SAMSUNG GALAXY NOTE 7, L’ULTIMO AGGIORNAMENTO LO RENDE INUTILIZZABILE

Nessuna tregua per il Samsung Galaxy Note 7. L’azienda ha deciso di fornire un aggiornamento del software per impedire che i rimanenti dispositivi in circolazione possano avere problemi di sicurezza. 

L’aggiornamento avrà inizio il 19 dicembre per impedire che le batterie del Note 7 possano trasformare i prodotti elettronici in mattoni incandescenti.

Secondo Samsung infatti, il 93% dei proprietari del Note 7 ha restituito i dispositivi negli Stati Uniti a causa di di incendi ed esplosioni degli apparecchi.  

L’intento dell’azienda è quello di non renderlo più utilizzabile, infatti, il prossimo aggiornamento, come riportano anche altri siti specializzati, dovrebbe impedire di ricaricare lo smartphone per oltre il 30% della batteria, rendendolo di fatto inutile.

Quello su cui punta l’azienda è la restituzione totale dei dispositivi da parte dei clienti, per i quali è previsto un rimborso.

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TROVA UN PEZZO D’AMBRA AL MERCATO: DENTRO C’È LA CODA PIUMATA DI UN DINOSAURO

Un dinosauro in un pezzetto d’ambra. Detta così sembrerebbe una battuta da cruciverba e invece si tratta di una scoperta straordinaria e affascinante.

Fatta per caso in un mercato del Myanmar dove su un banchetto c’era questa resina apparentemente come tante che si vendono a turisti distratti. L’autore dello “scoop” scientifico peró  distratto non lo è stato affatto.

Anche perchè Lida Xing  di mestiere fa il ricercatore all’Università di geoscienze di Pechino, e quando lo scorso anno ha trovato questo reperto sulle bancarelle della città birmana di Myitkyina, nel Myanmar, ha subito pensato che non fosse un comune pezzo di ambra con del materiale vegetale all’interno, come spesso accade. Invece di prenderlo per regalarlo ha pensato di analizzarlo meglio.

Ha chiamato Ryan McKellar, curatore del settore paleontologia del Royal Saskatchewan Museum in Canada e insieme ad altri scienziati ha indagato a fondo. Fino alla scoperta eccezionale: dentro c’era una coda di dinosauro con le piume ancora intatte.

Per l’esattezza il tutto appartiene a un giovane celurosauro, della famiglia di dinosauri carnivori simili a volatili vissuti durante il Cretaceo, ovvero circa 99 milioni di anni fa.

 Un ritrovamento unico che racconta storie inedite sull’evoluzione di questi mitici animali che potrebbero esser stati più simili ad uccelli che a rettili.   

Come dire: vera e propria transvolata indietro nel tempo e tutto grazie a un ineguagliabile “trasportatore” di epoche come solo l’ambra sa esserlo.

E come è stato riportato nel recente studio “A Feathered Dinosaur Tail with Primitive Plumage Trapped in Mid-Cretaceous Amber” pubblicato su Current Biology.

Emozionatissimo per quella che ricorderà come la scoperta più bella della sua vita Xing ha spiegato in un’intervista alla Cbc: «Questa è la prima volta che del materiale scheletrico di  un dinosauro è stato trovato nell’ambra.

Precedenti reperti nell’ambra includevano delle piume isolate che possono essere appartenuti a dinosauri, ma senza una parte identificabile del corpo inclusa, la loro fonte è rimasta aperta alla discussione».

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PAPÀ E MAMMA DIVORZIANO: TORTURANO E LASCIANO I FIGLI SENZA CIBO, NATALIE MUORE A 16 ANNI

Dietro la porta d’ingresso di quella villetta apparentemente come tante nella cittadina di West des Moines, nell’Iowa, si nascondeva una vera e propria casa degli orrori.

Nicole Marie Finn, 42 anni, e Joseph Michael Finn II, 45 anni, avevano divorziato nel 2011, ma avevano stipulato un patto scellerato: tre dei loro cinque figli erano costretti a vivere senza cibo né vestiti, senza assistenza sanitaria, costantemente torturati e abbandonati a loro stessi.

Una condizione disumana venuta allo scoperto quando il cuore di Natalie, di appena 16 anni, non ha più retto al peso di quell’orrore e si è fermato lo scorso 24 ottobre.

Adesso, per la sua morte, i genitori sono finiti dietro le sbarre: dovranno rispondere di sequestro di persona di primo grado, lesioni gravi e abbandono di minori. Inoltre la donna è stata accusata di omicidio di primo grado e di aver messo in pericolo la vita della figlia tanto da procurarne la morte.

Secondo le indagini, i Finn avevano deciso di confinare Natalie e due dei suoi fratelli, una 14enne e un 15enne, all’interno della loro piccola villetta. La coppia ha torturato i figli, li ha picchiati «ricorrendo a una crudeltà tale da arrecare un danno fisico e mentale».

