RAID DI GRUPPO ROM: BOTTE E TERRORE NEL LOCALE, POI COL FURGONE IMPAZZITO CONTRO LA VETRINA – VIDEO

PADOVA – Ieri sera un gruppo di nomadi, pare di etnia rom, composto da una decina di 10 persone (uomini e donne) ha fatto irruzione al locale “Gasolone” all’Arcella.

Prima hanno aggredito un paio di avventori poi sono usciti e hanno cercato di investire le persone fuori dal locale con il furgone che poi si è schiantato sulla vetrina.

Sul posto le volanti della polizia. Panico generale fra i passanti e i residenti per il timore di un attentato terroristico.

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RENZI NASCONDE LE TAPPE DEL TRENO, MA VIENE ACCOLTO OVUNQUE CON FISCHI E INSULTI – VIDEO

Non è servito a nulla cancellare le tappe del Renzitreno dal sito “Destinazione Italia” per evitare le continue contestazioni: nuova fermata alla stazione di Ferrara per il segretario del Partito Democratico e nuova valanga di proteste pronta ad aspettarlo al binario.

Giovedì, in particolare, sono stati i risparmiatori truffati della Cassa di Risparmio di Ferrara, imbufaliti contro il governo, ad aver preso di mira l’ex presidente del Consiglio che ormai, ovunque arrivi, ottiene la stessa accoglienza in qualsiasi stazione della penisola.

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STUDENTESSA 15ENNE DI COLORE INSULTATA E PRESA A CALCI SUL BUS: “È INUTILE CHE TU VADA A SCUOLA, TANTO FINIRAI SULLA STRADA…”

“È inutile che vai a scuola, tanto finirari sulla strada. Torna al tuo Paese”. È l’insulto razzista rivolto a una 15enne – mamma italiana e papà africano – da un 60enne che viaggiava sul suo stesso autobus a Torino.

Lo ha raccontato lei stessa: zaino in spalle e cuffie nelle orecchie, ieri mattina ha preso come al solito il bus che la portava al liceo. Vive a Torino, lontano dai genitori, perché è una giovane promessa del basket e ha deciso qualche anno fa di coltivare il suo talento nel capoluogo piemontese.

Ma mentre era sul mezzo, si è sentita colpire al ginocchio sinistro: “Un uomo sui sessant’anni senza nessun motivo mi ha sferrato un forte calcio”, racconta a La Stampa, “Mi ha detto: togliti dalla mia vista”.

Lei ha cercato di spostarsi e far finta di nulla, ma il pullman era troppo pieno. Così l’uomo ha continuato a borbottare e a fissarla. Così ha spento la musica e lo ha sentito pronunciare insulti razzisti e violenti: “Mi ha detto: è inutile che tu vada a scuola, tanto finirai sulla strada. Torna al tuo paese”. Senza che nessuno intervenisse, anche se lei non ha reagito per paura.

Arrivata a scuola la ragazza si è sfogata prima con i compagni di classe, poi al telefono con la madre, che ha chiamato il presidente della squadra di basket che le fa anche da tutore.

“Denunciare era doveroso”, ha spiegato il presidente, “Quell’uomo ha usato espressioni come negra di… e termini con cui si indicano in maniera dispregiativa le donne che si prostituiscono. La ragazza è rimasta spiazzata e non sarebbe comunque stata in grado di gestire un situazione di sofferenza come quella, non le era mai successa. Avrebbe potuto rivolgersi all’autista, invece è scesa alla fermata successiva. Ora sa che una cosa del genere può succedere, anche in una città come Torino“.

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SCOPERTA UNA STELLA CHE NON VUOLE MORIRE

Dovrebbe essere già “morta” una mezza dozzina di volte. Invece, a mezzo miliardo di anni luce dalla Terra, c’è una stella che continua a brillare.

Come riporta Repubblica, a scoprire lo strano fenomeno è stato un team internazionale di astronomi che ha osservato questa stella dopo la sua prima esplosione nel settembre 2014.

Ma invece di comportarsi come le altre e diventare sempre più flebile, la supernova iPTF14hls è diventata improvvisamente più brillante, facendo pensare a un’altra esplosione.

Il team ha indagato sul passato della supernova. Con grande stupore gli astronomi hanno scoperto che la stella era già esplosa nel 1954, ma invece di trasformarsi in una stella di neutroni o in un buco nero, la supernova è sopravvissuta ed è anche tornata a brillare sessant’anni dopo.

“Questa supernova rompe tutto ciò che pensavamo di sapere sul loro funzionamento”, ha commentato il capo del team di ricerca, Iar Arcavi.

“Si tratta del più grande enigma che abbia mai trovato in quasi un decennio di studi di esplosioni stellari”.

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