CASSAZIONE: CARCERE E MULTA A CHI EVADE IL CANONE SKY, FAI ATTENZIONE

Quattro mesi di reclusione e duemila euro di multa: questa la condanna, definitiva dopo la pronuncia della Cassazione, inflitta a un 52enne di Palermo, accusato di aver violato la legge vedendo i canali Sky senza utilizzare la smart card, e, dunque, “scroccando” i programmi fruibili soltanto a pagamento.

L’uomo aveva “taroccato” il decoder, regolarmente alimentato alla rete internet domestica, e collegato alla tv e all’impianto satellitare.

La terza sezione penale della Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato, confermando la sentenza di condanna emessa nei suoi confronti nel 2016 dalla Corte d’appello palermitana.

I giudici di piazza Cavour hanno condiviso l’orientamento della Corte di merito: la «condotta incriminata», si legge nella sentenza depositata oggi, è stata «correttamente» ricondotta nell’ambito della legge sul diritto d’autore (articolo 171 octies della legge 633/1941), ed è «pacificamente consistita nella decodificazione ad uso privato di programmi televisivi ad accesso condizionato e, dunque protetto, eludendo le misure tecnologiche destinate ad impedire l’accesso poste in essere da parte dell’emittente, senza che assumano rilievo – spiega ancora la Cassazione – le concrete modalità con cui l’elusione venga attuata, evidenziandone la finalità fraudolenta nel mancato pagamento del canone applicato agli utenti per l’accesso ai suddetti programmi».

La condotta di chi «utilizza i dispositivi che consentono l’accesso ad un servizio criptato senza il pagamento del dovuto corrispettivo» è espressamente «sanzionata» dalla legge «indipendentemente – osserva la Suprema Corte – dall’utilizzo pubblico o privato che venga fatto dell’apparecchio atto alla decodificazione di trasmissioni audiovisive».

Fonte: qui

GENOVA, DOPO QUATTROCCHI UNA VIA PER ORIANA FALLACI; IL NO DI PD E M5S

Una via o una piazza genovese dedicata ad Oriana Fallaci: la proposta è arrivata dalla Lega (firmatari Lorella Fontana, Maurizio Amorfini, Fabio Ariotti, Federico Bertorello,Francesca Corso, Luca Remuzzi, Maria Rosa Rossetti, Davide Rossi), che ha già incassato il sì del consiglio comunale sulla “Mozione Quattrocchi” che impegna il Comune a dedicare una via al contractor italiano ucciso da Al Qaeda nel 2004.

Secondo i proponenti Oriana Fallaci merita l’onore di entrare nella toponomastica cittadina:  “Anche Genova deve dedicare una via o una piazza alla grande giornalista e scrittrice, le cui opere sono state tradotte in tutto il mondo, un esempio di spessore morale e intellettuale”.

La proposta ha diviso l’opposizione. Contrari i pentastellati, che hanno ricordato come la seconda fase della carriera della Fallaci, forse “fiaccata” dalla malattia, è molto controversa, avendo additato all’Islam la responsabilità della decadenza della civiltà occidentale.
Il Pd chiede invece che abbiano la precedenza i genovesi “che hanno contribuito alla crescita della nostra città”. Un altro modo per dire no.

Fonte: qui

SEMINÒ IL PANICO FINGENDOSI DELL’ISIS, STUDENTE MAROCCHINO PERDONATO DAL TAR

Il Tar per la Sicilia ha ordinato di rivedere la revoca del permesso di soggiorno allo studente marocchino che ad aprile aveva scatenato il panico nella mensa universitaria di Palermo urlando “Chi è satanista e non ha paura di morire rimanga qui. Cattolici, musulmani e ebrei fuori”.

