TORTURATO E COSTRETTO A MANGIARE CACCA DI GATTO, 20ENNE MUORE PER LE PERCOSSE

Gli urinano addosso, lo costringono a mangiare feci di gatto e infine lo uccidono di botte. Così è morto un giovane ragazzo statunitense di 20 anni, Delvin Mendoza-Chaparro, le cui torture sono state filmate e diffuse in un video su Snapchat. 

Secondo quanto riporta LEGGO:  i fatti risalirebbero alla notte dello scorso 19 dicembre, avvenuti alla periferia di Milwaukee, nello stato del Wisconsin, ma solo in questi giorni i responsabili del terribile omicidio sono stati fermati.

Si tratta di tre persone: due fratelli  di 19 e 20 anni, Branden e Devin Katzfey, e una ragazza loro amica.  Stando alle ricostruzioni della polizia la vittima sarebbe stata attirata nell’appartamento della donna e una volta dentro vi ha trovato i due fratelli che lo hanno immobilizzato, torturato e poi picchiato a morte.

A costringere Delvin a mangiare le feci di gatto sarebbe stato il fratello maggiore, mentre quello più piccolo gli ha urinato sopra prima di ucciderlo.

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SUONA LA PIANOLA IN NEGOZIO MA NON SE LA PUÒ PERMETTERE: I COMMESSI GLIE LA REGALANO

Il Natale è anche questo. O forse sono queste storie che lo rendono magico com’è. Giorgio, questo il suo nome di fantasia, ha 30 anni e vive a Varese.

Ogni giorni va all’Unieuro della città e si dirige direttamente al reparto strumenti musicali. È lì che vive e risiede il suo sogno nel cassetto, una pianola Yamaha che vorrebbe tanto poter suonare a casa. Ma non può.

La prova. Una volta, due volte. Poi inizia a suonarla e lo fa bene. Dopo il primo giorno torna ancora, come racconta Libero. Ogni giorno senza saltare mai l’appuntamento con la “sua” tastiera.

Ormai non si vergogna nemmeno più e porta dietro gli spartiti per suonarla al meglio, occupando alcuni momenti della sua giornata e allietando la giornata dei dipendenti.

Il sogno di avere un piano

Vederlo lì era normale. Come un ritornello piacevole della mattinata. Poi uno di loro, Roberto, decide di chiedergli per quale motivo si fosse appassionato tanto a quella pianola senza mai trovare il coraggio di portarla alla cassa e comprarla.

Un motivo c’è: Giorgio non ha i soldi per permettersela. E così per poterla suonare deve andare ogni giorno all’Uniero e provarla gratis. Ai commessi chiede se l’anno prossimo la troverà ancora lì, quando forse avrà messo da parte i soldi sufficienti a farla sua.

Roberto allora decide di fare una colletta tra i dipendenti del negozio per fare un regalo di Natale vero. Di quelli che meritano essere raccontati. Il 24 dicembre Giorgio si presenta puntuale al suo appuntamento, ma stavolta al posto della tastiera ha trovato un pacco. Per lui. Lo scarta e dentro trova realizzato il sogno.

“È stato emozionante per tutti noi, ma soprattutto per lui che è rimasto incredulo fino a quando non gli è stato confermato che era tutto vero, che la tastiera era sua e quella sera poteva finalmente portarsela a casa”, hanno raccontato i dipendenti a La Provincia di Varese. Emozionante. Come solo un gesto così a Natale può esserlo.

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