POI SCOPRI CHE IN AMERICA LA SCUOLA OFFRE ZAINI ANTIPROIETTILE “IN CASO DI SPARATORIA”…

In America c’è una scuola che offre ai propri studenti zaini antiproiettile per ripararsi in caso di sparatoria all’interno dell’edificio scolastico.

La notizia, assai singolare, arriva dalla Florida Christian School di Miami, negli Stati Uniti più ricchi e – apparentemente – spensierati. Eppure il sito dell’istituto privato offre, alla modica cifra di 120 dollari, “pannelli balistici” da infilare sotto i vestiti o dentro la cartella per proteggere il corpo da eventuali colpi di arma da fuoco.

Un’idea che parrebbe folle e che eppure nasce da un’emergenza concreta: quella dei troppi morti per arma da fuoco, che molto spesso vengono uccisi proprio nelle scuole.

Secondo il capo della sicurezza nella scuola, George Gulla, questi articoli garantirebbero “un altro livello di protezione” ai giovani studenti: “Gli insegnanti sono stati istruiti a insegnare agli studenti ad usare gli zaini come scudi per proteggersi”, ha raccontato alla CNN. Secondo la scuola, la reazione delle famiglie è stata “largamente favorevole”

Secondo i dati raccolti dal Los Angelses Times, negli ultimi 5 anni sono almeno 200 le sparatorie che hanno insanguinato le scuole degli Stati Uniti. Di conseguenza, il mercato di articoli protettivi contro le pallottole è cresciuto vertiginosamente. Anche fra i clienti più giovani.

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IMMIGRATO APPOSTATO DAVANTI ALLA SCUOLA PER MASTURBARSI DAVANTI ALLE MAMME CHE ESCONO COI BIMBI

Non è la prima volta che accade. E non solo a Milano. Oramai sono diversi gli episodi di immigrati che si appostano di fronte alle scuole o agli asili per masturbarsi di fronte ai bambini.

Una scena orribile.

L’ultimo caso viene dalla scuola elementare “Cesare Battisti” di via Palmieri a Milano. Mercoledì pomeriggio un marocchino di 28 anni si è appostato fuori dalla scuola e ha aspettato che i bimbi uscissero dall’istituto.

Poi si è abbassato i pantaloni e ha iniziato a masturbarsi “guardando i giovani alunni e le loro madri”.

A riportare la notizia è stata Milano Today. A mettere in fuga l’immigrato è stata una delle signore, una 38enne con un bimbo di 10 anni, che lo ha visto masturbarsi all’aperto e ha allertato anche le forze dell’ordine.

Il 28enne marocchino, arrestato dalla Radiomobile dei Carabinieri, risulta essere irregolare nel territorio italiano.

A guidare i militari fino al call center dove si era rintanato è stata la stessa madre che, in collegamento telefonico con i carabinieri, ha seguito da lontano il maniaco. Facendolo arrestare.

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LA MAY COMUNICA LA DATA ESATTA (AL MINUTO) DELLA BREXIT

La Gran Bretagna uscirà dall’Ue venerdì 29 marzo 2019 alle 23. A indicarlo è il premier Theresa May, che con un emendamento alla Withdrawal Bill (o Repeal Bill), la legge quadro sul divorzio dall’Ue, ha messo nero su bianco giorno e ora della Brexit.

Il primo ministro, in un intervento sul Daily Telegraph, ha spiegato che “non intende tollerare” alcun tentativo di bloccare l’uscita dall’Unione europea.

Il testo dell’emendamento, che sarà discusso e votato dalla Camera dei Comuni la prossima settimana, costringe, di fatto, i deputati pro-Europa a dichiarare pubblicamente se si oppongono all’uscita dall’Ue nel marzo 2019.

Ma la May, attraverso il suo intervento sul quotidiano, ha già avvertito che “non tollereremo tentativi di qualsiasi frangia di usare il processo di emendamenti alla Legge come meccanismo per cercare di bloccare le volontà democratiche dei britannici cercando di rallentare o fermare l’uscita dall’Unione europea”.