La polizia ha iniziato a indagare sul caso solo quando un’ambulanza è stata chiamata da Nicole: Natalie aveva avuto un arresto cardiaco ed è morta una volta giunta in ospedale.

Sin dal primo momento la morte della ragazza è stata classificata come sospetta: era una studentessa della Walnut Creek Campus school, ma da oltre un anno i suoi compagni di classe non avevano notizie di lei. Ora c’è da capire perché i servizi sociali e le forze dell’ordine non siano intervenute prima.

Becca Gordon, madre di un amico di Natalie, ha raccontato di aver chiamato la polizia all’inizio di quest’anno dopo che la ragazza, visibilmente emaciata, le aveva chiesto più volte cibo per lei e i suoi fratelli. Inoltre si era allarmata dopo averla vista per un lungo periodo sempre con lo stesso vestito indosso.

«Si sentiva responsabile per i fratelli che vivano nella sua stessa condizione. Temevo che non sarebbe stato fatto nulla per lei e per i suoi fratelli e così è successo – ha detto la donna – Era una ragazza frizzante e aveva una bella personalità.

Era semplicemente meravigliosa». Mentre si dovrà accertare l’eventuale responsabilità di chi sapeva e non è intervenuto, i Finn rimarranno nel carcere di Polk County con una cauzione fissata a oltre 2 milioni di dollari per Nicole e 1,5 milioni per Joseph.

La prossima udienza è stata fissata per il 19 dicembre, ma intanto il giudice ha disposto che non potranno più avere alcun contatto con i figli. Natalie è riuscita a proteggerli: con la sua morte li ha salvati allontanandoli per sempre da quella casa.

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SCHIAFFI IN STUDIO A DOMENICA LIVE; IL CASO LEMME “SCALDA” I TONI: NUOVI INSULTI ALLE DONNE

ROMA – Toni accesi, schiaffi, insulti. Domenica Live si scalda ancora una volta per il caso del bio-scultore, come si definisce lui stesso, Alberico Lemme. Stavolta a scontrarsi, nel vero senso del termine, sono Filippo Facci e Manuela Villa. 

“Io non riesco a stare con un uomo che mi parla a tanto così dalla faccia, strillando ‘buffona’, perché la reazione d’istinto è fargli almeno saltare gli occhiali. Io chiedo educazione. Non sono una perbenista, ma alle provocazioni rispondo”.

Manuela Villa replica così alle accuse di Facci che, per la seconda volta – era già successo la scorsa puntata – accusa lei e le altre ospiti in sala, Nadia Rinaldi e Floriana Secondi, di essere persone senza competenze, in studio solo per farsi pubblicità.

 Facci accusa la Villa di avergli dato uno schiaffo e di avergli rotto gli occhiali. Floriana replica, dicendo che Facci l’avrebbe minacciata nel fuori onda.

La polemica va avanti con toni sempre più accesi, finché Facci decide di lasciare lo studio: “Il mio limite – dice – è, se una persona, qualsiasi cosa io le abbia detto, mi dà uno schiaffo e voi applaudite, togliere il saluto e andare via”.

Barbara D’Urso ricorda al giornalista che è stato lui a cominciare, alzandosi e apostrofando come buffone le ospiti in studio ma non c’è nulla da fare, Facci lascia. 

Non sono una novità i toni accesi e le atmosfere calde quando si parla di Lemme. Il farmacista torna a ripetere a favore di telecamera l’offesa “Testa di donna” a tutte le donne.

E porta avanti le sue tesi su verdura e frutta che farebbero ingrassare, la dieta mediterranea che sarebbe sbagliata e le calorie che sarebbero “bufale scientifiche”.

A nulla valgono le repliche di medici ed esperti, Lemme sostiene la sua tesi e con lui i suoi “cadetti”.
A turbare, però, sono soprattutto gli insulti alle donne, che il farmacista ha più volte affermato di ritenere “creature inferiori”.

A introdurre il caso, stavolta, era stato lo stesso Facci che, premettendo di essere un sostenitore di Lemme, aveva voluto comunque chiedere per quale motivo l’autista donna che lo aveva portato fino a lì, stesse piangendo disperatamente, chiedendo che mandassero altri per Lemme.

La donna, secondo quanto affermato dal farmacista, aveva sbagliato la strada e lui, dopo averla apostrofata come “Testa di donna”, aveva chiamato la compagnia per chiedere di avere un autista uomo, visto come sono le donne.

Le offese si ripetono. Quando entra una sua ex-paziente, insegnante, Lemme la accusa di non saper leggere o di non capire. E anche stavolta, il caso si “chiude” con tanti insulti al genere femminile.

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