo

SE L’EGITTO PROVA A DIRE NO ALLA POLIGAMIA

Gli egiziani vogliono modernizzare il matrimonio con l’aiuto di Facebook e degli altri social media.

Gli attivisti dei diritti umani propongono di aggiungere una condizione speciale ai contratti di nozze. La modifica prevede di richiedere il consenso della prima moglie nel caso in cui il marito ne voglia sposare una seconda in caso di poligamia.

Abdel Moneim al-Alimi, parlamentare e membro del Comitato Legislativo e Costituzionale, ha detto a Al-Monitor che questa campagna sui social media va di pari passo con il progetto di legge che ha presentato il 2 ottobre al parlamento egiziano per modificare la legge sul matrimonio.

La proposta comprende diverse condizioni che dovrebbero garantire la validità del contratto di nozze. Una condizione prevede che il secondo contratto di matrimonio diventi nullo se la prima moglie del marito non ne fornisca l’approvazione scritta.

Ciò ha scatenato un ampio dibattito in Egitto, tra coloro che credono che questa condizione sia uno dei diritti fondamentali della prima moglie, contro coloro che la ritengono contraddittoria nei confronti della sharia islamica, che consente invece agli uomini di sposare fino a quattro donne.

Ahmed Khalil, capo dei partito parlamentare Nour ha sottolineato che i giovani egiziani sono appena in grado di sposarsi una volta, per non parlare di un secondo matrimonio. Il Parlamento dovrebbe emanare leggi che rendano più facile per i giovani sposarsi invece di affrontare casi eccezionali.

Abla Ibrahim, direttore del Dipartimento femminile della Lega araba, invece ha detto di non essere d’accordo con una condizione così irragionevole nel contratto di matrimonio. All’inizio del loro matrimonio, entrambi i coniugi hanno sentimenti forti ed escludono l’idea di un secondo matrimonio. Ma siccome la vita continua, un uomo potrebbe considerare più tardi un secondo matrimonio.

Ibrahim ritiene che il marito dovrebbe presentare al giudice le ragioni per le quali vuole un secondo matrimonio, e starebbe al giudice decidere se permetterlo o meno. La prima moglie non sarebbe neutrale e certamente non vorrebbe che suo marito sposasse una seconda donna.

D’altronde Sheikh Sharif al-Hawari, membro del consiglio della Salafi Call, ha sottolineato che il profeta Muhammad e i suoi compagni sono stati sposati con diverse donne e nessuno ha riferito di aver mai aspettato l’autorizzazione della prima moglie.

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