“Il popolo britannico – ha concluso il premier – è stato chiaro. Lo stesso Parlamento ha votato per l’Articolo 50 e per la Legge in seconda lettura. Lasceremo l’Ue il 29 marzo 2019”.

Il processo è ancora reversibile

La Brexit, tuttavia, è ancora del tutto reversibile anche se la May dovesse mettere nero su bianco in una legge la data e l’ora di uscita dall’Ue. A precisarlo è John Kerr, uno dei funzionari che hanno redatto l’articolo 50 del Trattato di Lisbona per regolamentare l’addio di un Paese membro all’Unione.

“In ogni momento possiamo cambiare idea se vogliamo – ha detto il membro della Camera dei Lord – e se lo facessimo sappiamo che i nostri partner europei sarebbero ben felici”.

L’ex diplomatico spiega come i fautori della Brexit abbiano dato vita all’idea secondo cui attivare l’articolo 50 tramite la lettera inviata dalla May a Bruxelles sia qualcosa di irreversibile, ma “questo non è vero”.

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LA VERITÀ SUI MIGRANTI CHE AFFOGANO IN LIBIA: I FILMATI CHE INCASTRANO LA ONG TEDESCA #Stopinvasione

Una motovedetta della Guardia costiera libica arriva per prima in mezzo al mare per soccorrere un gommone zeppo di migranti, che non sarebbe rimasto a galla a lungo. Poco dopo piomba sulla scena Sea watch 3 (guarda il video), una delle navi della Ong tedesca talebana dell’accoglienza.

Piuttosto che collaborare con il comandante libico, che cerca di convincere gli umanitari, fa da calamita, se non da esca per i migranti che si gettano in mare. Almeno cinquanta annegano compreso un neonato, secondo le testimonianze dei superstiti a Pozzallo.

L’Ong punta subito il dito contro i libici (guarda il video), accusandoli di aver provocato la tragedia, ma i filmati girati dalla Guardia costiera di Tripoli dimostrano il contrario.

Lunedì scorso il centro di coordinamento con la Marina italiana nella base di Abu Sitta a Tripoli allerta i libici che c’è un gommone in difficoltà a 30 miglia dalla costa. In venti minuti la motovedetta più vicina, Ras Jadir, arriva sul posto, dove la situazione è delicata. Il gommone di fabbricazione cinese è stracarico con oltre 100 migranti e potrebbe affondare.

Pure la centrale operativa della Guardia costiera a Roma ha lanciato l’allarme e Sea watch piomba sul posto, ma dopo i libici, che essendo arrivati per primi hanno il comando delle operazioni.

Un filmato postato ieri dai marinai di Tripoli mostra con quanta cautela si avvicinino ai migranti per lanciare una cima verso il gommone invitandoli a stare calmi (guarda il video).

Il rischio è che per i movimenti a bordo il gommone si ribalti facendo finire tutti in mare.

«L’equipaggio della Ras Jadir ha cominciato a recuperare i migranti, ma la gente di Sea watch si è piazzata a dieci metri nonostante le ripetute richieste del comandante di collaborare» spiega al Giornale il Capitano di vascello Abujela Abdelbari, veterano della Guardia costiera. «I migranti illegali è ovvio che vogliono andare in Italia e non tornare indietro in Libia.

La vicinanza del gommone della Ong ha provocato il disastro. A decine si sono tuffati anche a rischio di annegare» sottolinea l’ufficiale libico. E le immagini lo dimostrano. Una volta affiancato il gommone alla motovedetta libica molti migranti si lanciano in mare nuotando verso l’unità della Ong (guarda il video).

I filmati parziali e le foto dei talebani dell’accoglienza, al contrario, puntano a dimostrare che è tutta colpa della Guardia costiera di Tripoli.

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