“IN 3 ANNI LA PILLOLA DELL’ETERNA GIOVINEZZA”: GLI ESPERTI NE SONO SICURI

Un libro svela tutte le scoperte scientifiche che puntano a rendere (quasi) immortale l’uomo.

O comunque sempre giovane. Addio rughe, sintomi dell’invecchiamento e artriti varie: la scienza sta cercando di farci vivere il più possibile e magari anche sani.

Alla faccia dell’allungamento dell’età pensionabile.

A scrivere il libro Forever Young (Edizioni Clichy), come riporta Libero, sono state Roberta e Simona Mercuri, una giornalista e l’altra psicoterapeuta.

C’è la descrizione di come i miliardari vadano alla Bahamas per sottoporsi a terapie anti-età con colture di staminali iniettate in vena.

Oppure gli interventi di ingengeria genetica conditti dai ricercatori del Salk Institute di La Jolla in California. Gli scienziati Usa sono riusciti a rendere più giovani, per la prima volta, degli esseri viventi. Non ancora gli uomini, ma i topolini sì.

E non è detto che presto possa succedere anche per noi. “I roditori, sottoposti all’ esperimento pubblicato sulla rivista Cell, – scrive Libero – sono tornati ad avere tessuti sani e privi dei danni accumulati con l’ età. Inoltre la loro vita si è allungata da 18 a 24 settimane (circa il 30%).

Che è come se a noi regalassero circa 20 anni di salute.

Non solo. Perché chi desidera l’eterna giovinezza può guardare anche ad un’altra importante ricerca. Questa è condotta dal Brigham and Women’ s Hospital di Boston e entro settembre 2018 dovrebbe portare alla sperimentazione di una pillola anti-età.

“Siamo vicini come non mai a un farmaco anti-invecchiamento sicuro ed efficace. Se i test andranno bene, sarà disponibile sul mercato nel giro di 3, massimo 5 anni”, fanno sapere gli ideatori della ricerca condotta della Harvard Medical School di Boston (guidati dal genetista David Sinclair) e presentata su Science.

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I DELIRI DI ONNIPOTENZA DI TULLIANI: L’INVIATO DI GILETTI RACCONTA L’ARRESTO DEL LATITANTE

Sulla pista di Giancarlo Tulliani, fratello della compagna di Gianfranco Fini, c’era lui.

Giornalista di La7 nella redazione di Giletti, Daniele Bonistalli in qualche modo ha contribuito a far finire dietro le sbarre il latitante d’oro a Dubai. “Tulliani ha fatto di tutto per farci arrestare.

Quando è andato dalla polizia a denunciarci era molto sicuro di sé e dei suoi mezzi”, ha detto il cronista al Tempo. Eppure tanta sicurezza è costata molto cara a Tulliani.

“Massimo Giletti – racconta il giornalista – ha mandato me e un operatore tv a Dubai, sapendo che c’era la possibilità di incontrare Tulliani. E in effetti, dopo 5 giorni che eravamo lì, l’abbiamo rintracciato mentre stava andando in aeroporto con la compagna Federica Papadia. Non è stato quindi un incontro casuale. Lui era tesissimo, già prima che si accorgesse della nostra presenza. Ha controllato che la fidanzata si imbarcasse. È rimasto a guardarla da lontano, anche dopo i controlli della sicurezza”.

L’incontro c’è stato, e pure una breve intervista. Poi però Tulliani si è sottratto, preferendo chiedere aiuto ai poliziotti. “Lui era agitato perché aveva già avuto una brutta esperienza con i fotografi di “Chi” – spiega il cronista – e quindi pensava che fossimo dei paparazzi. Continuava a ripeterci: ‘Quanto vi pagano?’“.

Secondo la versione del giornalista, diversa da quella dell’avvocato di Tulliani, il cognato dell’ex presidente della Camera voleva farli arrestare.

Ha dato di matto, con deliri di onnipotenza. Diceva concitato alla polizia: ‘Sono venuto a Dubai per stare tranquillo. Sono una persona perbene e questi giornalisti stanno commettendo una violenza privata. Dovete fermarli!’. Per spiegare quanto era incattivito, quando mi hanno bloccato, all’inizio, ero solo, perché avevo detto al cameraman di restare un po’ distante. Invece lui ha urlato: ‘C’ era un altro col cappello. Prendetelo! Prendetelo!’“.

E pensare che non è stato neppure il giornalista a informare i poliziotti che quello con cui stava cercando di parlare era in realtà un latitante ricercato in Italia. “Solo dopo aver fatto il controllo sul suo passaporto – spiega Bonistalli – gli agenti hanno scoperto che aveva un mandato di cattura internazionale. Fino alla fine speravo che la situazione rientrasse. Gli dicevo: ‘Giancarlo, ma cosa stai facendo?'”.