Il tribunale amministrativo ha ritenuto fondato il ricorso presentato dal legale del giovane, l’avvocato Ilenia Grottadaurea, in merito all’omesso bilanciamento tra la tutela da un lato dell’interesse pubblico e dall’altro della particolare situazione di salute del ragazzo dal punto di vista dell’inserimento sociale e del percorso di studio. Il Tar -aggiunge Grottadaurea- ha rilevato che è stato un provvedimento discrezionale. Ora si va nella direzione della tutela dei diritti fondamentali di un ragazzo che, nonostante le notevoli difficoltà, è un esempio di positiva inclusione sociale”.

A battersi per il riconoscimento di cure adeguate per il giovane studente era stata anche la Cgil.

«Siamo contenti che i giudici ci abbiano dato ragione -dichiara Bijou Nzirirane, responsabile migranti alla Cgil Palermo-. Siamo stati vicini al ragazzo e speriamo che gli sia adesso data la possibilità di studiare e che la comunità palermitana non lo lasci solo in questa avventura. Chiediamo sostegno e che lo studente marocchino possa essere accompagnato sulla strada di una vera inclusione».

Fonte: qui

SUSANNA, LA PROSTITUTA DELLA SALARIA STUPRATA DA UN IMMIGRATO: “LEGATA, PRESA A PUGNI. POI CON L’OMBRELLONE…”

Si chiama Susanna, ed è famosa come ‘la prostituta in bicicletta’. Balzò agli onori delle cronache per una serie di interviste a La Zanzara di Radio 24.

E ora, proprio nella trasmissione di Giuseppe Cruciani, rivela l’orrore che ha subito: “È arrivato uno stronzo e aveva una faccia poco raccomandabile. È arrivato in motorino, come cliente, nella piazzola dove lavoro io sulla Salaria vicino a Sky. Mi ha chiesto quanto prendevo e se c’era una cosa su cui sdraiarsi. Gli ho detto che avevo solo la sedia e un tavolo. Quando mi sono girata mi ha dato un cazzotto dietro la schiena e mi ha buttato per terra. Voleva i soldi e anche divertirsi, prima però mi ha messo paura”.

“Ero terrorizzata – continua nel suo racconto – e ho cominciato a gridare ‘aiuto’, e a quel punto mi ha riempito la faccia di cazzotti, forti, mi ha spaccato il naso, la mandibola, la bocca. Mi ha spogliato nuda, mi ha buttato ancora per terra sui sassi, mi voleva baciare col naso insanguinato. Io gli dicevo: ‘Per favore non mi uccidere, ho due figli, prenditi i soldi, fai il cazzo che ti pare’. Voleva ammazzarmi di botte, mi ha spaccato la mano, mi ha rotto un dito, mi ha fratturato una costola”.

Ma non è finita: “Poi mi ha scopato. A suo modo era tranquillo. Era un giovane, romeno. Si è anche messo il preservativo”.

Il racconto si arricchisce di particolari terrificanti: “Mi ha girato, mi ha scopato, e poi mi ha preso i soldi, 300-400 euro, ma dei soldi non mi frega un cazzo. Mi ha messo le mani sulla gola, mi voleva strozzare. Quando ha finito si è tolto il profilattico, lo ha buttato per nasconderlo, aveva calcolato tutto perché non lo hanno trovato, ha preso i soldi e il cellulare, ma ha lasciato i documenti, le chiavi di casa e la scheda telefonica. Ha preso i lacci delle scarpe delle mie scarpe da ginnastica e mi ha legato forte i polsi all’ombrellone e le caviglie alla sedia. Ero nuda e mi ha detto: se urli ti ammazzo”.

Dopo il dramma, Susanna è tornata sulla strada: “Questo stronzo lo hanno arrestato e sono tornata a battere, a lavorare. Ho fatto il riconoscimento dalla Polizia. Certo, ho paura. Ho ancora lo choc, rifiuto alcuni clienti perché non mi fido. Però resto qui, questa è casa mia. Ho due figli e sono una donna sola. Come faccio? Prima facevo le pulizie, pagano pochissimo e poi ti licenziano. Sono piena di fratture, ma una mamma con due figli combatte il dolore e sorrido. Almeno porto due soldi a casa. Lo faccio per i figli”, conclude, con amarezza.

Fonte: qui