TUO FIGLIO DIVENTERÀ UN CRIMINALE? CON QUESTO TEST DI 45 MINUTI PUOI SCOPRIRLO

Uno studio neozelandese pubblicato sulla rivista Nature Human Behaviour condotto da un team internazionale di scienziati ha scoperto che già dall’età di tre anni, attraverso un test, è possibile sapere se un bambino diventerà criminale, sarà obeso o avrà bisogno di aiuti da parte dello Stato.

L’analisi è stata attuata su mille bambini nati negli anni ’70 che sono stati seguiti fino all’età di 38 anni. Come riporta il Corriere della Sera è stato scoperto con un test della durata di 45 minuti che un quinto del gruppo era responsabile dell’81% dei crimini compiuti dal campione esaminato, del 78% delle prescrizioni farmaceutiche e del 66% delle richieste di sussidi statali.

Terrie Moffitt, ricercatrice del King College di Londra e della Duke University della North Carolina ha così commentato i risultati ottenuti: “Il 20% della popolazione usa la maggior parte dei servizi offerti dallo Stato, è sempre la stessa fetta della popolazione che si avvale del servizio sanitario, delle corti criminali, delle richieste di risarcimento alle assicurazioni e del welfare.

Individuare i bambini a rischio significa poter intervenire nelle loro vite per cambiarne il percorso con grandi benefici per tutti”.

Secondo gli scienziati i risultati possono essere dunque previsti a tre anni se nel test iniziale in cui si misurano quoziente di intelligenza, capacità motorie e linguistiche, livelli di tolleranza, e disagio sociale i bambini hanno ottenuto un punteggio basso.

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FOTO OSÈ NELL’ASCENSORE DEL MINISTERO: LA FOCOSA DIPENDENTE È STATA SOSPESA

Una dipendente del ‘Servizio pubblico federale dell’Interno’ belga a Bruxelles, equivalente del ministero degli Interni, è stata sospesa per aver posato per delle foto porno nei locali del ministero.

Lo riferisce Le Soir, aggiungendo che la donna ha portato la causa davanti al Consiglio di Stato sostenendo che si tratta della sua vita privata, ma non ha avuto successo. 

Il servizio fotografico è avvenuto in ascensore e nell’ufficio della direzione generale, ha detto il portavoce del ministro in questione, Jan Jambon.

La giovane è stata smascherata da un collega che ha affermato di averla riconosciuta in un servizio girato dai media francesi.

Proseguendo la sua ricerca on-line, il dipendente ha scoperto le immagini erotiche, che sono state scattate sul proprio posto di lavoro, a Bruxelles.

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SPIATA NUDA IN CAMERA DAL MANAGER DELL’HOTEL: L’OFFERTA DELL’ALBERGO PER FARSI PERDONARE

Clare Day, commessa britannica di 27 anni, avrà pensato di vivere nel film dell’orrore “Psyco” quando ha sorpreso uno dei manager dell’albergo in cui aveva deciso di trascorrere la notte, spiarla mentre si spogliava e si sentiva al riparo da occhi indiscreti nella sua camera.

Quando si è lamentata dell’accaduto le è stato offerto come risarcimento un soggiorno gratuito.

Clare era nuda al piano terra quando ha visto il volto dell’uomo premuto contro il vetro della sua finestra. “Mi sono spaventata, mi ricordava un film dell’orrore”, ha detto la donna al Mirror.

“Ero in bagno e ho visto il riflesso del suo volto dietro di me nello specchio. Ho urlato e mi sono coperta, ma l’uomo è scomparso. Sembrava mi avesse ripreso con una videocamera”.

Come riporta Leggo, l’indomani mattina, dopo la notte insonne, ha raccontato l’incidente alla reception del Castello affittacamere di Walworth, nei pressi di Darlington, e ha sporto denuncia.

L’uomo stava finendo il suo turno di lavoro ed è stato denunciato dopo essere stato trovato in possesso di filmati che mostravano alcune clienti nude.

Non era la prima volta. La catena alberghiera di fama mondiale ha allora offerto a Claire un soggiorno gratuito di una notte.

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LO SAPEVI? DORMIRE MENO DI SEI ORE A NOTTE RADDOPPIA IL RISCHIO DI INCIDENTI STRADALI

Sonnolenza diurna e disturbi del sonno collegati a malattie come apnea notturna (Osas) possono aumentare di gran lunga il rischio di incidenti stradali.

L’analisi è stata effettuata dal Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Genova, dall’Istituto di Sanità Pubblica dell’Università Cattolica di Roma e dalla CNH-Industrial Iveco che hanno esaminato le abitudini di circa 950 autotrasportatori considerando anche i problemi relativi al sonno che influiscono sulla guida.

“I ricercatori hanno preso in esame la quantità di sonno desiderata e il numero di ore effettivamente dormite, così da calcolare il debito di sonno, cioè le ore che effettivamente mancano rispetto alle necessità psicofisiche di ciascun partecipante. A questo punto è stato misurato con esattezza il rischio di incidente di un camionista che dorme meno del dovuto”.

Secondo quanto riporta La Stampa per chi dorme due ore in meno del dovuto (non più di 6 ore a notte) il rischio di incidenti raddoppia, per chi dorme tre ore in meno triplica e per chi dorme 4 ore o meno a notte il rischio raddoppia del 400%.

I dati Istat del 2015 dicono che in Italia su 174.000 incidenti stradali, ben 12.180 sono stati quelli causati da autisti affetti da sindrome delle apnee ostruttive del sonno (Osas), con circa 240 morti e 17.224 feriti accertati.

Il riposino pomeridiano può annullare l’aumento del rischio di incidente ma solo se ha una durata di 20 minuti.

Il prof. Magnavita dell’Università Cattolica di Roma ha spigato meglio la ricerca: “In generale si ritiene che sia necessario dormire tra le sei e le otto ore al giorno, ma certamente va tenuto conto che ognuno ha le sue abitudini.

Per calcolare la carenza di sonno abbiamo chiesto ai camionisti quanto avrebbero voluto dormire e quanto avevano effettivamente dormito”.

“Riuscire a calibrare il diverso impatto di eccessiva sonnolenza diurna (Eds) e Osas sul rischio di incidenti e infortuni sulle strade ma anche sul luogo di lavoro”, ha dichiarato invece il neurologo Sergio Garbarino, “permette di impostare corrette e mirate strategie preventive sia sull’incidentalità che sulla salute del guidatore, ma anche del lavoratore in generale.

Noi ricercatori possiamo fornire indicazioni e dati scientifici che vanno in questa direzione, ma è arrivato il momento che le istituzioni competenti facciano finalmente la loro parte”.

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