ALLARME TOPI A PARIGI, CE NE SONO DUE PER OGNI ABITANTE: ORA IL COMUNE DICHIARA GUERRA A “RATATOUILLE”

Amici parigini, mettetevi d’accordo: i topi vi piacciono o no? Perché non è che potete prendervi solo il meglio dei roditori. La vita non è mica un cartoon.

Non potete incassare miliardi di euro attirando a Disneyland Paris una quindicina di milioni di visitatori l’anno grazie alle moine ruffiane di un ratto in braghette, politicamente corretto e con le orecchie tonde; non potete incantare i bambini di mezzo mondo con un roditore cuoco (Ratatouille) in un film d’animazione che squaderna tutti i più vieti luoghi comuni sulla Ville Lumière, con uno scialo di tetti e abbaìni strappacuore illuminati da una scintillante luna; non potete insomma fare dei ratti una strategia di marketing territoriale e poi dichiarar loro guerra come una New York e una Napoli qualsiasi.

Epperò va così. Non c’è riconoscenza in questo mondo, nemmeno nella città più romantica che c’è.

L’amministrazione della capitale francese ha lanciato un coup-de-poing per ridurre il numero dei ratti che infestano le strade, i giardini e i parchi: si calcola che nella sola Parigi consolidata, quella dei venti arrondissement, ce ne siano almeno quattro milioni, due per ogni parigino: un kit peloso del quale i cittadini del Marais, di Porte d’Italie o di Belleville farebbero volentieri a meno.

Nel 2014 fece il giro del mondo una fotografia che ritraeva alcuni roditori scorrazzare sui prati davanti al Louvre accanto ai turisti stravaccati dopo le fatiche della Nike di Samotracia (no, non è una sneaker).

Non pensiamo sia stato quello l’episodio scatenante della guerra ai roditori lanciata dalla Mairie de Paris, altrimenti dovremmo concludere che le amministrazioni francesi sono ancora più lente a reagire delle nostre. Però quelle scene non hanno mai abbandonato la testa della sindaca Anne Hidalgo, che proprio nel 2014 prese posto all’Hôtel de Ville.

E quindi: al topo! Al topo! Cinque parchi sono stati già chiusi e il pubblico è stato allontanato dalla pelouse dello Champ de Mars, il grande giardino ai piedi della Torre Eiffel. In queste aree verdi i roditori sarebbero attratti dalla grande dovizia di rifiuti lasciati dai turisti.

Che peraltro sono stati invitati a non dare da mangiare ai piccioni (mah). Naturalmente parte della strategia è affidata alle tradizionali trappole. Contrariamente a quanto proposto per Roma da un imprenditore della disinfestazione veneto non verranno messi ingredienti tipici per attrarre i topi (niente Camembert e meno ancora foie gras) ma le trappole saranno sostenibili, qualsiasi cosa voglia dire.

Gli aggeggi sono stati già installati in alcune piazze cittadine, tra le quali quella dedicata a Cambronne, uno che con i rifiuti (organici) aveva una qualche confidenza. Anche i cassonetti della spazzatura sono stati ridisegnati per evitare che siano assaltati dai ratti e la raccolta della spazzatura è stata intensificata. Inoltre sono stati bloccate le uscite delle fognature. Parigi val bene una messa. In derattizzazione.

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“IL SOLE STA PER ESPLODERE, PRESTO LA TERRA SPAZZATA VIA”: L’ALLARME FINALE DEGLI SCIENZIATI, QUANTO CI RESTA…

La Terra è a rischio. Una sentenza tranchant, quella degli scienziati interpellati dal The Sun: il nostro pianeta, nel corso dei prossimi anni, potrebbe andare a fuoco, conseguenza inevitabile di un aumento spropositato del sole.

Secondo la Prof. Leen Decin dalla KU Leuven (istituto di Astronomia), il sole sta continuando ad aumentare progressivamente, in concomitanza con il passare del tempo, in termini di calore, luminosità e potenza.

Come tutte le altre stelle, prima di spegnersi e diventare nebulosa bianca, la nostra stella luminosa dovrà raggiungere la sua massima estensione (circa cento volte le dimensioni attuali) e questo avrebbe un impatto devastante per tutti i pianeti che li gravitano attorno, Terra compresa.