I poliziotti alla fine hanno deciso di arrestare Tulliani e interrogare il giornalista. “Sono dovuti intervenire anche i nostri servizi segreti”, spiega Bonistalli. “Però questa volta le cose non sono andate come Tulliani sperava. Anzi, la situazione gli si è rivoltata contro“.

Cameraman e giornalista di La7 sono finiti per qualche ora dietro le sbarre, ma sono riusciti comunque a salvare le immagini di quanti successo all’aeroporto di Dubai.

Domenica spiegheremo in diretta in che modo – conclude Bonistalli – Anche quella è stata una specie di spy -story. Grazie a un secondo telefono che avevo nascosto, ho fatto appena in tempo (prima che mi perquisissero) ad avvisare con un sms la produzione di La 7 che ci avevano arrestato. Altrimenti chissà quando ci avrebbero liberato. Magari saremmo rimasti un mese in cella, prima che si chiarisse la situazione“.

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BADANTE VIOLENTO, SCHIAFFEGGIA LA SIGNORA DISABILE CHE ACCUDISCE

Una furia incontrollabile, capace di sfogare rabbia inconsulta e aggressività incontenibile sull’anziana signora che doveva accudire, come sugli agenti intervenuti per arrestarlo.

Un incubo, quello vissuto dalla donna, che si è concluso solo oggi , quando è stata eseguita dagli uomini della Polizia di Stato del commissariato Viminale di Roma – diretto da Giovanna Petrocca, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale della capitale nei confronti di un 48enne responsabile di maltrattamenti perpetrati a più riprese ai danni di una donna costretta su sedia a rotelle.

Badante violento, schiaffeggia la signora disabile che accudisce

I fatti che hanno portato al fermo odierno risalgono al 26 settembre scorso, quando i poliziotti, intervenuti in via Quintino Sella per richiesta di aiuto partita dalla donna in seria difficoltà, sul posto,avevano accertato che la signora, costretta sulla sedia a rotelle a seguito di un incidente scolastico, era stata aggredita dal badante il quale, non pago, dopo averle tirato i capelli, l’aveva schiaffeggiata e colpita con il telefono cellulare che poi aveva lanciato contro il televisore rompendolo.

L’uomo, identificato per D.C.D., un romano 48enne, in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcool, alla vista degli agenti si è adirato ulteriormente e ha iniziato a dare in escandescenza aggredendo anche i poliziotti. E per questo è stato arrestato anche per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Poi dà in escandescenze contro gli agenti che lo arrestano

La vittima, poco dopo il fermo del suo aguzzino, in sede di denuncia ha raccontato agli investigatori che già in passato era stata vittima di violenze ed aggressioni da parte dell’uomo e, per dimostrarlo, ha evidenziato agli agenti alcune delle richieste di intervento presentate nel corso dell’ultimo periodo dalla donna, a cui hanno risposto le forze dell’ordine.

Gli ulteriori accertamenti hanno poi fatto trapelare il fatto che l’aggressore, che ha vari precedenti di polizia a carico, oltre agli alcolici, era dedito al consumo di sostanze stupefacenti. Informata l’autorità giudiziaria di quanto accertato, gli agenti della Polizia di Stato, sono riusciti ad ottenere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del badante iracondo che, arrestato, è stato accompagnato a Regina Coeli.

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MENTANA BASTONA DI MAIO PER LA RINUNCIA AL CONFRONTO CON RENZI

Arroganza o fifa blu?

Luigi Di Maio rinuncia al confronto tv con Matteo Renzi, previsto a DiMartedì nel salotto di La7 di Giovanni Floris, ed Enrico Mentana bastona il candidato premier grillino.

“Premetto che so che qualsiasi cosa io dica in questo momento può sembrare una reazione al fatto che La7 ha perso la possibilità di ospitare il confronto – dice il direttore del TgLa7, che secondo alcune ricostruzioni aveva svolto un ruolo fondamentale nel bruciare la Rai e le altre reti concorrenti -. Ma io so che direi le stesse parole anche se il confronto fosse stato cancellato da un’altra rete. Non è cosi che si fa in generale”.

“Qualsiasi atto di questo tipo può essere letto o come eccesso di presunzione o eccesso di paura. Se si lancia sfida e qualcuno lo raccoglie e poi tu lo ritiri non è mai un calcolo vincente. Poi stiamo parlando di politica e tv, due cose che come direbbe Shakespeare sono fatte di sogni. Non si sa cosa è giusto e cosa è sbagliato”.

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