SIRIA, L’APPELLO DI NATALE DEL PONTEFICE: “È TEMPO CHE LE ARMI TACCIANO”

“Un bambino è nato per noi. Oggi questo annuncio percorre tutta la terra e vuole raggiungere tutti i popoli, specialmente quelli feriti dalla guerra e da aspri conflitti e che sentono più forte il desiderio della pace”.

Con queste parole Papa Francesco si è rivolto alla folla di piazza San Pietro e ai milioni che hanno seguito in televisione la benedizione Urbi et Orbi e il Messaggio di Natale. “Il potere di questo Bambino, Figlio di Dio e di Maria, non è – ha spiegato Francesco dalla Loggia delle Benedizioni – il potere di questo mondo, basato sulla forza e sulla ricchezza; è il potere dell’amore.

E’ il potere che ha creato il cielo e la terra, che dà vita ad ogni creatura: ai minerali, alle piante, agli animali; è la forza che attrae l’uomo e la donna e fà di loro una sola carne, una sola esistenza; è il potere che rigenera la vita, che perdona le colpe, riconcilia i nemici, trasforma il male in bene. E’ il potere di Dio”.

E ancora: “Questo potere dell’amore ha portato Gesù Cristo a spogliarsi della sua gloria e a farsi uomo; e lo condurrà a dare la vita sulla croce e a risorgere dai morti.

E’ il potere del servizio, che instaura nel mondo il regno di Dio, regno di giustizia e di pace. Per questo la nascita di Gesù è accompagnata dal canto degli angeli che annunciano: ‘Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama”.

Nel suo Messaggio di Natale, Papa Francesco ha chiesto oggi “pace per chi ha perso una persona cara a causa di efferati atti di terrorismo, che hanno seminato paura e morte nel cuore di tanti Paesi e città.

Pace alle donne e agli uomini che tuttora subiscono le conseguenze del conflitto nell’Ucraina orientale, dove è urgente una comune volontà nel recare sollievo alla popolazione e dare attuazione agli impegni assunti. Possano ritrovare unità e concordia l’Iraq, la Libia e lo Yemen, dove le popolazioni patiscono la guerra ed efferate azioni terroristiche.

Pace agli uomini e alle donne nella martoriata Siria, dove troppo sangue è stato sparso. Soprattutto nella città di Aleppo, teatro nelle ultime settimane di una delle battaglie più atroci, è quanto mai urgente che si garantiscano assistenza e conforto alla stremata popolazione civile, rispettando il diritto umanitario”.

Poi il monito di Bergoglio: “È tempo che le armi tacciano definitivamente e la comunità internazionale si adoperi attivamente perché si raggiunga una soluzione negoziale e si ristabilisca la convivenza civile nel Paese”.

Fonte: qui