Come esempio, gli scienziati portano la stella L2 Puppis che, miliardi di anni fa, ha seguito lo stesso processo che purtroppo toccherà al sole. Il quesito che rimane da risolvere è solo uno: quanto tempo ci resta?

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VIA LE STRISCE BLU DAL CENTRO: COSA CAMBIA E DOVE

Saranno cancellate tutte le strisce blu nel cuore di Milano, all’interno della Cerchia dei Navigli: da via Larga a via delle Ore a piazza Fontana. Parte il “taglio” dei parcheggi in centro, deciso a ottobre da Palazzo Marino.

«Si inizia in queste settimane per completare l’operazione subito dopo l’Epifania», annuncia l’assessore alla Mobilità Marco Granelli. Dopo il censimento, si passa all’azione. La mappa dei tagli è pronta, studiata a tavolino: saranno depennate per i saldi invernali mille delle esistenti 3651 strisce a pagamento.

Diventeranno 3000 stalli per le due ruote (circa 4 moto per ogni posto auto), che ora scarseggiano con i centauri a volte costretti a lasciare lo scooter sui marciapiedi, e alcune decine di posteggi per il carico e scarico merci. Scelta drastica nelle strade della Milano medioevale, più vicine al Duomo, dove non vi saranno più parcheggi in superficie.

L’alternativa sono gli autosilos: Granelli conferma di «voler raggiungere l’accordo con l’Apa (associazione provinciale autorimesse)» per rendere vantaggiosa la sosta nei garage, ora semivuoti: «Quelli automatizzati, che devono affrontare minori spese, sono più propensi», precisa.

Come riporta Leggo, si punta alla tariffa low cost di 3 euro all’ora massimo, con lo sconto di Area C (da 5 a 2 euro). Per il momento l’unica certezza è che la scure sulle strisce blu colpirà l’area intorno al Tribunale di via Freguglia, il quartiere fra il Quadrilatero della Moda e Brera, regno della movida non stop ad ogni stagione.

E ancora: le strade alle spalle di Cadorna, fra Boccaccio e Carducci, e quelle in zona San Vittore a partire da Gian Battista Vico. «Non vogliamo complicare la vita agli automobilisti – spiega Granelli – bensì utilizzare al meglio il suolo disponibile, ma ridotto in centro, per una mobilità sempre più ordinata: andiamo incontro ai motociclisti, che sempre più numerosi percorrono le vie centrale, e ai veicoli commerciali che hanno bisogno di postazioni di carico e ora sostano in doppia fila».

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LEI GLI NEGA UNA SIGARETTA, STRANIERO LA PESTA E LA MANDA IN RIANIMAZIONE

Le si è avvicinato per chiederle una sigaretta. Lei ha rifiutato di dargliela, o meglio non poteva dargliene dal momento che non fuma. Ma lui, preso dalla rabbia, l’ha colpita con violenza alla testa e l’ha spedita in Rianimazione.

È accaduto nella periferia di Napoli, a via Gianturco. Vittima del pestaggio una donna di origini cinesi, 51enne, che ha avuto la sfortuna di imbattersi in un extracomunitario violento, che secondo le sue stesse indicazioni potrebbe essere uno dei rom che abitano e agiscono nella zona.

L’uomo s’è avvicinato alla signora chiedendole da fumare. La donna ha opposto un rifiuto e lui l’ha colpita al volto. La violenza del pugno ha fatto perdere l’equilibrio alla cinese che è caduta rovinosamente a terra, sbattendo la nuca sul marciapiede. Ha riportato un trauma cranico la cui entità ha costretto i medici del pronto soccorso dell’ospedale Loreto Mare a ricoverarla nel reparto di Rianimazione.

Nel frattempo sono partite le indagini per dare un volto all’aggressore. Stando a quanto è riuscita a confidare agli agenti della polizia municipale che l’hanno soccorsa, l’uomo che l’ha colpita sarebbe uno straniero.

Una delle piste battute dagli inquirenti è quella che, a prendere a pugni la donna colpevole di avergli negato una sigaretta, sia stato – come riporta il Corriere del Mezzogiorno – un rom appartenente ai gruppi che abitano nella zona a ridosso di via Gianturco. Intanto gli investigatori stanno passando al setaccio i filmati della videosorveglianza per ottenere elementi utili all’identificazione del balordo.

Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza nella periferia napoletana dove da tempo si registrano episodi di micro criminalità che rendono la vita impossibile ai residenti.

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