HAI LE ORECCHIE A SVENTOLA? TRANQUILLO, ADESSO IN MEZZ’ORA PUOI RISOLVERE IL PROBLEMA

C’è chi non gli dà peso, e ama il suo difetto fino a farne un tratto distintivo, ma anche chi fatica a conviverci e cerca di mascherarlo. O anche chi preferisce ricorrere alla chirurgia plastica.

Numero più, numero meno, sono circa cento milioni le persone che, nel mondo, hanno le cosiddette «orecchie a sventola».

Un’imperfezione che non fa sconti nemmeno ai vip: basti pensare all’attore Will Smith, vincitore di due premi Oscar, o al presidente Usa Barack Obama, solo per fare due nomi. O addirittura alla popstar Miley Cyrus, che ha deciso di “esaltare” il suo difetto tatuandosi la scritta «Love» proprio all’interno dell’orecchio, appena sopra il lobo destro.

A fare da contraltare ci sono anche quanti non accettano il proprio inestetismo e ricorrono alla pratica più semplice e meno dolorosa, ovvero quella del capello sciolto.

Come Selena Gomez, che non ha mai nascosto di non amare molto le sue orecchie e, infatti, scorrendo tra le sue foto è praticamente impossibile trovare uno scatto che la ritragga coi capelli raccolti. C’è anche chi decide di eliminare il problema alla radice e si affida al bisturi.

Avete presente Brad Pitt, il bello e impossibile di Hollywood? Ecco, anche lui non era perfetto. Così, agli inizi della sua carriera ha deciso di fare ricorso alla chirurgia per correggere le sue orecchie.

Non solo seni prosperosi, labbra a “canotto” e nasini “alla francese”, dunque, ma anche otoplastica, la pratica che riduce i difetti delle orecchie un po’ troppo pronunciate. In Italia, secondo gli ultimi dati dell’Aicpe (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica) che risalgono al 2014, sono stati 10.160 gli interventi di otoplastica praticati.

In particolare, tra i giovani al di sotto dei 18 anni, le richieste di correzione delle orecchie a sventola sono seconde solo a quelle per il rimodellamento del naso (rinoplastica), mentre tra gli uomini di età compresa tra i 19 e i 34 anni l’otoplastica finisce al terzo posto dietro a liposuzione e, ancora, rinoplastica.

Un intervento che, a seconda del difetto, può durare da un’ora e mezza a tre ore, in anestesia locale. Il costo, invece, si aggira in media attorno ai seimila euro. Presto a Milano, però, questa operazione chirurgica potrà essere superata grazie a «Earfold», letteralmente “piega orecchio”, un’invenzione del chirurgo plastico britannico Norbert Kang, introdotta in Italia dalla multinazionale statunitense Allergan.

E proprio un istituto milanese, l’Iclid (Istituto di Chirurgia e Laser Chirurgia in Dermatologia) di via della Moscova, è stato scelto come struttura pilota per le prime applicazioni.

«Si tratta di una clip di nitinol, una lega speciale di nichel e alluminio, molto resistente e duttile, oltre che biocompatibile grazie a un rivestimento in oro a 24 carati. Viene inserita sotto la cute dalla parte anteriore dell’orecchio, diventando quasi invisibile, e piega la cartilagine del padiglione auricolare senza alcun dolore e in modo permanente», spiega Michela Galimberti, chirurgo estetico e direttore sanitario di Iclid.

E i vantaggi rispetto alla chirurgia incidono sia sul tempo che sul costo. «Se è sufficiente una clip per orecchio si spendono tra i 2.400 e i 2.900 euro, e l’intervento dura mezz’ora. Inoltre, con Earfold la convalescenza è praticamente azzerata: basta un giorno di bendatura, a fronte dei 20 che servono dopo l’intervento chirurgico». I vantaggi, però, non finiscono qui.

Anzi. «Uno degli aspetti più importanti è che il paziente può vedere in anticipo quale sarà l’effetto della correzione. È possibile addirittura decidere insieme a lui quanto portare le orecchie vicino alla testa».

Dal 2007, anno della fondazione dell’istituto, sono stati parecchi i vip a sdraiarsi sui lettini dell’Iclid. «Ci sono tante personalità di spicco della politica, del mondo della tv, dello sport, soprattutto calciatori», assicura Pier Luca Bencini, direttore scientifico della struttura.

Gli interventi più richiesti? «Noi ci occupiamo soprattutto di soft-chirurgia, perché i pazienti vogliono che la mano del chirurgo sia visibile il meno possibile. Quindi, trattamenti anti-aging col laser, che tolgono 10 anni di vita senza che si modifichi nulla; ultrasuoni, soprattutto per togliere le rughe sul collo, sulle braccia e sulle gambe; liposuzioni, frequenti soprattutto tra gli uomini; criolipolisi, una tecnica non invasiva che permette di congelare il grasso in eccesso, usata soprattutto per eliminare le cosiddette maniglie dell’amore».

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