L’ALLARME DELLA NASA: “NON SIAMO PREPARATI A UN IMPATTO DI ASTEROIDI CON LA TERRA”

Scatta l’allarme da uno dei più prominenti scienziati della Nasa al congresso dell’American Geophysical Union’: se un’asteroide o una cometa venissero intercettati in rotta di collisione con il pianeta Terra, «non ci sarebbe niente da fare».

Parola di Joseph Nuth, del Goddard Space Center. Secondo i media Usa, Nuth ha osservato, parlando con altri esperti nucleari: «La verità è che al momento siamo impreparati.

È vero che eventi catastrofici capaci di spazzare via intere forme di vita, come avvenne per i dinosauri, avvengono in media solo ogni 50-60 milioni di anni, ma la realtà è che non c’è modo di prevederli con anticipo».

Come riporta Leggo, lo scenario catastrofico dipinto nel film ‘Armageddon’ potrebbe divenire realtà. Secondo Nuth, per prevenire un cataclisma simile, la Nasa dovrebbe impegnarsi – con l’approvazione del Congresso – a costruire una sorta di ‘razzo intercettorè, da tenere pronto al lancio contro i possibili corpi celesti in dirittura d’arrivo verso il nostro pianeta.

Il razzo sarebbe in grado di partire con un anno di anticipo dall’impatto: proprio nei primi mesi di quest’anno, la Nasa ha aperto il primo «Ufficio per la difesa planetaria coordinata», per tenere sotto controllo i cosiddetti «oggetti a distanza ravvicinata alla Terra».

Secondo Nuth, gli oggetti sinora individuati sarebbero nel 90% dei casi di diametro più largo di 1 km: una dimensione potenzialmente catastrofica. Primo obiettivo è quindi riuscire a scoprire comete o asteroidi vicine con largo anticipo.

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SANGUE SULLʼEVACUAZIONE DEI CIVILI DA ALEPPO: SPARI SUL CONVOGLIO, CI SONO VITTIME

Non è ancora iniziata l’evacuazione dei feriti dai quartieri orientali di Aleppo: inizialmente la tv panaraba Al Jazeera aveva riferito di un primo convoglio di ambulanze che, partito dall’area controllata dai ribelli, aveva raggiunto i posti di blocco governativi; successivamente, però, la stessa emittente ha parlato di spari contro il convoglio, con il bilancio di un morto e quattro feriti tra gli “elmetti bianchi” della difesa civile.

Ad attaccare il convoglio sarebbero stati miliziani lealisti. Secondo l’agenzia di stampa statale turca Anadolu, inoltre, un convoglio che stava evacuando un gruppo di civili da Aleppo est è stato costretto a tornare indietro a causa di un attacco da parte di milizie filo-iraniane.

La tv di Stato siriana, intanto, nonostante gli scontri ha annunciato che 4mila ribelli e le loro famiglie saranno evacuati. E anche il ministro della Difesa russo ha fatto sapere che, su ordine di Putin, si sta preparando l’evacuazione dei miliziani e delle loro famiglie dai quartieri orientali della città.

Secondo il Centro russo per la riconciliazione delle parti belligeranti (organo del ministero della Difesa di Mosca), “i miliziani saranno evacuati su 20 autobus e dieci ambulanze attraverso un corridoio dedicato in direzione di Idlib”.

La Difesa russa sostiene che “le autorità siriane garantiscono la sicurezza di tutti i membri dei gruppi armati che hanno deciso di lasciare i quartieri orientali di Aleppo” e che il Centro russo per la riconciliazione delle parti belligeranti sta monitorando la situazione con videocamere e droni.

I numeri dell’evacuazione – Per la Turchia, che si è detta pronta ad accogliere i civili in fuga, ci sarebbero 50mila persone pronte a lasciare Aleppo. Per quanto riguarda le forze ribelli, le stime parlano di non più di 4mila uomini: il precedente accordo russo-turco prevedeva che fosse loro garantito il passaggio verso altri territori controllati dagli insorti.

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INSTAGRAM TOCCA UN TRAGUARDO STORICO: RAGGIUNTI I 600 MILIONI DI UTENTI

E’ un traguardo storico quello raggiunto da Instagram, che tocca i 600 milioni di utenti attivi mensilmente, due anni dopo l’acquisizione da parte di Mark Zuckerberg: il numero degli iscritti è praticamente raddoppiato.

Lo ha reso noto la stessa società, che precisa come gli ultimi 100 milioni di utenti si siano aggiunti alla community da circa sei mesi.

L’applicazione era stata lanciata il 6 ottobre 2010 da Kevin Systrom e Mike Krieger, e inizialmente era disponibile solo su iOS, il sistema operativo per i dispositivi mobili di Apple.

La popolarità è però arrivata con l’acquisizione da parte di Facebook, il 9 aprile 2012, per circa 1 miliardo di dollari divisi in denaro e azioni: allora contava circa 80 milioni di utenti.

Instagram fa anche sapere che ciò che è rimasto anche col cambio di gestione è “la varietà e la libertà di espressione della nostra community.

E ora avete sempre più modi per condividere i vostri momenti, grazie a Instagram Stories, alle dirette Live, alla possibilità di mandare messaggi effimeri su Direct”.

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UN “VACCINO” ANTI OCCIDENTE NELLE SCUOLE SAUDITE: GUERRA APERTA A SECOLARIZZAZIONE, LAICISMO E LIBERALISMO (MA VA LÀ)

L’Arabia Saudita starebbe per dichiarare guerra a ogni tentativo di occidentalizzazione tra i banchi di scuola.

Il governo del regno retto dalla dinastia Saud starebbe per promuovere nelle scuole una campagna di “vaccinazione” contro la cultura occidentale.

Il progetto, che si dovrebbe chiamare “Immunità”, mira a rendere impermeabili i ragazzini ai valori liberali e secolari dell’Occidente e a rendere stabile e sicura la loro formazione religiosa, culturale e ideologica.

Ci sono i mali oscuri occidentali da combattere nel Paese che si proclama migliore alleato proprio dell’Occidente nell’area medio-orientale. E bisogna lottare fin da subito contro i “peccati” ideologici.

Ci sarebbe una lista, stando a quanto riporta il Daily Mail, di nemici culturali da abbattere e da immunizzare.

Tra questi, l’occidentalizzazione dei costumi, parente stretta della secolarizzazione e dell’ateismo, figli a loro volta del liberalismo politico e culturale.

Quindi, mentre da un lato l’Arabia esporta il “suo” bagaglio culturale fornendo ai centri di cultura islamica europea fondi, libri e importanti strumenti religiosi e propagandistici a mezza Europa, dall’altro “chiude” a ogni contaminazione occidentale (approfittando evidentemente dello stesso liberalismo così aspramente condannato) e a ogni ipotesi di reciprocità culturale, pronta come sarebbe a “vaccinare” i suoi ragazzi contro ogni tentazione “boko”.

Tradizionalmente, l’Arabia Saudita è sempre stata definita come uno dei Paesi più conservatori dell’area islamica.

Ma questo pare oggi quasi un eufemismo. Nel Paese custode di alcuni dei luoghi più santi dell’Islam, s’è imposta da decenni la lettura wahhabita degli insegnamenti del Corano.

Una visione estremamente dura, letterale e integralista degli insegnamenti del profeta Maometto che ha fin troppi punti di contatto, culturali e religiosi, con l’Islam propugnato dall’estremismo terrorista negli ultimi anni.

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