REFERENDUM AUTONOMIA: LOMBARDIA, AFFLUENZA AL 30% MA IL VENETO HA GIÀ IL QUORUM

Il Veneto ha già raggiunto il suo obiettivo: alle 19 l’affluenza alle urne per il referendum sull’autonomia ha superato il quorum, toccando il 51,9% degli elettori, con un picco a Vicenza del 58%.

Il governatore del Veneto, Luca Zaia ha votato questa mattina alle 7 nel seggio 5 della scuola elementare di San Francesco di San Vendemiano.

Buono anche il dato della Lombardia, dove non c’è un quorum prefissato e dove alle 19 è andato a votare oltre il 30% degli aventi diritto. È ottimista per il risultato il governatore della Lombardia, Roberto Maroni: “Mi aspetto che vinca il Sì. Mi aspetto che i cittadini lombardi e veneti capiscano che è un’occasione storica e straordinaria e accettino la sfida che abbiamo lanciato, consentendo a me e Zaia di trattare maggiori competenze e risorse”, ha detto il governatore lombardo che al suo arrivo al seggio ha sottolineato che le operazioni per il voto elettronico stanno procedendo “bene, anche dal punto di vista della sicurezza”.

Al voto sono chiamati 12 milioni di italiani e le urne resteranno aperte fino alle 23. In Lombardia si vota con i tablet, prima volta di un voto elettronico in Italia, in Veneto invece le operazioni di voto si svolgeranno in modo tradizionale con scheda e matita.

Al seggio in Lombardia anche il leader della Lega Nord, Matteo Salvini: “Non faccio i numeri al lotto. Oggi vado a vedere Milan-Genoa e non oso immaginare come andrà a finire. Quindi, figurati se so come finisce il referendum. So che è un’occasione unica, so che il 50 per cento in Veneto verrà superato, in Lombardia vedremo quanta voglia di autonomia e di buona politica c’è. A prescindere da tutto, se alcuni milioni di persone ci daranno il mandato, noi da domani trattiamo con il governo centrale”, ha spiegato ai giornalisti.

E sul referendum è intervenuto anche il leghista Paolo Grimoldi: “Tantissimi cittadini lombardi stamattina sono già andati a votare per chiedere più autonomia per la Regione Lombardia. Oggi è una grande giornata di democrazia e di popolo, che sta zittendo il Pd renziano che aveva invitato all’astensione.

Il ministro Martina, quello che al posto di difendere i nostri agricoltori a Bruxelles ha avallato che sulle nostre tavole potessero arrivare gli insetti, vada a farsi un giro nei seggi, poi chieda scusa ai cittadini lombardi ma non con le parole ma con i fatti: si dimetta da ministro dell’Agricoltura. E a seguire si dimetta anche il segretario regionale Alfieri, per rispetto della base lombarda del PD che sta andando a votare per l’autonomia della Lombardia”.

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